- Le graduatorie d'istituto: la finestra temporale dal 3 al 17 aprile
- I tre pilastri del punteggio: anzianità, famiglia, titoli
- Il nodo dei titoli acquisiti dopo il 2 aprile
- Reclami: dieci giorni per contestare la graduatoria
- Cosa succede dopo: le implicazioni per i docenti soprannumerari
- Domande frequenti
La macchina della mobilità 2026 è ufficialmente in moto. Con l'apertura della finestra per la redazione delle graduatorie interne d'istituto, i dirigenti scolastici sono chiamati a un passaggio cruciale: individuare, sulla base di criteri oggettivi e tassativamente fissati dal contratto integrativo sulla mobilità, quali docenti risulteranno eventualmente perdenti posto nel proprio istituto. A fare chiarezza sulle procedure è il prof. Lucio Ficara, esperto di normativa scolastica, che ha illustrato nel dettaglio tempi e modalità di questa fase delicata.
Le graduatorie d'istituto: la finestra temporale dal 3 al 17 aprile
Il calendario parla chiaro. I dirigenti scolastici hanno l'obbligo di redigere le graduatorie nel periodo compreso tra il 3 e il 17 aprile 2026. La graduatoria provvisoria deve essere pubblicata entro quest'ultima data, rendendo così trasparente il posizionamento di ciascun docente di ruolo all'interno dell'istituto.
Si tratta di un adempimento che, anno dopo anno, genera interrogativi e, non di rado, tensioni nei collegi docenti. La posta in gioco è alta: chi si trova in fondo alla graduatoria rischia di essere dichiarato soprannumerario e, di conseguenza, di dover partecipare alle operazioni di mobilità d'ufficio. Lo scorso anno, peraltro, era stata introdotta una Lancio della Nuova Piattaforma per le Graduatorie Interne di Istituto 2025 che ha parzialmente semplificato il processo di compilazione e verifica dei dati.
I tre pilastri del punteggio: anzianità, famiglia, titoli
La costruzione della graduatoria non è affidata alla discrezionalità del dirigente. I criteri sono stabiliti dalle tabelle allegate al CCNI sulla mobilità e si articolano in tre macroaree:
- Anzianità di servizio: è la voce che pesa di più. Comprende gli anni di servizio di ruolo, il servizio pre-ruolo riconosciuto e l'eventuale continuità nella stessa scuola. Ogni anno ha un valore in punti definito dalla tabella, con differenze tra servizio prestato nella scuola di attuale titolarità e servizio complessivo.
- Esigenze di famiglia: rientrano qui il ricongiungimento al coniuge o ai figli, la presenza di familiari con disabilità e altre situazioni tutelate. Questa voce può fare la differenza tra posizioni molto ravvicinate in graduatoria.
- Titoli generali: diplomi di specializzazione, dottorati di ricerca, ulteriori abilitazioni, certificazioni linguistiche e altri titoli culturali e professionali che il docente ha maturato nel corso della carriera.
Vale la pena ricordare che esistono categorie di personale che godono di specifiche tutele, come i docenti beneficiari della legge 104/92 o quelli in particolari condizioni familiari. Su questo aspetto si è più volte soffermata la normativa vigente, e merita attenzione quanto descritto in merito alle Graduatorie Interne: I Diritti dei Docenti e del Personale ATA in Difficoltà.
Il nodo dei titoli acquisiti dopo il 2 aprile
Un punto che merita particolare attenzione riguarda la data di riferimento per i titoli valutabili. Stando a quanto chiarito dal prof. Ficara, qualora il dirigente scolastico provveda a pubblicare la graduatoria prima della scadenza del 17 aprile, i docenti non potranno far valere titoli acquisiti dopo il 2 aprile 2026.
Questa precisazione non è affatto marginale. Chi, ad esempio, avesse conseguito un titolo di specializzazione o una certificazione linguistica nei primi giorni di aprile potrebbe trovarsi nell'impossibilità di vederlo riconosciuto, se la graduatoria fosse già stata pubblicata. La regola è netta: fa fede la data del 2 aprile come termine ultimo per il possesso dei requisiti e dei titoli dichiarabili.
È dunque fondamentale che ogni docente verifichi con attenzione la propria posizione e i titoli dichiarati, senza attendere l'ultimo momento utile.
Reclami: dieci giorni per contestare la graduatoria
La pubblicazione della graduatoria provvisoria non chiude la partita. Il contratto prevede infatti che i docenti dispongano di 10 giorni dalla data di pubblicazione per presentare reclamo al dirigente scolastico. Si tratta di un passaggio garantista, pensato per correggere eventuali errori materiali, omissioni nel computo del punteggio o valutazioni errate dei titoli.
Il reclamo va redatto in forma scritta e deve indicare con precisione gli elementi contestati, il punteggio ritenuto corretto e la documentazione a supporto. Il dirigente è tenuto a rispondere e, se il reclamo è fondato, a rettificare la graduatoria prima della sua versione definitiva.
Non è raro, nella prassi scolastica, che i reclami riguardino il mancato riconoscimento di anni di servizio pre-ruolo o l'errata attribuzione dei punteggi per le esigenze familiari. In questi casi, la tempestività è tutto: lasciar scadere i dieci giorni significa precludersi ogni possibilità di correzione in via amministrativa.
Cosa succede dopo: le implicazioni per i docenti soprannumerari
Una volta che la graduatoria diventa definitiva, i docenti collocati nelle ultime posizioni, in relazione ai posti disponibili nell'organico dell'istituto, vengono dichiarati perdenti posto. A quel punto si aprono scenari diversi: il docente soprannumerario può presentare domanda di mobilità volontaria, oppure sarà sottoposto a mobilità d'ufficio.
Le scelte espresse nella domanda di trasferimento hanno conseguenze concrete e, in alcuni casi, irreversibili per l'anno scolastico successivo. Come evidenziato nell'approfondimento sulle Condizioni per la Mobilità dei Docenti Soprannumerari: Rischi di Reintegro in Caso di Preferenze Interprovinciali, esprimere preferenze interprovinciali comporta rischi specifici in termini di possibilità di rientro nella scuola di precedente titolarità.
La questione resta aperta, e nelle prossime settimane migliaia di docenti attendono con comprensibile apprensione la pubblicazione delle graduatorie provvisorie. Il consiglio, unanime tra gli esperti, è uno solo: controllare ogni singola voce del proprio punteggio e, se necessario, non esitare a presentare reclamo nei termini previsti.