Loading...
Mentre la Svezia investe, l'Italia rimanda: crisi della scrittura a mano
Scuola

Mentre la Svezia investe, l'Italia rimanda: crisi della scrittura a mano

Disponibile in formato audio

La Svezia ha speso 200 milioni per tornare ai libri dopo il calo PISA. In Italia il 48% dei maturandi è insufficiente in italiano (INVALSI 2025).

Quasi la metà dei maturandi italiani si diploma senza raggiungere il livello base in italiano: il 48% delle classi quinte, secondo il Rapporto INVALSI 2025, non ha competenze adeguate nella lingua, in peggioramento rispetto al 44% del 2024. Sullo sfondo, l'Europa ridisegna la propria scuola a partire dagli stessi dati allarmanti.

L'inversione di rotta in Francia e Svezia

In Francia il dietrofront è già nei corridoi universitari. Da Angers a Rennes, fino a Parigi, decine di atenei hanno vietato i computer in aula: gli studenti tornano agli appunti scritti a mano, almeno per i primi due anni di corso. I docenti denunciano studenti che fingono di prendere appunti mentre chattano o fanno acquisti online.

La Svezia ha scelto una riforma più radicale, sintetizzata nello slogan "från skärm till pärm" (dallo schermo al raccoglitore). Il governo di Stoccolma ha stanziato oltre 2 miliardi di corone svedesi, circa 200 milioni di dollari, per riacquistare libri di testo fisici, stando al piano svedese per più lettura e meno schermi. Una svolta che sorprende: nel 2019 il loro uso era obbligatorio persino negli asili.

A motivare la retromarcia, i risultati PISA 2022: quasi un quarto (24%) dei quindicenni svedesi non raggiungeva la comprensione del testo al livello base, il dato peggiore da un decennio. Il peggioramento ha convinto le autorità svedesi che l'eccesso di schermi stava erodendo le capacità di lettura.

Il dato italiano e la risposta non proporzionale

La Svezia ha risposto a un'emergenza in cui il 24% dei suoi quindicenni non superava la comprensione del testo con un investimento da 200 milioni di dollari. L'Italia, dove il 48% dei maturandi non raggiunge il livello base in italiano, come riportato dal Rapporto INVALSI 2025 sulle competenze degli studenti, risponde con un passo molto più cauto.

L'11 febbraio 2026 la VII Commissione Cultura della Camera ha approvato la proposta per la Settimana Nazionale della Scrittura a Mano. Il testo prevede un Comitato nazionale presso il MIC e iniziative RAI dedicate al tema. Il provvedimento è ora all'esame del Senato. Nessun investimento quantificato, nessun piano strutturale.

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025, in vigore dal 1° settembre 2026, difendono la scrittura manuale e il corsivo come strumenti cognitivi insostituibili. Un cambio di orizzonte culturale atteso da anni, che va nella stessa direzione del ritiro europeo dal digitale. Ma le indicazioni nazionali sono un documento di indirizzo per i docenti, non un piano di investimenti con risorse quantificate. Un paese con la metà del problema italiano ha speso 200 milioni: l'Italia, con un tasso di insufficienza doppio, attende l'approvazione di una proposta simbolica.

Dal 1° settembre 2026, cosa cambia in classe

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 riportano il corsivo al centro dei programmi della scuola primaria. Il documento ministeriale stabilisce che carta e penna devono coesistere con il digitale, senza cedere il passo. Per i docenti delle primarie, si tratta di un ritorno alla centralità di un'abilità che negli ultimi dieci anni aveva progressivamente ceduto spazio ai dispositivi touch.

La ricerca cognitiva supporta questa direzione. Athena Johnson, linguista dell'Università di Paris-Nanterre, ha documentato come la scrittura a mano, più lenta rispetto alla tastiera, costringa il cervello a selezionare, sintetizzare e costruire connessioni logiche. Il risultato è una memorizzazione a lungo termine più solida rispetto agli appunti digitali, che creano spesso l'illusione di trattenere informazioni senza elaborarle davvero.

Il Friuli Venezia Giulia ha già codificato questa prospettiva con la figura del Tecnico del segno, un professionista specializzato nell'insegnamento della scrittura nelle scuole primarie e secondarie, riconosciuta nel 2025. Un segnale che qualcosa si muove, ma resta un'iniziativa regionale isolata. Se le Nuove Indicazioni Nazionali segnano una direzione culturale, per tradurla in risultati serviranno docenti formati, materiali fisici nelle classi e risorse misurabili.

Pubblicato il: 30 aprile 2026 alle ore 07:50

Domande frequenti

Quali sono le principali criticità emerse dal Rapporto INVALSI 2025 riguardo la scrittura in Italia?

Il Rapporto INVALSI 2025 evidenzia che il 48% dei maturandi italiani non raggiunge il livello base di competenza in italiano, un dato in peggioramento rispetto al 44% del 2024.

Come hanno reagito altri Paesi europei al calo delle competenze di scrittura e lettura?

Francia e Svezia hanno adottato misure concrete: la Francia ha vietato i computer nei primi due anni universitari, mentre la Svezia ha investito 200 milioni di dollari per reintrodurre libri cartacei e ridurre l’uso degli schermi a scuola.

Cosa prevede la Settimana Nazionale della Scrittura a Mano approvata in Italia?

La Settimana Nazionale della Scrittura a Mano prevede l’istituzione di un Comitato nazionale presso il MIC e iniziative RAI dedicate, ma non comporta investimenti strutturali o risorse quantificate.

Quali cambiamenti porteranno le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 dal 1° settembre 2026?

Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 ripristinano la centralità della scrittura manuale e del corsivo nella scuola primaria, sottolineando la coesistenza di carta, penna e strumenti digitali, ma senza prevedere investimenti specifici.

Qual è il ruolo della scrittura a mano secondo la ricerca cognitiva citata nell’articolo?

La ricerca cognitiva mostra che la scrittura a mano, essendo più lenta, favorisce la selezione, la sintesi e la costruzione di connessioni logiche, migliorando la memorizzazione a lungo termine rispetto agli appunti digitali.

Esistono iniziative italiane già operative per il rilancio della scrittura manuale?

Sì, il Friuli Venezia Giulia ha istituito la figura del Tecnico del segno, un professionista specializzato nell'insegnamento della scrittura, ma si tratta per ora di un’iniziativa regionale e non nazionale.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati