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Aperto Scaduto Cod. 2026-PROT40328-ALBO879

Università di Palermo, contratto di ricerca biennale sul diritto romano imperiale: bando aperto fino al 4 aprile

Il progetto RIFRIL riprende un ambizioso programma di palingenesi delle costituzioni imperiali romane avviato un secolo fa. Selezione per titoli e colloquio nell'ambito del finanziamento MUR FIS.

Universita' degli Studi di Palermo Sicilia Pubblicato il 05 marzo 2026

Un progetto che affonda le radici in un secolo di studi

C'è un filo sottile che collega gli anni Venti del Novecento all'Italia del 2026, e passa attraverso Palermo. L'Università degli Studi di Palermo ha pubblicato un bando per l'attribuzione di un contratto di ricerca biennale nell'ambito del progetto RIFRIL, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca tramite il fondo FIS. La selezione, per titoli e colloquio, è rivolta a studiosi con competenze nella ricostruzione di testi giuridici antichi — un profilo altamente specializzato che si inserisce in una tradizione accademica di primissimo piano.

Il progetto riprende, a distanza di quasi un secolo, l'ambizioso programma di Palingenesia Codicis ideato da Pietro Bonfante e successivamente guidato da Salvatore Riccobono, fondatore della celebre scuola palermitana di diritto romano. Quel lavoro, interrotto negli anni Quaranta, aveva l'obiettivo di raccogliere e riordinare tutte le costituzioni imperiali romane da Augusto a Giustiniano. Ora, sotto la direzione del professor Mario Varvaro, responsabile scientifico del progetto, si torna a scavare in quelle fondamenta.

Dettagli del bando e profilo ricercato

Ecco i dati essenziali della procedura selettiva:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
  • Codice bando: 2026-PROT40328-ALBO879
  • Tipo di contratto: Contratto di ricerca ai sensi dell'art. 22 della Legge 240/2010
  • Durata: biennale
  • Posti disponibili: 1
  • Sede di lavoro: Sicilia (Palermo)
  • Tipo di selezione: per titoli e colloquio
  • Data di pubblicazione: 5 marzo 2026
  • Scadenza per la presentazione delle domande: 4 aprile 2026, ore 23:59
  • Progetto di riferimento: FIS MUR "RIFRIL"
  • Responsabile scientifico: Prof. Mario Varvaro

La figura ricercata dovrà integrarsi in un'équipe interdisciplinare impegnata nella ricostruzione sistematica delle fonti normative del primo impero romano. Non si tratta, dunque, di un incarico puramente compilativo: il lavoro richiede capacità di analisi critica su materiali eterogenei — giuridici, letterari, epigrafici, papirologici e numismatici.

Il progetto RIFRIL: ricostruire il diritto delle prime dinastie imperiali

Per comprendere la portata di questa selezione, vale la pena soffermarsi sul contesto scientifico. I primi testi legislativi raccolti nei codici romani risalgono all'epoca di Adriano. Ma le costituzioni imperiali — gli atti normativi emanati dai principes — cominciarono ben prima, con Augusto, e costituiscono una delle fonti più importanti per ricostruire l'evoluzione dell'ordinamento giuridico romano.

Il progetto triennale RIFRIL si concentra sulla prima parte della Palingenesia Codicis originaria: l'obiettivo è raccogliere e analizzare tutte le testimonianze relative alle costituzioni emanate dagli imperatori delle dinastie giulio-claudia e flavia, nonché da Nerva. Si tratta di un arco temporale che va dal 27 a.C. al 98 d.C. circa — un periodo cruciale in cui il principato si consolidò e il potere normativo imperiale assunse forme sempre più strutturate.

Le fonti da indagare sono molteplici:

  • Fonti giuridiche: frammenti del Digesto, costituzioni conservate nei codici tardoantichi
  • Fonti letterarie: opere di storici, retori e filosofi dell'età imperiale
  • Fonti epigrafiche: iscrizioni su pietra e bronzo che attestano provvedimenti imperiali
  • Fonti papirologiche: documenti su papiro, spesso provenienti dall'Egitto romano
  • Fonti numismatiche: monete che recano traccia di decisioni normative o politiche

Questo approccio multidisciplinare distingue il progetto RIFRIL dalla maggior parte delle ricerche settoriali e lo colloca nel solco della grande tradizione romanistica italiana, quella che da Bonfante e Riccobono arriva fino ai giorni nostri.

Requisiti richiesti

Il bando non specifica nel dettaglio tutti i requisiti nel testo pubblicato sull'albo, ma dalla natura della selezione e dal quadro normativo di riferimento è possibile delineare il profilo atteso.

