Università di Palermo, contratto di ricerca biennale su manifattura additiva e robotica sostenibile: candidature entro il 10 settembre
L'ateneo siciliano apre una selezione per titoli e colloquio per un contratto ex art. 22 della L. 240/2010 sotto la responsabilità scientifica del Prof. Fabrizio Micari. Focus su economia circolare, AI e robot collaborativi.
Indice
- Un bando che guarda alla robotica del futuro
- I dettagli del bando
- Il progetto di ricerca: manifattura additiva e materiali circolari
- Requisiti richiesti
- Come candidarsi
- Il quadro normativo: il nuovo contratto di ricerca ex art. 22
- FAQ - Domande frequenti
Un bando che guarda alla robotica del futuro
L'Università degli Studi di Palermo rilancia sul fronte della ricerca applicata all'ingegneria industriale e apre una procedura selettiva per l'attribuzione di un contratto di ricerca biennale ai sensi dell'articolo 22 della Legge 240/2010. Il bando, identificato con il codice 2026-PROT150558-ALBO2896, è stato pubblicato l'11 agosto 2026 e resterà aperto fino alle ore 23:59 del 10 settembre 2026.
A guidare il progetto sarà il Prof. Fabrizio Micari, già Rettore dell'ateneo palermitano e figura di riferimento nel panorama nazionale della ricerca sui processi produttivi avanzati. Il tema al centro della selezione, del resto, riflette una delle traiettorie più promettenti dell'industria contemporanea: l'integrazione tra additive manufacturing, materiali circolari e robotica collaborativa.
I dettagli del bando
La procedura selettiva si svolgerà per titoli e colloquio e mette a disposizione un solo posto. La sede di svolgimento dell'attività sarà collocata in Sicilia, presso le strutture dell'Università di Palermo.
Ecco in sintesi gli elementi essenziali:
- Ente banditore: Università degli Studi di Palermo
- Tipologia: Contratto di ricerca ex art. 22, L. 240/2010
- Durata: Biennale
- Posti disponibili: 1
- Responsabile scientifico: Prof. Fabrizio Micari
- Modalità di selezione: Titoli e colloquio
- Data di pubblicazione: 11 agosto 2026
- Termine per la presentazione delle domande: 10 settembre 2026, ore 23:59
- Codice bando: 2026-PROT150558-ALBO2896
Si tratta, come noto, di uno strumento contrattuale profondamente rinnovato dalla riforma della legge 79/2022, che ha sostituito i precedenti assegni di ricerca introducendo il nuovo contratto di ricerca a tempo determinato, con maggiori tutele e retribuzione minima definita per legge.
Il progetto di ricerca: manifattura additiva e materiali circolari
Il cuore scientifico del bando è ambizioso e si colloca all'incrocio tra tre grandi filoni: la Manifattura Additiva (Additive Manufacturing, AM), l'economia circolare e la robotica collaborativa di nuova generazione. L'obiettivo dichiarato è sviluppare metodologie innovative capaci di abilitare robot collaborativi sostenibili, riducendo sensibilmente l'impatto ambientale dei processi produttivi.
Stando a quanto emerge dalla descrizione del progetto, la ricerca si concentrerà sull'impiego di metalli riciclati, polimeri e materiali di origine biologica nei processi avanzati di AM, con l'obiettivo di realizzare componenti robotici leggeri e ad alte prestazioni. Non un esercizio teorico, ma una sfida ingegneristica concreta: garantire affidabilità, ripetibilità e prestazioni meccaniche partendo da materie prime seconde.
Particolare rilievo assumono alcune direttrici tecnologiche specifiche:
- Design for Additive Manufacturing (DfAM), ovvero la progettazione ottimizzata per i processi additivi;
- Ottimizzazione topologica, per ridurre peso e materiale mantenendo le prestazioni strutturali;
- Strategie di produzione digitale orientate a riparazione, rigenerazione e recupero dei materiali lungo l'intero ciclo di vita del robot;
- Impiego dell'intelligenza artificiale per il monitoraggio dei processi e il controllo qualità.
Le applicazioni potenziali spaziano dalla manifattura intelligente alla sanità, dalla logistica all'interazione uomo-robot. Un ventaglio ampio che riflette la trasversalità delle tecnologie coinvolte e che si inserisce coerentemente nelle priorità delineate dal PNRR e dai programmi Horizon Europe in materia di transizione digitale e sostenibilità industriale.
Requisiti richiesti
Il bando, come previsto dalla normativa vigente, si rivolge a candidati in possesso di specifici titoli accademici e scientifici. Sebbene i requisiti puntuali siano dettagliati nel testo integrale pubblicato all'albo di ateneo, per un contratto di ricerca ex art. 22 della L. 240/2010 è generalmente richiesto:
- Possesso del dottorato di ricerca (o titolo equivalente conseguito all'estero) in un settore attinente alle tematiche del progetto, oppure - per specifici profili - specializzazione medica o titolo equivalente unito a curriculum scientifico idoneo;
- Curriculum scientifico-professionale coerente con le linee di ricerca del progetto, in particolare nelle aree dell'ingegneria industriale, della manifattura additiva, dei materiali e della robotica;
- Produzione scientifica documentata nei settori pertinenti (pubblicazioni su riviste indicizzate, partecipazione a progetti di ricerca, brevetti);
- Assenza delle cause di incompatibilità previste dalla legge (rapporti di parentela con il responsabile scientifico o con docenti del dipartimento, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente).
