Santa Venerina cerca un agente di polizia municipale: aperta la mobilità per comando
Il Comune etneo pubblica un avviso per l'assegnazione temporanea di un vigile urbano proveniente da altre amministrazioni. Domande entro il 20 luglio 2026
Indice
- Un nuovo agente per il Comando di Santa Venerina
- I dettagli dell'avviso di mobilità
- Requisiti richiesti ai candidati
- Come presentare la candidatura
- La selezione tramite colloquio
- Il contesto: la mobilità per comando nella PA
- Domande frequenti
Un nuovo agente per il Comando di Santa Venerina
Il Comune di Santa Venerina, centro di poco più di ottomila abitanti adagiato sulle pendici orientali dell'Etna, in provincia di Catania, ha deciso di rafforzare l'organico della propria Polizia Municipale. Lo strumento scelto è quello dell'assegnazione in comando, una formula che consente di coprire rapidamente posizioni scoperte attingendo a personale già in servizio presso altre pubbliche amministrazioni, senza dover attendere i tempi tipicamente lunghi di un concorso pubblico.
L'avviso, identificato con il codice COM-3, è stato pubblicato il 18 giugno 2026 e prevede la copertura di un posto di Agente di Polizia Municipale. Una scelta che si inserisce in un trend ormai consolidato nei piccoli e medi comuni siciliani, dove il presidio del territorio in materia di sicurezza urbana, viabilità e controllo amministrativo richiede risorse umane spesso difficili da reperire attraverso le procedure ordinarie.
I dettagli dell'avviso di mobilità
La procedura attivata dall'amministrazione etnea presenta caratteristiche ben definite:
- Ente promotore: Comune di Santa Venerina
- Figura ricercata: Agente di Polizia Municipale
- Numero di posti disponibili: 1
- Sede di servizio: Santa Venerina (Catania, Sicilia)
- Tipologia di selezione: colloquio
- Categoria: avviso di mobilità (assegnazione in comando)
- Settore: Amministrazione – Polizia Locale
- Data di pubblicazione: 18 giugno 2026
- Termine per la presentazione delle domande: 20 luglio 2026
Il candidato selezionato sarà chiamato a svolgere le funzioni tipiche del corpo di Polizia Locale: vigilanza stradale, controllo del rispetto dei regolamenti comunali, attività di polizia giudiziaria, amministrativa e ambientale, oltre alle funzioni di pubblica sicurezza previste dalla legge quadro n. 65 del 1986.
Requisiti richiesti ai candidati
Trattandosi di una procedura di mobilità in comando, il bacino dei potenziali candidati è circoscritto: possono partecipare esclusivamente i dipendenti già in servizio a tempo indeterminato presso altre pubbliche amministrazioni, in particolare presso enti del comparto Funzioni Locali, inquadrati nella categoria corrispondente al profilo di Agente di Polizia Municipale (oggi area degli Istruttori, secondo il nuovo CCNL Funzioni Locali 2019-2021).
Tra i requisiti generalmente richiesti per questo tipo di procedura figurano:
- rapporto di lavoro a tempo indeterminato con un'altra pubblica amministrazione;
- inquadramento nella categoria giuridica corrispondente a quella del posto da ricoprire;
- possesso dei requisiti psico-fisici previsti per l'accesso al servizio di Polizia Municipale;
- possesso della patente di guida di categoria B (in molti casi anche A);
- assenza di condanne penali e di procedimenti disciplinari in corso;
- nulla osta preventivo o assenso al comando da parte dell'amministrazione di appartenenza.
Ulteriori requisiti specifici – come titoli di studio, esperienza maturata e particolari abilitazioni – sono indicati nel testo integrale dell'avviso pubblicato all'albo pretorio del Comune.
Come presentare la candidatura
Gli interessati dovranno trasmettere la propria domanda di partecipazione entro e non oltre il 20 luglio 2026. La modulistica e il testo integrale del bando sono reperibili sul sito istituzionale del Comune di Santa Venerina, nella sezione Amministrazione Trasparente – Bandi di concorso, nonché all'albo pretorio online dell'ente.
