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Otto per mille scuole: proroga 2026, ma al Sud l'emergenza resta
Scuola

Otto per mille scuole: proroga 2026, ma al Sud l'emergenza resta

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Prorogati al 31 dicembre 2026 i lavori scolastici dell'otto per mille. Al Nord il 63,6% degli edifici ha l'agibilita', alle Isole solo il 23,5%.

Il Ministero dell'istruzione e del merito ha spostato al 31 dicembre 2026 il termine per la conclusione dei lavori negli edifici scolastici finanziati con la quota a gestione statale dell'otto per mille Irpef. La comunicazione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026, riguarda gli interventi di ripristino dell'agibilita' autorizzati dal decreto direttoriale n. 443 del 25 novembre 2024. Per la rendicontazione delle spese, la nuova scadenza e' il 31 marzo 2027.

Le nuove scadenze

  • Fine lavori: 31 dicembre 2026 (precedente scadenza: entro il 2025)
  • Rendicontazione spese: entro 31 marzo 2027
  • Decreto di proroga: direttoriale n. 123 del 24 marzo 2026, pubblicato in GU n. 106 del 9 maggio 2026

Il decreto direttoriale n. 123 del 24 marzo 2026 interviene sugli interventi di ripristino dell'agibilita' gia' approvati con il decreto 443/2024. La scadenza originaria era prevista entro il 2025: la proroga concede agli enti locali beneficiari circa un anno aggiuntivo per completare i cantieri. Chi ha gia' terminato i lavori puo' presentare la rendicontazione entro tre mesi dal certificato di ultimazione, con termine massimo al 31 marzo 2027. Il ministero precisa che il provvedimento non e' soggetto al controllo preventivo di legittimita' della Corte dei conti.

Il divario che i fondi non colmano

La legge che regola questi fondi (art. 46-bis del DL 124/2019) prevede che le risorse dell'otto per mille statale destinate alle scuole siano ripartite in tre quote uguali: una per il Nord, una per il Centro e le Isole, una per il Sud. Una distribuzione che garantisce copertura territoriale uniforme ma non tiene conto delle condizioni di partenza di ciascuna area geografica. In concreto, i Comuni con piu' criticita' strutturali ottengono la stessa quota di chi ha gia' edifici in condizioni migliori. Secondo il XXV Rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente, elaborato su dati di 97 comuni capoluogo e oltre 7.000 edifici, solo il 47% degli edifici scolastici italiani dispone del certificato di agibilita'.

Il dato regionale racconta un Paese diviso: al Nord il 63,6% degli istituti e' in regola con l'agibilita', mentre nelle Isole appena il 23,5% ha la certificazione. Meno del 15% degli edifici in zona sismica risulta adeguato alla normativa antisismica. Secondo il XXIII Rapporto Cittadinanzattiva 2025, tra settembre 2024 e settembre 2025 si sono contati 71 crolli nelle scuole italiane, con un incremento rispetto ai 69 dell'anno precedente. L'associazione stima in 3 miliardi di euro il fabbisogno necessario per mettere in sicurezza il patrimonio scolastico nazionale.

Cosa cambia per gli enti locali

I beneficiari diretti della proroga sono i Comuni e gli altri enti locali proprietari degli edifici scolastici che hanno ottenuto il finanziamento con il decreto 443/2024. I fondi dell'otto per mille statale coprono quattro tipologie di intervento: crolli di solai o controsoffitti, danni da eventi sismici o calamitosi, ripristino dell'agibilita' disposto da un'autorita' competente e interventi per garantire il diritto allo studio. Gli enti sono tenuti a caricare il cronoprogramma delle spese sul portale informatico del MIM e ad attivare il progetto per procedere alla gestione procedurale. Con la proroga, chi non ha ancora avviato i cantieri ha piu' tempo per completare le procedure di gara, affidamento e realizzazione dei lavori.

Per i dirigenti scolastici, documentare le criticita' strutturali e sollecitare gli enti locali proprietari resta uno degli strumenti principali per attivare richieste di finanziamento. Il ministero ha introdotto parallelamente il nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici: con il decreto Valditara, i dirigenti scolastici tornano alla valutazione e le modalita' di avvio della valutazione sono gia' operative.

La proroga al 31 dicembre 2026 allarga la finestra operativa per gli enti che devono ancora completare i cantieri. Con fondi ripartiti in tre quote geografiche uguali e un fabbisogno stimato in 3 miliardi di euro, l'otto per mille copre gli interventi piu' urgenti ma lascia aperti i nodi strutturali di lungo periodo. Nelle Isole, dove oltre il 76% delle scuole e' senza il certificato di agibilita', ogni proroga ricorda quanto sia ancora lontano il traguardo.

Domande frequenti

Cosa prevede la proroga del termine per i lavori nelle scuole finanziate con l'otto per mille statale?

La proroga sposta il termine per la conclusione dei lavori al 31 dicembre 2026 e quello per la rendicontazione delle spese al 31 marzo 2027, concedendo circa un anno aggiuntivo agli enti locali beneficiari.

Chi sono i beneficiari diretti dei fondi dell'otto per mille per le scuole?

I beneficiari diretti sono i Comuni e gli altri enti locali proprietari degli edifici scolastici che hanno ottenuto il finanziamento tramite il decreto 443/2024.

Come vengono suddivisi i fondi dell'otto per mille statale destinati alle scuole?

Le risorse vengono suddivise in tre quote uguali: una per il Nord, una per il Centro e le Isole, una per il Sud, indipendentemente dalle condizioni strutturali delle scuole nelle diverse aree.

Quali sono le principali criticità evidenziate nel Sud e nelle Isole rispetto all'agibilità delle scuole?

Nelle Isole solo il 23,5% degli edifici scolastici ha il certificato di agibilità, e nel Sud il divario resta ampio rispetto al Nord, dove il 63,6% delle scuole risulta in regola.

Quali tipologie di intervento coprono i fondi dell'otto per mille statale per le scuole?

I fondi coprono interventi per crolli di solai o controsoffitti, danni da eventi sismici o calamitosi, ripristino dell'agibilità disposto da un'autorità competente e lavori per garantire il diritto allo studio.

Qual è il fabbisogno stimato per mettere in sicurezza il patrimonio scolastico italiano?

Secondo Cittadinanzattiva, il fabbisogno necessario è stimato in circa 3 miliardi di euro.

Pubblicato il: 11 maggio 2026 alle ore 09:49

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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