Università di Palermo, post-doc in geomorfologia fluviale: bando per un incarico di ricerca sulla qualità dei corsi d'acqua siciliani
Selezione per titoli e colloquio al DiSTeM: 12 mesi di ricerca in collaborazione con l'Autorità di Bacino della Sicilia per adeguare i protocolli ISPRA al contesto mediterraneo. Domande entro il 26 marzo 2026.
- Il contesto: perché la Sicilia ha bisogno di nuovi indicatori fluviali
- Dettagli del bando: ente, durata, sede e figure ricercate
- L'oggetto della ricerca: cosa farà il ricercatore selezionato
- Requisiti richiesti
- Come candidarsi
- Domande frequenti (FAQ)
Il contesto: perché la Sicilia ha bisogno di nuovi indicatori fluviali
I protocolli nazionali per la valutazione della qualità dei corsi d'acqua, elaborati dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), sono stati concepiti e calibrati pensando ai grandi sistemi fluviali dell'Italia centro-settentrionale: il Po, l'Arno, il Tevere. Fiumi con portate relativamente stabili, bacini estesi, dinamiche sedimentarie prevedibili. Un paradigma che, applicato tal quale ai torrenti e alle fiumare siciliane, mostra limiti evidenti.
La Sicilia presenta un contesto idro-morfologico profondamente diverso. La forte variabilità stagionale dei deflussi — con piene improvvise e lunghi periodi di magra estrema — e l'intensa attività morfodinamica sia in alveo che sui versanti rendono inadeguati gli indicatori standard. Non si tratta di una questione meramente accademica: dalla corretta valutazione della funzionalità fluviale dipendono le politiche di tutela ambientale, la pianificazione urbanistica nelle aree a rischio e la gestione delle risorse idriche in una regione già fortemente esposta agli effetti del cambiamento climatico.
È in questo quadro che si inserisce la collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) dell'Università degli Studi di Palermo e l'Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia (AdB), un'intesa istituzionale che punta a colmare un vuoto metodologico rilevante.
Dettagli del bando: ente, durata, sede e figure ricercate
L'Università degli Studi di Palermo ha pubblicato in data 24 febbraio 2026 una procedura selettiva per l'attribuzione di un incarico post-doc ai sensi dell'art. 22-bis della Legge 240/2010, norma che disciplina i contratti di ricerca post-dottorale negli atenei italiani.
Ecco i dati essenziali del bando:
- Codice procedura: 2026-PROT32350-ALBO743
- Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
- Dipartimento: DiSTeM – Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare
- Responsabile scientifico: Prof. Edoardo Rotigliano
- Posti disponibili: 1
- Tipo di incarico: Post-doc (contratto di ricerca)
- Durata: 12 mesi
- Sede di lavoro: Sicilia
- Modalità di selezione: per titoli e colloquio
- Data di scadenza: 26 marzo 2026, ore 22:59
Il bando nasce nell'ambito di un accordo di collaborazione tra il DiSTeM e l'Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, a conferma della natura applicativa e istituzionale della ricerca.
L'oggetto della ricerca: cosa farà il ricercatore selezionato
Il progetto ha un obiettivo ambizioso e concreto: adattare al contesto mediterraneo siciliano le procedure di valutazione della qualità dei corsi idrici attualmente in uso su scala nazionale.
L'intero territorio regionale siciliano fungerà da area sperimentale. Nel dettaglio, il ricercatore sarà chiamato a:
- Sviluppare nuovi indicatori di funzionalità fluviale che tengano conto della marcata stagionalità dei deflussi tipica del clima mediterraneo, dove la differenza tra portate invernali e estive può essere di ordini di grandezza;
- Affrontare le specificità morfodinamiche dei corsi d'acqua siciliani, caratterizzati da un'elevata attività erosiva e deposizionale sia in alveo che sui versanti;
- Ottimizzare approcci e metodi per la valutazione delle aree sorgente di sedimento e della connettività sedimentaria lungo i versanti e in alveo;
- Analizzare la propagazione dei sedimenti lungo il reticolo idrografico, un aspetto cruciale per comprendere il rischio geomorfologico e la dinamica dei bacini.
Si tratta, in sostanza, di costruire un framework metodologico che possa sostituire o integrare i protocolli ISPRA laddove questi risultano inadeguati. Un lavoro che potrebbe avere ricadute ben oltre i confini siciliani, considerando che le stesse problematiche riguardano buona parte dell'Italia meridionale e delle regioni mediterranee europee.
Requisiti richiesti
Il bando non esplicita nel dettaglio i requisiti nella documentazione resa disponibile in fase di pubblicazione, ma stando al quadro normativo di riferimento — l'art. 22-bis della L. 240/2010 — il candidato deve essere in possesso del titolo di dottore di ricerca o di titolo equivalente conseguito all'estero.
