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Aperto Scaduto Cod. 2026-PROT-39428

Università di Palermo: incarico di ricerca sull'Intelligenza Artificiale per gli Enti Locali

Un posto da ricercatore per sviluppare un assistente virtuale basato su LLM e RAG al servizio dei cittadini. Domande entro il 3 aprile 2026.

Universita' degli Studi di Palermo Sicilia Pubblicato il 04 marzo 2026

Il contesto: IA e pubblica amministrazione, un binomio sempre più stretto

L'intelligenza artificiale sta ridisegnando il rapporto tra cittadini e istituzioni. Non è più solo una promessa da convegno: i Large Language Models — i modelli linguistici di grandi dimensioni alla base di strumenti come ChatGPT — stanno entrando concretamente nei processi della pubblica amministrazione italiana, dal supporto alla redazione di atti fino all'assistenza diretta al pubblico.

È in questo scenario che si inserisce il nuovo bando pubblicato dall'Università degli Studi di Palermo, che mette a concorso un incarico di ricerca della durata di dodici mesi per lo sviluppo di un assistente virtuale destinato agli Enti Locali. Un progetto che incrocia due traiettorie centrali nel dibattito pubblico attuale: la trasformazione digitale della PA e l'applicazione responsabile dell'IA generativa.

Dettagli del bando: cosa prevede l'incarico

Il bando, identificato con il codice concorso I-RIC 7-2026 (protocollo 2026-PROT-39428), è stato pubblicato il 4 marzo 2026 e prevede la scadenza per la presentazione delle candidature al 3 aprile 2026, ore 12:00.

Ecco i dati essenziali:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
  • Tipologia: incarico di ricerca ai sensi dell'art. 22-ter della legge 240/2010
  • Posti disponibili: 1
  • Durata: 12 mesi
  • Sede: Sicilia (Palermo)
  • Tutor scientifico: prof. Pietro Paolo Corso
  • Procedura di selezione: valutazione per titoli e colloquio

L'art. 22-ter della legge 240/2010 — introdotto con le riforme del reclutamento universitario — disciplina gli incarichi di ricerca a tempo determinato, una formula contrattuale pensata per attrarre competenze specialistiche su progetti ben definiti, spesso finanziati o collegati a collaborazioni con enti esterni.

Il progetto di ricerca: un chatbot per i cittadini

Il cuore dell'attività è ambizioso e concreto al tempo stesso. Il ricercatore selezionato dovrà progettare e costruire un assistente virtuale basato sull'intelligenza artificiale — chatbot o voicebot — capace di fornire ai cittadini informazioni su ambiti tematici propri degli Enti Locali.

La tecnologia di riferimento è la cosiddetta Retrieval Augmented Generation (RAG), un'architettura che combina la potenza generativa dei LLM con il recupero mirato di documenti da repository specifici. In parole più semplici: il sistema non si limita a "inventare" risposte sulla base del suo addestramento generico, ma va a pescare informazioni puntuali da archivi documentali reali prima di formulare la risposta.

Stando a quanto emerge dalla descrizione del bando, il sistema dovrà:

  • Accedere alla normativa nazionale di riferimento
  • Integrare le delibere degli enti locali, che possono sovrascrivere o specificare le disposizioni nazionali
  • Gestire una logica algoritmica gerarchica, in cui i documenti locali prevalgono su quelli generali secondo regole finemente organizzate
  • Alimentarsi da repository documentali pubblici, garantendo trasparenza e verificabilità delle fonti

Una pipeline RAG ben costruita, insomma, che non si limiti a rispondere in modo generico ma sappia distinguere tra livelli normativi diversi — una sfida tecnica tutt'altro che banale, considerata la complessità del sistema giuridico-amministrativo italiano.

Il progetto si colloca nel filone, sempre più centrale nelle strategie di digitalizzazione della PA, che punta a ridurre la distanza informativa tra istituzioni e cittadini, rendendo accessibili in linguaggio naturale contenuti che oggi richiedono spesso la consultazione di portali poco intuitivi o il ricorso agli sportelli fisici.

Requisiti richiesti

Il bando non dettaglia in modo esplicito tutti i requisiti nella descrizione pubblica, ma dalla natura dell'incarico e dal quadro normativo di riferimento è possibile delineare il profilo ricercato.

Trattandosi di un incarico ai sensi dell'art. 22-ter della legge 240/2010, il candidato dovrà verosimilmente possedere:

  • Titolo di studio: laurea magistrale o equivalente, con ogni probabilità in discipline informatiche, ingegneristiche o affini (informatica, ingegneria informatica, data science, intelligenza artificiale)
  • Competenze tecniche specifiche: conoscenza dei Large Language Models, delle architetture RAG, delle tecniche di Natural Language Processing (NLP) e degli strumenti di sviluppo correlati (Python, framework come LangChain, LlamaIndex, database vettoriali)
  • Esperienza di ricerca: pubblicazioni scientifiche, partecipazione a progetti di ricerca o esperienze professionali nel campo dell'IA applicata costituiranno con tutta probabilità titoli valutabili
  • Requisiti generali: cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'UE (o equiparati), godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne penali incompatibili

Per il dettaglio completo dei requisiti si rimanda al testo integrale del bando, consultabile sull'Albo ufficiale dell'Università di Palermo.

Come candidarsi

La procedura di selezione si articola in due fasi: valutazione dei titoli e colloquio orale.

Per presentare la propria candidatura è necessario:

  1. Consultare il bando integrale sul sito ufficiale dell'Università di Palermo, nella sezione Albo, raggiungibile all'indirizzo: https://www.unipa.it/albo.html
  2. Seguire le indicazioni relative alla modalità di invio della domanda (tipicamente tramite procedura telematica o PEC, come specificato nel bando)
  3. Allegare tutta la documentazione richiesta: curriculum vitae, titoli di studio, pubblicazioni, eventuali lettere di referenza
  4. Rispettare la scadenza del 3 aprile 2026

Il colloquio servirà ad approfondire le competenze del candidato rispetto al progetto di ricerca, con particolare attenzione — è ragionevole ipotizzare — alle conoscenze in materia di LLM, RAG e applicazioni dell'IA alla pubblica amministrazione.


Domande frequenti (FAQ)

Qual è la scadenza per presentare domanda?

La scadenza è fissata al 3 aprile 2026, ore 12:00. Le candidature inviate oltre tale termine non saranno prese in considerazione. Si consiglia di non attendere l'ultimo giorno per evitare problemi tecnici legati all'invio telematico.

Che tipo di contratto viene offerto?

Si tratta di un incarico di ricerca ai sensi dell'art. 22-ter della legge 240/2010, con durata di 12 mesi. Non è un assegno di ricerca né un contratto da ricercatore a tempo determinato: è una tipologia contrattuale specifica, introdotta per consentire alle università di affidare attività di ricerca su progetti definiti a professionisti con competenze mirate.

Dove si svolgerà l'attività di ricerca?

L'incarico è incardinato presso l'Università degli Studi di Palermo, sotto la supervisione del prof. Pietro Paolo Corso. La sede operativa è dunque in Sicilia, a Palermo, anche se non si esclude — come ormai frequente nel mondo della ricerca — la possibilità di modalità di lavoro flessibili, da verificare nel testo integrale del bando.

Come si svolge la selezione?

La procedura prevede una valutazione per titoli e colloquio. La commissione esaminerà prima i titoli presentati dai candidati (curriculum, pubblicazioni, esperienze), attribuendo un punteggio. I candidati ammessi sosterranno poi un colloquio orale sulle tematiche del progetto: intelligenza artificiale, modelli linguistici, tecniche RAG e loro applicazione al contesto della pubblica amministrazione.

Cosa sono le tecniche RAG menzionate nel bando?

La Retrieval Augmented Generation è un paradigma che combina la capacità generativa dei modelli linguistici con il recupero di informazioni da fonti documentali specifiche. Invece di affidarsi esclusivamente alla conoscenza "memorizzata" durante l'addestramento, il sistema interroga prima un archivio di documenti pertinenti e poi genera la risposta integrando le informazioni recuperate. Questo approccio riduce significativamente il rischio di hallucination — le risposte inventate — e garantisce risposte più accurate e verificabili, un aspetto cruciale quando si tratta di normativa e atti amministrativi.