Il ministro Giuseppe Valditara ha definito gli studenti italiani "paragonabili ai finlandesi" sulla base del rapporto OCSE Education at a Glance 2026, citando il crollo degli abbandoni scolastici dall'11,5% del 2022 al 7,3% del 2026. I numeri PISA raccontano però un divario ancora netto, e la media nazionale sulla dispersione copre una forbice territoriale di oltre dieci punti.
I numeri citati dal ministro
Intervenendo al Salone dello Studente e del Prof, Valditara ha rivendicato la riduzione della dispersione esplicita (gli abbandoni) e di quella implicita (le competenze minime non raggiunte dopo tredici anni di studio). Secondo i dati portati dal ministro, l'abbandono è sceso al 7,3% nel 2026 contro l'11,5% del 2022, equivalenti a circa 520mila ragazzi recuperati, mentre la dispersione implicita è passata dal 7,5% del 2019 al 6,3% del 2026, uno dei tassi più bassi dell'Unione europea.
La soglia europea di Agenda 2030 fissa il tetto degli early leavers al 9%: l'Italia la supera con cinque anni di anticipo. Sul fronte delle competenze, Valditara ha parlato di risultati "paragonabili a quelli degli studenti finlandesi" in italiano, matematica e scienze, legando questi dati alle riforme del dicastero, da Agenda Sud e Nord alla formazione dei tutor anti-dispersione e al protocollo MIM-NIAF sull'emigrazione italiana nelle scuole.
Cosa dice davvero PISA 2022 su Italia e Finlandia
Il confronto diretto con la Finlandia nei test PISA 2022, scheda OCSE Finlandia mostra un divario che non si è ancora chiuso. In matematica i quindicenni finlandesi hanno totalizzato 484 punti contro i 471 degli italiani, con uno scarto di tredici punti. In lettura la forbice è di otto punti (490 contro 482). È in scienze che il distacco pesa di più: 511 punti per la Finlandia, 477 per l'Italia, trentaquattro punti di differenza, oltre un livello intero di competenza.
Il quadro cambia se si guarda alla media OCSE, pari a 472 in matematica, 476 in lettura e 485 in scienze: qui l'Italia è in linea con il resto dei Paesi avanzati in matematica, sopra media in lettura e sotto di otto punti in scienze. La Finlandia, pur in calo rispetto ai picchi degli anni Duemila, resta ancora sopra la media OCSE in tutti e tre gli ambiti. Dire "come i finlandesi" sulla base del solo rapporto Education at a Glance, che misura il sistema scolastico (abbandoni, numero di alunni per classe, laureati) e non la preparazione effettiva degli studenti, non è sostenibile sui dati PISA, che restano l'indagine di riferimento sulle competenze.
Il divario Nord-Sud che la media nazionale nasconde
Il tasso aggregato di abbandono maschera una geografia molto più severa. Secondo l'ultima audizione ISTAT al Senato su povertà educativa e dispersione, nel 2024 gli early leavers tra i 18 e i 24 anni sono al 9,8% in Italia, ma salgono al 12,4% nel Mezzogiorno contro l'8,4% del Nord. La dispersione implicita all'ultimo anno delle superiori nel 2024/2025 vale 8,7% a livello nazionale, ma arriva al 17,6% in Campania e al 15,9% in Sardegna.
I numeri sulle competenze di base in terza media sono ancora più indicativi: il 44,3% degli studenti italiani non raggiunge la sufficienza in matematica, con picchi del 62% in Sicilia, 59,5% in Calabria e 57,9% in Sardegna. Il rischio di dispersione implicita a fine scuola secondaria di primo grado tocca il 23,6% in Sicilia, il 21,2% in Calabria e il 20,7% in Sardegna, quasi il doppio della media nazionale (12,3%). A questo si somma la carenza di figure dedicate ai casi più fragili, come racconta il quadro di un docente ogni 62 studenti nella scuola in ospedale.
Il recupero di mezzo milione di ragazzi è un fatto. Ma le iniziative dedicate al Sud come Next Gen 27 a Napoli e la fotografia regionale ISTAT indicano che il paragone con la Finlandia regge solo sul perimetro di alcune regioni del Centro-Nord. Il prossimo ciclo PISA, i cui risultati sono attesi a dicembre, dirà se il miglioramento sugli abbandoni si traduce anche in punteggi più vicini a quelli di Helsinki.
Domande frequenti
Cosa sostiene il ministro Valditara riguardo agli studenti italiani rispetto a quelli finlandesi?
Il ministro Valditara afferma che gli studenti italiani sono paragonabili ai finlandesi, basandosi sui dati della diminuzione degli abbandoni scolastici e sul miglioramento della dispersione implicita, secondo il rapporto OCSE Education at a Glance 2026.
Cosa mostrano realmente i risultati dei test PISA 2022 nel confronto tra Italia e Finlandia?
I dati PISA 2022 evidenziano che gli studenti finlandesi ottengono risultati superiori in matematica, lettura e scienze rispetto agli italiani, con distacchi significativi soprattutto in scienze, dove la differenza è di 34 punti.
Qual è la situazione della dispersione scolastica in Italia rispetto alla soglia europea?
L'Italia ha ridotto il tasso di abbandono scolastico al 7,3% nel 2026, superando con cinque anni di anticipo la soglia europea del 9% fissata dall'Agenda 2030.
Esistono differenze territoriali nella dispersione scolastica e nelle competenze tra Nord e Sud Italia?
Sì, il divario Nord-Sud è marcato: nel Mezzogiorno i tassi di abbandono e dispersione implicita sono nettamente superiori rispetto al Nord, con regioni come Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna che registrano percentuali molto più elevate di studenti a rischio.
Su quali basi viene criticato il paragone tra studenti italiani e finlandesi?
Il paragone è criticato perché i dati del rapporto Education at a Glance si riferiscono a indicatori strutturali come abbandoni e numero di laureati, mentre i test PISA, che misurano le competenze effettive degli studenti, mostrano ancora un significativo divario a favore della Finlandia.
Quali iniziative sono state messe in campo per migliorare la situazione nelle regioni più svantaggiate?
Sono state avviate iniziative dedicate come Agenda Sud, la formazione di tutor anti-dispersione e progetti specifici come Next Gen 27 a Napoli, ma il recupero di studenti riguarda soprattutto alcune regioni del Centro-Nord.