Data la natura fortemente specialistica del progetto, è ragionevole attendersi che la commissione valuterà con particolare attenzione:
- Formazione in geomorfologia, idrologia, scienze della terra o discipline affini;
- Esperienza nella valutazione della qualità fluviale e nell'applicazione di protocolli come l'IDRAIM o il Morphological Quality Index (MQI) sviluppati da ISPRA;
- Competenze in GIS e telerilevamento applicate all'analisi geomorfologica;
- Conoscenza del contesto idro-morfologico mediterraneo, con particolare riferimento alla Sicilia;
- Pubblicazioni scientifiche su tematiche coerenti con l'oggetto della ricerca.
Per verificare nel dettaglio i requisiti e i criteri di valutazione, si raccomanda la consultazione integrale del bando sul sito ufficiale dell'ateneo.
Come candidarsi
La procedura di candidatura segue le modalità previste dall'Università degli Studi di Palermo per le selezioni di personale di ricerca. I passaggi fondamentali:
- Consultare il bando integrale pubblicato sull'Albo Ufficiale dell'Ateneo, accessibile all'indirizzo https://www.unipa.it/albo.html, cercando il codice 2026-PROT32350-ALBO743;
- Preparare la documentazione richiesta, che tipicamente include curriculum vitae, elenco delle pubblicazioni, copia del titolo di dottore di ricerca e ogni altro documento specificato nel bando;
- Presentare la domanda secondo le modalità indicate (generalmente tramite procedura telematica o PEC) entro e non oltre il 26 marzo 2026;
- Attendere la convocazione per il colloquio, la cui data e modalità saranno comunicate dalla commissione esaminatrice.
La selezione avverrà in due fasi: una valutazione dei titoli e un colloquio orale finalizzato ad accertare le competenze scientifiche e metodologiche del candidato in relazione al progetto di ricerca.
Attenzione: il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato alle ore 22:59 del 26 marzo 2026. Si consiglia di non ridursi all'ultimo giorno per evitare problemi tecnici.
Domande frequenti (FAQ)
Qual è il profilo ideale del candidato per questo post-doc?
Il candidato ideale possiede un dottorato di ricerca in scienze della terra, geomorfologia, idrologia o discipline affini, con una solida esperienza nella valutazione della qualità morfologica dei corsi d'acqua. La familiarità con i protocolli ISPRA (come l'IDRAIM), le competenze in analisi GIS e la conoscenza delle dinamiche sedimentarie in contesti mediterranei rappresentano elementi di forte vantaggio. Trattandosi di una ricerca con ricadute applicative dirette, è apprezzata anche l'esperienza nella collaborazione con enti pubblici e autorità di bacino.
Quanto dura l'incarico e dove si svolgerà la ricerca?
L'incarico ha una durata di 12 mesi e si svolgerà in Sicilia, presso le strutture del DiSTeM dell'Università di Palermo. Data la natura del progetto — che utilizza l'intero territorio regionale siciliano come area sperimentale — è verosimile che l'attività preveda anche campagne di rilevamento sul campo presso diversi bacini idrografici dell'isola, oltre al lavoro di analisi e modellazione in laboratorio.
Come viene valutata la selezione? Quanto pesano i titoli rispetto al colloquio?
La procedura è per titoli e colloquio. I pesi specifici attribuiti alle due componenti sono definiti nel bando integrale, che si raccomanda di consultare con attenzione. In generale, nelle selezioni post-doc dell'Università di Palermo, la valutazione dei titoli considera il curriculum accademico, le pubblicazioni scientifiche, le esperienze di ricerca pregresse e la coerenza del profilo con il progetto. Il colloquio è finalizzato a verificare le competenze metodologiche e la capacità del candidato di contribuire concretamente agli obiettivi della ricerca.
Possono candidarsi ricercatori con dottorato conseguito all'estero?
Sì. L'art. 22-bis della L. 240/2010 prevede espressamente che possano partecipare anche i titolari di un dottorato di ricerca conseguito all'estero, purché il titolo sia riconosciuto come equivalente. Il bando integrale specifica le eventuali procedure di riconoscimento necessarie. La descrizione del progetto è stata pubblicata anche in lingua inglese, a conferma dell'apertura internazionale della selezione.
Qual è il quadro istituzionale in cui si inserisce questa ricerca?
Il post-doc nasce da un accordo di collaborazione formale tra il DiSTeM dell'Università di Palermo e l'Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, l'ente regionale preposto alla pianificazione e gestione delle risorse idriche e alla difesa del suolo. Questo significa che i risultati della ricerca non resteranno confinati all'ambito accademico, ma saranno direttamente utilizzabili dall'AdB per aggiornare le proprie metodologie di valutazione e monitoraggio dei corsi d'acqua siciliani, in linea con gli obblighi derivanti dalla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) e dalla Direttiva Alluvioni (2007/60/CE).