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Minuto di rumore al liceo in memoria di Federica Torzullo: scuole e studenti chiedono educazione affettiva contro il femminicidio ad Anguillara
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Minuto di rumore al liceo in memoria di Federica Torzullo: scuole e studenti chiedono educazione affettiva contro il femminicidio ad Anguillara

Disponibile in formato audio

Azione simbolica e richiesta concreta dalle scuole di Anguillara Sabazia dopo il tragico femminicidio: gli studenti invocano più formazione sulla violenza di genere

Minuto di rumore al liceo in memoria di Federica Torzullo: scuole e studenti chiedono educazione affettiva contro il femminicidio ad Anguillara

Indice dei paragrafi

  1. Introduzione: la tragedia di Anguillara Sabazia
  2. Chi era Federica Torzullo: una giovane vita spezzata
  3. Il minuto di rumore: un nuovo modo per ricordare
  4. L'iniziativa degli studenti e il ruolo della Rete degli Studenti Medi
  5. Il problema dei femminicidi in Italia e tra gli adolescenti
  6. Educazione affettiva a scuola: perché è così urgente?
  7. La risposta delle istituzioni: a che punto siamo?
  8. Coinvolgimento e sensibilizzazione: il ruolo delle scuole nel Lazio
  9. Violenza di genere e scuola: dati e riflessioni
  10. L’urgenza della prevenzione nella provincia di Roma
  11. Sintesi e prospettive future

Introduzione: la tragedia di Anguillara Sabazia

Il 19 gennaio 2026, alle ore 9:50, le aule di un liceo nella provincia di Roma sono state attraversate da un momento tanto insolito quanto carico di significato: gli studenti hanno osservato un minuto di rumore in memoria di Federica Torzullo. La giovane, vittima dell’ennesimo femminicidio ad Anguillara Sabazia, era stata trovata morta il 18 gennaio. L’iniziativa, promossa dalla Rete degli Studenti Medi, nasce dal bisogno di esprimere solidarietà alle vittime di violenza di genere e dal desiderio di promuovere una cultura del rispetto e dell’affettività tra i giovanissimi.

Questo gesto, distintivo e coraggioso, è stato accompagnato dalla richiesta forte e chiara: inserire l’educazione affettiva nelle scuole, affinché episodi come quello che ha strappato la vita a Federica diventino sempre più rari.

Chi era Federica Torzullo: una giovane vita spezzata

Federica Torzullo non era solo una delle tante vittime di una terribile statistica. Conosciuta ad Anguillara Sabazia e tra i suoi compagni di scuola, Federica rappresentava il futuro di una generazione che spesso paga il prezzo più alto nelle situazioni di violenza domestica e di genere.

Il femminicidio di Federica Torzullo ha sconvolto l’intera comunità. Gli amici la descrivono come una ragazza solare, generosa e impegnata. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile, accresciuto dalle circostanze drammatiche dell’accaduto.

Le indagini, coordinate dalle forze dell’ordine locali, hanno portato all’immediato arresto di un uomo, ora accusato di omicidio volontario aggravato. Questa tragedia ha riaperto un dibattito ormai urgente sulla vulnerabilità delle giovani donne, soprattutto nelle fasce più delicate dell’adolescenza.

Il minuto di rumore: un nuovo modo per ricordare

Tradizionalmente i minuti di silenzio sono lo strumento scelto per commemorare le vittime delle tragedie. Tuttavia, questa volta la scuola di Anguillara Sabazia ha optato per un approccio diverso e innovativo: un minuto di rumore. Il senso di questa iniziativa è profondamente simbolico.

  • Il minuto di rumore al liceo è stato pensato per rompere il silenzio che spesso avvolge le storie di violenza di genere
  • Simbolicamente, si vuole “fare rumore” contro l’omertà, la sottovalutazione del problema e la mancanza di attenzione istituzionale
  • Gli studenti hanno utilizzato batterie, battito di mani e strumenti musicali per esprimere la propria protesta

Questa scelta comunicativa ha avuto un impatto mediatico notevole, rompendo le tradizionali barriere del linguaggio scolastico e dando una voce nuova a chi chiede giustizia e attenzione.