Alla domanda andranno di norma allegati:
- curriculum vitae in formato europeo, datato e sottoscritto;
- copia di un documento di identità in corso di validità;
- dichiarazione sostitutiva relativa al possesso dei requisiti, resa ai sensi del D.P.R. 445/2000;
- eventuale nulla osta o dichiarazione di disponibilità al rilascio da parte dell'ente di appartenenza;
- copia dell'ultimo contratto individuale di lavoro o del provvedimento di inquadramento.
La trasmissione avviene tipicamente tramite posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo istituzionale del Comune, oppure mediante consegna a mano al protocollo. Si raccomanda di verificare con attenzione le modalità precise indicate nell'avviso, poiché ogni difformità può comportare l'esclusione dalla procedura.
La selezione tramite colloquio
La procedura selettiva si svolgerà attraverso un colloquio, modalità coerente con la natura della mobilità in comando, che non rappresenta un'assunzione ex novo ma un'assegnazione temporanea di personale già strutturato. L'incontro sarà finalizzato a valutare le competenze professionali, l'esperienza maturata, le motivazioni alla base della candidatura e l'attitudine a ricoprire il ruolo di agente operativo in un contesto territoriale specifico come quello di un comune montano dell'Etna, caratterizzato anche da peculiari esigenze in materia di protezione civile e gestione del territorio.
La commissione esaminatrice, nominata con apposito atto del responsabile del servizio competente, valuterà i candidati sulla base di criteri predeterminati e trasparenti, in conformità ai principi sanciti dall'articolo 35 del D.Lgs. 165/2001.
Il contesto: la mobilità per comando nella PA
L'istituto del comando è disciplinato in via generale dall'articolo 56 del D.P.R. 3/1957 e, per il personale degli enti locali, dalle disposizioni contrattuali e dall'articolo 30 del D.Lgs. 165/2001. A differenza della mobilità volontaria "definitiva", il comando comporta l'assegnazione temporanea del dipendente a un'altra amministrazione, mantenendo il rapporto di lavoro originario con l'ente di provenienza.
Negli ultimi anni, i piccoli comuni siciliani – e in particolare quelli del Catanese – hanno fatto ricorso in misura crescente a questo strumento per fronteggiare la cronica carenza di personale di Polizia Locale, aggravata dai vincoli assunzionali e dal pensionamento di numerosi agenti senza tempestivo turnover. Il caso di Santa Venerina si inserisce dunque in una dinamica più ampia che riguarda l'intera amministrazione locale dell'isola.
Domande frequenti
Chi può partecipare all'avviso di mobilità del Comune di Santa Venerina?
Possono presentare domanda i dipendenti pubblici a tempo indeterminato già in servizio presso altre amministrazioni, inquadrati nel profilo di Agente di Polizia Municipale o in profili equivalenti. È generalmente necessario il nulla osta preventivo dell'ente di appartenenza, oppure l'impegno a produrlo prima dell'eventuale assegnazione effettiva.
Qual è la differenza tra comando e mobilità volontaria?
Il comando è un'assegnazione temporanea: il dipendente resta formalmente in forza all'amministrazione di provenienza, che continua a gestirne il rapporto di lavoro, mentre presta servizio presso l'ente "utilizzatore" – in questo caso il Comune di Santa Venerina. La mobilità volontaria ex articolo 30 del D.Lgs. 165/2001, invece, determina il trasferimento definitivo del dipendente, che diventa a tutti gli effetti personale del nuovo ente.
Entro quando bisogna presentare la domanda?
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è fissato al 20 luglio 2026. È fortemente consigliato non attendere gli ultimi giorni, soprattutto se si utilizza la PEC, per evitare problemi tecnici che potrebbero compromettere la regolare protocollazione della domanda.
Dove si svolgerà il servizio in caso di selezione?
La sede di servizio è il Comune di Santa Venerina, in provincia di Catania. Le funzioni saranno quelle proprie del Corpo di Polizia Municipale, con competenze su tutto il territorio comunale e, nei casi previsti dalla normativa, anche extra-territoriali.
È previsto un compenso aggiuntivo rispetto allo stipendio attuale?
Nel regime del comando il trattamento economico fondamentale resta a carico dell'amministrazione di provenienza, mentre l'ente utilizzatore può corrispondere il trattamento accessorio legato alle specifiche funzioni svolte (indennità di vigilanza, lavoro notturno e festivo, eventuali compensi per servizi esterni). Le modalità precise sono definite nella convenzione tra i due enti e nelle previsioni del CCNL Funzioni Locali vigente.