Consiglio Regionale della Lombardia, al via la mobilità esterna per due posti: in palio posizioni da funzionario e istruttore
L'ente di Palazzo Pirelli apre le porte ai dipendenti pubblici in servizio presso altre amministrazioni: candidature entro il 4 dicembre 2026 attraverso la procedura ex art. 30 del d.lgs. 165/2001
Indice
- Un'occasione per i dipendenti pubblici in mobilità
- I dettagli del bando
- Requisiti richiesti ai candidati
- Come candidarsi alla selezione
- La procedura di valutazione: titoli e colloquio
- Il contesto: la mobilità ex art. 30 come leva di riorganizzazione
- FAQ – Domande frequenti
Un'occasione per i dipendenti pubblici in mobilità
Il Consiglio Regionale della Lombardia torna a muoversi sul fronte del reclutamento, ma lo fa seguendo un percorso ben preciso: quello della mobilità volontaria tra pubbliche amministrazioni. L'avviso, pubblicato il 4 novembre 2026, mette sul piatto due posizioni destinate a dipendenti già in servizio presso altri enti del comparto pubblico, che intendano trasferirsi presso l'assemblea legislativa lombarda senza dover affrontare un concorso ordinario.
La procedura, disciplinata dall'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 165/2001, rappresenta uno strumento consolidato del diritto del lavoro pubblico italiano, pensato per favorire la ricollocazione del personale e ottimizzare l'allocazione delle risorse umane tra amministrazioni. Non si tratta, dunque, di un concorso aperto a tutti, ma di una selezione riservata a chi è già incardinato nei ruoli di un'altra pubblica amministrazione.
I dettagli del bando
L'avviso trae origine dalla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 27 del 2 febbraio 2026, con cui è stato approvato il Piano triennale dei fabbisogni di personale 2026/2028. Un documento strategico che fotografa le esigenze organizzative dell'ente e indirizza le politiche di reclutamento per i prossimi tre anni.
I posti messi a bando sono suddivisi come segue:
- 1 posto nell'Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione, con profilo di funzionario giuridico-amministrativo;
- 1 posto nell'Area degli Istruttori.
La sede di servizio è collocata a Milano, presso gli uffici del Consiglio Regionale della Lombardia. Si tratta di una delle realtà istituzionali più rilevanti del panorama regionale italiano, chiamata a gestire l'attività legislativa e di controllo della regione più popolosa del Paese.
Codice identificativo della procedura: CRL_LOMB_2026_FUNZ_SERV_ORG_PERS_COMINT.
Finestra temporale per le candidature: dal 4 novembre 2026 al 4 dicembre 2026, per un totale di trenta giorni utili alla presentazione delle domande.
Requisiti richiesti ai candidati
Trattandosi di una procedura di mobilità ex art. 30, i requisiti generali discendono direttamente dalla normativa di riferimento e dalla prassi consolidata nel pubblico impiego. In linea di principio, i candidati devono:
- essere dipendenti a tempo indeterminato di una pubblica amministrazione di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001;
- essere inquadrati nella medesima area o categoria corrispondente al posto da ricoprire (Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione per il profilo di funzionario giuridico-amministrativo; Area degli Istruttori per l'altro posto);
- possedere il nulla osta preventivo o comunque l'assenso dell'amministrazione di appartenenza al trasferimento, secondo le modalità previste dal bando;
- non avere sanzioni disciplinari in corso o condanne penali ostative al servizio presso la pubblica amministrazione;
- essere in possesso dell'idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni.
Per il profilo di funzionario giuridico-amministrativo, la natura stessa della posizione presuppone solide competenze in materia di diritto amministrativo, diritto pubblico, procedimento amministrativo e gestione degli atti dell'ente. Non è escluso che l'avviso richieda specifiche esperienze professionali maturate in ambiti coerenti con le funzioni del Consiglio regionale, come l'attività legislativa, il supporto agli organi istituzionali o la gestione di procedimenti complessi.
Come candidarsi alla selezione
La domanda di partecipazione deve essere presentata entro il 4 dicembre 2026. Sebbene il link ufficiale non sia al momento disponibile, le modalità di invio seguono generalmente lo standard delle procedure di mobilità regionali, che prevedono:
- la compilazione di un modulo di domanda secondo il fac-simile allegato al bando;
- la trasmissione tramite posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo istituzionale indicato dal Consiglio regionale, oppure attraverso il portale telematico dedicato alle selezioni;
- l'allegazione di un curriculum vitae in formato europeo debitamente sottoscritto;
- la presentazione di una copia del documento d'identità in corso di validità;
- l'eventuale nulla osta dell'amministrazione di appartenenza, se richiesto in questa fase o successivamente.