L'iniziativa degli studenti e il ruolo della Rete degli Studenti Medi

La giornata del 19 gennaio è stata organizzata e comunicata dalla Rete degli Studenti Medi, una realtà sindacale e culturale sempre più attiva nella promozione di iniziative contro il femminicidio nelle scuole del Lazio. Attraverso una serie di comunicati e tramite i social network, la Rete ha chiamato le scuole della provincia di Roma, e non solo, a prendere parte a questo momento di riflessione attiva.

Il coinvolgimento diretto degli studenti è stato fondamentale:

  • Numerose classi hanno lavorato in autonomia per produrre cartelloni e messaggi di sensibilizzazione
  • Alcuni studenti hanno scritto lettere rivolte alle istituzioni chiedendo riforme
  • Sono stati avviati anche laboratori e momenti di discussione guidata dai docenti, centrati sul significato della violenza di genere tra adolescenti

Questa mobilitazione dimostra quanto il mondo giovanile sia attento e pronto a giocare un ruolo attivo nel contrasto al femminicidio.

Il problema dei femminicidi in Italia e tra gli adolescenti

Il caso di Anguillara Sabazia è purtroppo solo l’ultimo esempio di un’emergenza sociale che tocca tutto il Paese. L’Italia da anni si confronta con il dato allarmante della crescita dei femminicidi e dei reati di violenza di genere, che troppo spesso colpiscono ragazze molto giovani.

Secondo gli ultimi dati ISTAT e del Ministero dell’Interno:

  • Nel 2025 si sono registrati oltre 120 casi di femminicidio, di cui una percentuale significativa sotto i 25 anni
  • Tra le vittime più giovani, molte erano ancora studentesse delle scuole superiori
  • Nel Lazio, la situazione è particolarmente critica, con numerosi episodi di violenza sulle donne registrati nelle zone periferiche di Roma

Questi fatti ribadiscono la centralità del tema femminicidio nelle scuole del Lazio e pongono la questione educativa in primo piano.

Educazione affettiva a scuola: perché è così urgente?

A fronte di questi numeri, diventa evidente l’importanza di inserire nelle scuole italiane un percorso strutturato di educazione affettiva. Attualmente, l’educazione scolastica tende a focalizzarsi prevalentemente su contenuti tecnico-disciplinari, lasciando poco spazio all’analisi e alla riflessione sulle relazioni interpersonali e la gestione delle emozioni.

I motivi per cui l’educazione affettiva nelle scuole è considerata urgente dagli studenti e dalle associazioni sono molteplici:

  • Fornire ai giovani strumenti cognitivi ed emotivi per riconoscere situazioni di abuso e violenza
  • Promuovere la parità di genere e il rispetto reciproco già dall’adolescenza
  • Coltivare relazioni sane e consapevoli, prevenendo così i fenomeni di controllo, gelosia patologica e possesso
  • Offrire un punto di confronto con figure adulte preparate (psicologi, assistenti sociali, esperti)

La richiesta di educazione affettiva si fa dunque portavoce di una necessità concreta nel panorama educativo contemporaneo.

La risposta delle istituzioni: a che punto siamo?

Se da un lato la mobilitazione di studenti e insegnanti è forte, dall’altro le istituzioni italiane mostrano ancora ritardi nell’implementazione di reali strumenti di prevenzione nei curricula scolastici. Nonostante le richieste avanzate già negli anni scorsi dalle associazioni femministe e dagli studenti stessi, l’educazione affettiva resta una disciplina opzionale, spesso affidata all’intraprendenza di singoli docenti o dirigenti scolastici.

Negli ultimi mesi, con l’aumento dei notizie di cronaca sui femminicidi ad Anguillara Sabazia e altrove, il dibattito parlamentare si è nuovamente acceso. Diverse proposte di legge puntano a includere obbligatoriamente momenti di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, ma la strada appare ancora lunga.