Data la natura del progetto, saranno verosimilmente valutati con particolare attenzione titoli ed esperienze in ambiti quali additive manufacturing di metalli e polimeri, DfAM, ottimizzazione topologica, materiali sostenibili, machine learning applicato ai processi produttivi.
Come candidarsi
La domanda di partecipazione deve essere presentata entro le ore 23:59 del 10 settembre 2026, secondo le modalità telematiche indicate nel bando ufficiale. L'Università di Palermo, come la generalità degli atenei italiani, utilizza piattaforme digitali dedicate per la ricezione delle candidature, con accesso tramite SPID o credenziali di ateneo.
I documenti tipicamente richiesti comprendono:
- Domanda di partecipazione compilata secondo il modello allegato al bando;
- Curriculum vitae in formato europeo, datato e firmato;
- Copia di un documento di identità in corso di validità;
- Elenco dettagliato dei titoli e delle pubblicazioni che si intende sottoporre a valutazione;
- Copia dei titoli e delle pubblicazioni indicati;
- Ogni altro documento ritenuto utile ai fini della valutazione.
Il testo integrale del bando, con l'indicazione puntuale di requisiti, criteri di valutazione, composizione della commissione e trattamento economico, è consultabile all'Albo Ufficiale di Ateneo al seguente indirizzo: https://www.unipa.it/albo.html.
Si raccomanda ai candidati di verificare con attenzione la documentazione ufficiale, poiché eventuali difformità o omissioni possono comportare l'esclusione dalla procedura.
Il quadro normativo: il nuovo contratto di ricerca ex art. 22
Il riferimento all'articolo 22 della Legge 240/2010 merita una precisazione. La disposizione, com'è noto, disciplinava originariamente gli assegni di ricerca, ma è stata profondamente rivista dalla Legge 79/2022 e dai successivi interventi normativi, che hanno introdotto la nuova figura del contratto di ricerca a tempo determinato.
La riforma ha inteso rispondere a una critica ricorrente sollevata da associazioni di ricercatori e sindacati: la precarietà estrema del sistema pre-riforma, caratterizzato da assegni annuali rinnovabili senza tutele previdenziali adeguate. Il nuovo contratto prevede una retribuzione minima definita per legge, contributi previdenziali INPS pieni e una durata biennale (rinnovabile una sola volta, per un totale massimo di cinque anni sommando anche eventuali esperienze precedenti).
La questione resta aperta sul piano dell'effettiva sostenibilità finanziaria per gli atenei, ma sul piano dei diritti individuali dei ricercatori il passaggio rappresenta indubbiamente un avanzamento.
FAQ - Domande frequenti
Che cosa è un contratto di ricerca ex art. 22 della L. 240/2010?
Si tratta di uno strumento contrattuale a tempo determinato, riformato dalla Legge 79/2022, con cui le università conferiscono a ricercatori in possesso di dottorato (o titolo equivalente) l'incarico di svolgere attività di ricerca su specifici progetti. Ha durata biennale, prevede una retribuzione minima definita per legge e comporta la piena copertura previdenziale. Non costituisce rapporto di lavoro subordinato assimilabile alla docenza universitaria, ma offre tutele significativamente superiori rispetto al precedente assegno di ricerca.
Chi può partecipare alla selezione dell'Università di Palermo?
Possono candidarsi i soggetti in possesso del dottorato di ricerca in ambito coerente con le tematiche del progetto (ingegneria industriale, meccanica, dei materiali, robotica, o settori affini) o di titoli equivalenti conseguiti all'estero. È inoltre richiesto un curriculum scientifico documentato attinente alle linee di ricerca su manifattura additiva, materiali circolari e robotica collaborativa. Per i requisiti specifici e dettagliati occorre fare riferimento al testo integrale pubblicato all'Albo di Ateneo.
Quando scade il bando e come si presenta la domanda?
Le candidature devono pervenire entro le ore 23:59 del 10 settembre 2026. La domanda si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma indicata nel bando, accessibile dal portale dell'Università di Palermo. Occorre allegare CV, documento di identità, elenco dei titoli e delle pubblicazioni, oltre alla documentazione specifica richiesta dalla procedura.
In cosa consiste il colloquio?
Trattandosi di una procedura per titoli e colloquio, la commissione valuterà in una prima fase il curriculum e le pubblicazioni presentate, attribuendo un punteggio secondo i criteri fissati nel bando. I candidati che superano la soglia minima vengono ammessi al colloquio, che verterà sui temi del progetto di ricerca (manifattura additiva, materiali circolari, robotica collaborativa, DfAM, intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi) e sulle esperienze scientifiche del candidato. Data e sede del colloquio sono comunicate secondo le modalità previste nel bando.
È possibile cumulare il contratto con altre attività?
La normativa prevede specifiche incompatibilità e limiti al cumulo con altri incarichi. In linea generale, il contratto di ricerca non è compatibile con altri rapporti di lavoro subordinato a tempo pieno presso soggetti pubblici o privati, salvo autorizzazioni specifiche dell'ateneo. Sono ammesse invece, entro certi limiti, attività didattiche, di consulenza e di collaborazione occasionale non in conflitto con il progetto di ricerca. Si rinvia comunque al regolamento di ateneo e al testo del bando per le indicazioni puntuali.