I Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo ospitano il 14 e 15 ottobre 2026 la prima edizione di "La Sicilia Fa Scuola - Stati Generali dell'Istruzione", voluta dall'Ufficio Scolastico Regionale e dalla Regione Siciliana con il patrocinio di INDIRE. All'apertura intervengono il ministro Giuseppe Valditara, il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore regionale all'Istruzione Girolamo Turano.
Due giorni di talk, laboratori e stand espositivi
Il programma della manifestazione alterna talk istituzionali, laboratori didattici, stand espositivi e appuntamenti musicali su più sale: Cinema De Seta, Spazio ZAC e aree all'aperto dei Cantieri. La mattina del 14 ottobre è dedicata ai saluti istituzionali e alla cerimonia "La Scuola Premia la Scuola", con la diretta trasmessa nell'area espositiva; nel pomeriggio partono i tavoli tematici su orientamento, personalizzazione dei percorsi e innovazione didattica.
Il 15 ottobre il focus si sposta sui laboratori per studenti e sulla formazione dei docenti, con interventi dedicati ad Agenda Sud e al ruolo del docente tutor. L'iscrizione è gratuita ma obbligatoria sul sito dell'evento, con percorsi di accredito differenziati per docenti e studenti.
Dispersione al 13,7%: il contesto che gli Stati Generali devono affrontare
La due giorni arriva in un territorio in cui i divari con il resto del Paese restano profondi. Secondo i dati Eurostat relativi al 2025, l'Italia ha portato la dispersione scolastica esplicita (i 18-24enni che hanno al massimo la licenza media e non sono in formazione) all'8,2%, superando con cinque anni di anticipo il target europeo del 9% (Comunicato MIM sui dati Eurostat 2025 della dispersione scolastica). In Sicilia lo stesso indicatore si ferma al 13,7%, il valore più alto della penisola insieme alla Sardegna: quasi il doppio della media nazionale.
Il quadro peggiora se si guarda alla dispersione implicita, cioè agli studenti che restano in aula ma arrivano in fondo al ciclo senza le competenze minime. L'audizione ISTAT alla Commissione parlamentare del 7 ottobre 2025 colloca la Sicilia al 23,6% fra i ragazzi del terzo anno di scuola secondaria di primo grado, contro una media italiana del 12,3%. Nelle prove INVALSI il 53,3% degli studenti siciliani non raggiunge la sufficienza in italiano e il 62% resta sotto la soglia in matematica: entrambi i valori sono i più alti d'Italia (Audizione ISTAT su povertà educativa e dispersione scolastica, 7 ottobre 2025).
Nidi al 13,9% e NEET al 25,7%: la filiera che parte prima della scuola
I numeri delle superiori non nascono dal nulla. In Sicilia il tasso di copertura dei posti nei servizi educativi per la prima infanzia è al 13,9% (anno 2022/2023), meno di un terzo rispetto all'Umbria (46,5%) e all'Emilia-Romagna (43,1%); mancano quindi le strutture per i bambini sotto i tre anni proprio nei territori in cui la povertà educativa parte più in salita. Alla fine del percorso, la quota di NEET fra i 15-29enni è al 25,7%, seconda solo alla Calabria e di oltre dieci punti sopra la media nazionale del 15,2%.
La partenza dell'anno 2026/2027 ha già mostrato alcune delle criticità su cui i tavoli dei Cantieri sono chiamati a lavorare: dagli organici dei precari, al centro delle tre giornate di sciopero della scuola proclamate per ottobre 2026, fino alla crescita dei costi per le famiglie documentata dal rapporto sulle spese hi-tech per il ritorno a scuola, una voce che pesa di più dove i redditi sono più bassi.
Tre indicatori su cui misurare le promesse della due giorni
Rispetto all'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice con Mattarella e Valditara, l'appuntamento di Palermo ha un vantaggio: è un tavolo di lavoro, non una cerimonia. Per i docenti e i dirigenti siciliani che partecipano, i parametri concreti da portare a casa sono tre: ridurre il 13,7% di dispersione esplicita ad almeno il 10% entro il 2030, costruire un piano regionale sui nidi per salire sopra il 33% di copertura previsto dall'obiettivo europeo di Barcellona, e fissare target INVALSI che accompagnino i fondi di Agenda Sud. Senza indicatori verificabili, i due giorni della Zisa rischiano di restare un titolo.
Domande frequenti
Qual è l'obiettivo principale degli Stati Generali dell'Istruzione in Sicilia?
L'evento mira a discutere e individuare soluzioni concrete per ridurre la dispersione scolastica e migliorare la qualità dell'istruzione in Sicilia, coinvolgendo istituzioni, docenti e studenti attraverso talk, laboratori e tavoli tematici.
Quanto è grave il fenomeno della dispersione scolastica in Sicilia rispetto alla media nazionale?
In Sicilia la dispersione scolastica esplicita raggiunge il 13,7%, quasi il doppio della media nazionale dell'8,2% e il valore più alto d'Italia insieme alla Sardegna.
Quali sono gli altri indicatori critici evidenziati nell'articolo oltre alla dispersione scolastica?
Oltre alla dispersione esplicita, l'articolo sottolinea la dispersione implicita (23,6% tra i ragazzi del terzo anno di scuola secondaria), la bassa copertura dei nidi (13,9%) e l'alto tasso di NEET tra i 15-29enni (25,7%).
Come si articola il programma della manifestazione 'La Sicilia Fa Scuola'?
Il programma prevede talk istituzionali, laboratori didattici, stand espositivi e appuntamenti musicali, con focus su orientamento, innovazione didattica, formazione docenti e laboratori per studenti nelle diverse aree dei Cantieri Culturali alla Zisa.
Quali sono i target concreti che i partecipanti sono chiamati a perseguire dopo l'evento?
I tre obiettivi principali sono ridurre la dispersione scolastica esplicita al 10% entro il 2030, aumentare la copertura dei nidi sopra il 33% e migliorare i risultati delle prove INVALSI, in linea con gli obiettivi europei e i fondi di Agenda Sud.
Come si può partecipare all'evento e chi può iscriversi?
La partecipazione è gratuita ma richiede iscrizione obbligatoria sul sito dell'evento, con percorsi di accredito differenziati per docenti e studenti.