Nel frattempo, regioni come il Lazio cercano di supplire alle carenze nazionali con progetti locali:

  • Laboratori di educazione affettiva e sessuale promossi dagli assessorati regionali
  • Coinvolgimento di psicologi ed esperti nelle attività di formazione per studenti e insegnanti
  • Bandizione di concorsi e iniziative pubbliche contro la violenza di genere nelle scuole del Lazio

Coinvolgimento e sensibilizzazione: il ruolo delle scuole nel Lazio

Le scuole della provincia di Roma stanno emergendo come laboratori di sperimentazione educativa e sociale. Oltre al liceo di Anguillara Sabazia, numerosi altri istituti della Regione hanno aderito all’iniziativa o ideato percorsi alternativi, proseguendo nella difficile ma indispensabile opera di sensibilizzazione sul femminicidio nelle scuole.

Questi sforzi partono dal basso e sono fortemente radicati nella quotidianità degli studenti:

  • Organizzazione di assemblee plenarie sui temi della violenza domestica
  • Invitare testimoni e familiari di vittime per portare esperienze dirette tra i banchi
  • Collaborazione stabile con associazioni territoriali per progetti di prevenzione

Questo coinvolgimento produce effetti tangibili sia sulla qualità del clima scolastico che sulla consapevolezza generale dei pericoli insiti nelle relazioni tossiche e nell’assuefazione alla violenza di genere.

Violenza di genere e scuola: dati e riflessioni

Il tema della violenza di genere tra adolescenti è spesso sottovalutato, ma i dati ci dicono che il fenomeno ha ormai raggiunto livelli preoccupanti anche tra i più giovani. I rapporti annuali delle associazioni che operano nei centri antiviolenza segnalano un aumento delle richieste di aiuto provenienti da ragazze minorenni.

Secondo una recente indagine condotta in alcune scuole superiori laziali:

  • 1 ragazza su 4 dichiara di aver subito almeno una forma di molestia o prevaricazione verbale da parte di coetanei
  • Il 17% dei ragazzi afferma di conoscere almeno una situazione di violenza domestica nel proprio contesto familiare
  • Poco più del 10% degli intervistati saprebbe a chi rivolgersi in caso di bisogno, segnalando una scarsa conoscenza delle risorse disponibili

Questi dati sottolineano la centralità delle scuole sia come presidio preventivo sia come luogo privilegiato di ascolto e supporto.

L’urgenza della prevenzione nella provincia di Roma

Il femminicidio ad Anguillara Sabazia riporta tragicamente il focus sulla necessità di politiche educative preventivo che partano dal territorio. La provincia di Roma, con la sua composizione eterogenea e le dinamiche tipiche della periferia metropolitana, rappresenta una sfida specifica per chi si occupa di contrasto alla violenza di genere.

Le scuole di Anguillara e dintorni, spesso avamposto di denuncia sociale, lamentano:

  • Scarso accesso a fondi e risorse per laboratori specialistici
  • Carenza di personale formato per la gestione di situazioni a rischio
  • Difficoltà nel creare reti stabili con i centri antiviolenza locali

Malgrado ciò, la reazione collettiva al caso di Federica Torzullo dimostra come la sensibilizzazione contro il femminicidio nelle scuole sia ormai entrata a pieno titolo nell’agenda educativa di molte realtà del Lazio.

Sintesi e prospettive future

A un giorno dalla tragedia che ha sconvolto Anguillara Sabazia, il minuto di rumore nel liceo dove Federica Torzullo ha studiato segna un punto di non ritorno nella presa di coscienza collettiva.

La sfida ora è tradurre questa istanza sociale in politiche educative concrete e strutturate, capaci di incidere davvero sulla prevenzione del femminicidio e della violenza di genere tra i giovani.

Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, osservare la risposta delle istituzioni a tutti i livelli, nonché il persistere della mobilitazione nei licei e negli istituti superiori del territorio. L’esempio di Anguillara potrebbe rappresentare il modello dal quale partire non solo nel Lazio, ma in tutto il Paese.

Solo così si potrà sperare che gesti come quello osservato a scuola, da semplici azioni simboliche, diventino il vero motore di cambiamento culturale nei confronti della violenza sulle donne.

Pubblicato il: 19 gennaio 2026 alle ore 17:37

Redazione EduNews24

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