Si consiglia ai potenziali candidati di consultare la sezione Amministrazione trasparente – Bandi di concorso del sito istituzionale del Consiglio Regionale della Lombardia, dove viene pubblicato il testo integrale dell'avviso con tutte le specifiche tecniche e procedurali.
La procedura di valutazione: titoli e colloquio
La selezione si articola in due momenti distinti: la valutazione dei titoli e il colloquio. Una formula tradizionale per le procedure di mobilità, che consente alla commissione di apprezzare sia il percorso professionale pregresso del candidato sia le competenze e le attitudini personali.
Tra i titoli oggetto di valutazione figurano tipicamente:
- il curriculum professionale e le esperienze maturate presso altre amministrazioni;
- i titoli di studio posseduti, con particolare attenzione a lauree magistrali, master, dottorati e corsi di perfezionamento attinenti alle materie del posto da ricoprire;
- eventuali pubblicazioni scientifiche o attività di docenza in ambito giuridico-amministrativo;
- le competenze linguistiche e informatiche certificate.
Il colloquio, invece, ha l'obiettivo di verificare la preparazione tecnica del candidato, la conoscenza dell'ordinamento regionale, delle funzioni del Consiglio e delle principali norme di riferimento, oltre alle motivazioni che spingono il dipendente a chiedere il trasferimento.
Il contesto: la mobilità ex art. 30 come leva di riorganizzazione
La mobilità volontaria ex art. 30 del d.lgs. 165/2001 rappresenta uno degli strumenti più flessibili a disposizione delle pubbliche amministrazioni italiane. Introdotto nell'ambito della riforma Brunetta del lavoro pubblico e progressivamente ritoccato dal legislatore, consente il passaggio diretto di personale tra enti diversi, a parità di area e di profilo professionale, senza necessità di indire un concorso pubblico.
Per l'amministrazione ricevente – in questo caso il Consiglio Regionale della Lombardia – il vantaggio è duplice: da un lato si riducono tempi e costi del reclutamento, dall'altro si acquisisce personale già formato e con esperienza nel settore pubblico. Per il dipendente, invece, la mobilità rappresenta spesso un'opportunità di crescita professionale o di avvicinamento alla propria sede di residenza.
Negli ultimi anni le procedure di mobilità hanno assunto un ruolo sempre più centrale nelle politiche di staffing degli enti regionali, anche alla luce delle esigenze di ricambio generazionale e di riqualificazione delle competenze imposte dal PNRR e dai processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
FAQ – Domande frequenti
Chi può partecipare alla mobilità del Consiglio Regionale della Lombardia?
Possono candidarsi esclusivamente i dipendenti a tempo indeterminato di una pubblica amministrazione, come definita dall'art. 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001, inquadrati nella stessa area o categoria corrispondente al posto da ricoprire. Sono quindi esclusi i lavoratori del settore privato, i disoccupati e i dipendenti con contratto a tempo determinato.
È necessario il nulla osta dell'amministrazione di appartenenza per candidarsi?
Il nulla osta dell'ente di provenienza è un elemento centrale nelle procedure di mobilità ex art. 30. Alcuni bandi lo richiedono già in fase di presentazione della domanda, altri solo successivamente, prima dell'effettivo trasferimento. Si consiglia di verificare con attenzione il testo integrale dell'avviso e, in caso di dubbio, di contattare l'ufficio personale del Consiglio regionale.
Quali sono le prove previste dalla selezione?
La procedura è di tipo titoli e colloquio. Non è prevista una prova scritta tradizionale. La commissione valuterà il curriculum professionale, i titoli di studio e le esperienze pregresse dei candidati, convocando poi gli idonei a un colloquio orale finalizzato ad accertare le competenze tecniche, la motivazione e l'attitudine al ruolo.
Quando scade il bando e come si presenta la domanda?
La scadenza è fissata al 4 dicembre 2026. La domanda dovrà essere trasmessa secondo le modalità indicate nel bando ufficiale, generalmente tramite PEC o piattaforma telematica dedicata. È fondamentale rispettare la scadenza e allegare tutta la documentazione richiesta, pena l'esclusione dalla procedura.
Cosa succede dopo la selezione per chi viene scelto?
Il candidato vincitore viene trasferito presso il Consiglio Regionale della Lombardia mediante cessione del contratto di lavoro, mantenendo l'anzianità di servizio e la posizione economica maturata. Il trattamento giuridico ed economico sarà quello previsto dal CCNL Funzioni Locali applicabile al personale del Consiglio regionale, con eventuali adeguamenti legati alle indennità specifiche dell'ente.