Trattandosi di un contratto di ricerca ai sensi dell'art. 22 della L. 240/2010, i candidati devono essere in possesso almeno del titolo di dottore di ricerca o di titolo equivalente conseguito all'estero, oppure — in alternativa — di una qualificazione scientifica adeguata, documentata attraverso pubblicazioni e attività di ricerca.

Stando alla descrizione del progetto, il candidato ideale dovrebbe possedere:

  • Competenze specifiche in diritto romano, con particolare riferimento alle fonti del periodo imperiale
  • Familiarità con le metodologie della critica testuale e della palingenesi giuridica
  • Conoscenza delle discipline ausiliarie: epigrafia, papirologia, numismatica latina
  • Capacità di lavoro interdisciplinare, dato il carattere composito dell'équipe
  • Padronanza delle lingue classiche (latino e greco) e delle principali lingue moderne della ricerca romanistica (tedesco, in particolare)

Per i requisiti puntuali e le eventuali cause di esclusione, è indispensabile consultare il testo integrale del bando pubblicato sull'Albo ufficiale dell'Ateneo palermitano.

Come candidarsi

La domanda di partecipazione deve essere presentata entro il 4 aprile 2026. Le modalità precise di invio — se tramite piattaforma telematica, PEC o altra procedura — sono indicate nel bando completo.

Per accedere alla documentazione ufficiale:

  1. Visitare l'Albo ufficiale dell'Università di Palermo al seguente indirizzo: https://www.unipa.it/albo.html
  2. Cercare il bando con codice 2026-PROT40328-ALBO879
  3. Scaricare il testo integrale e gli eventuali allegati (modulo di domanda, schema di curriculum, ecc.)
  4. Preparare la documentazione richiesta, che tipicamente include:
    • Domanda di partecipazione compilata e firmata
    • Curriculum vitae et studiorum dettagliato
    • Elenco delle pubblicazioni scientifiche
    • Copia dei titoli di studio e degli eventuali titoli valutabili
    • Documento di identità in corso di validità

Si raccomanda di non attendere l'ultimo giorno utile per l'invio della candidatura, onde evitare problemi tecnici o disguidi.

Domande frequenti

Qual è la durata del contratto e qual è l'inquadramento previsto?

Il contratto ha durata biennale ed è disciplinato dall'art. 22 della Legge 240/2010, che regola i contratti di ricerca (ex assegni di ricerca) nelle università italiane. L'inquadramento non prevede un rapporto di lavoro subordinato ma un contratto di collaborazione finalizzato allo svolgimento di attività di ricerca. Il compenso è stabilito dall'Ateneo nel rispetto dei minimi previsti dalla normativa vigente e dai regolamenti interni dell'Università di Palermo.

Possono candidarsi ricercatori stranieri o con titoli conseguiti all'estero?

Sì. La normativa italiana consente la partecipazione di candidati in possesso di titoli accademici conseguiti all'estero, purché riconosciuti equivalenti al dottorato di ricerca italiano. La valutazione dell'equivalenza può essere effettuata dalla commissione giudicatrice ai soli fini della selezione, secondo quanto previsto dalla disciplina vigente. È consigliabile allegare alla domanda tutta la documentazione utile a dimostrare l'equipollenza o l'equivalenza del titolo.

In cosa consiste la procedura di selezione per titoli e colloquio?

La selezione si articola in due fasi. Nella prima, la commissione valuta i titoli presentati dai candidati — titolo di studio, pubblicazioni scientifiche, esperienze di ricerca, partecipazione a progetti, eventuali periodi di studio all'estero — attribuendo un punteggio secondo i criteri definiti nel bando. Nella seconda fase, i candidati ammessi sostengono un colloquio volto ad accertare le competenze scientifiche e la coerenza del profilo con le esigenze del progetto RIFRIL. Il calendario del colloquio viene comunicato con le modalità indicate nel bando.

Qual è il settore scientifico-disciplinare di riferimento?

Il bando non indica esplicitamente un settore scientifico-disciplinare (SSD), ma il progetto si colloca nell'area del diritto romano e dei diritti dell'antichità (tradizionalmente IUS/18 nel vecchio ordinamento, ora ricompreso nei nuovi settori concorsuali). Le competenze richieste sono tuttavia di natura spiccatamente interdisciplinare, coinvolgendo anche l'area delle scienze dell'antichità, della filologia e della storia antica.

È possibile svolgere altre attività durante il contratto di ricerca?

La disciplina dei contratti di ricerca ex art. 22 L. 240/2010 prevede alcune limitazioni. In linea generale, il titolare del contratto non può svolgere attività in conflitto di interesse con l'Ateneo. È tuttavia consentita, previa autorizzazione, l'attività didattica integrativa e la partecipazione ad altri progetti di ricerca, nei limiti stabiliti dal regolamento dell'Università di Palermo. Per i dettagli specifici, si rimanda al testo del bando e al regolamento d'Ateneo sui contratti di ricerca.