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Maturità 2026, il nuovo Curriculum dello studente accoglie le prove Invalsi: ecco cosa cambia
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Maturità 2026, il nuovo Curriculum dello studente accoglie le prove Invalsi: ecco cosa cambia

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Il Decreto Ministeriale n. 2/2026 ridisegna il documento che accompagna i diplomandi all'esame di Stato, introducendo una sezione dedicata ai livelli di apprendimento Invalsi e alla certificazione di inglese. Cosa devono sapere studenti, famiglie e dirigenti scolastici.

La maturità 2026 porta con sé una novità che, pur apparendo tecnica, ridefinisce il peso delle rilevazioni nazionali nel percorso scolastico di ogni diplomando. Con il D.M. n. 2 del 9 gennaio 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha varato un nuovo modello di Curriculum dello studente, il documento digitale che accompagna ciascun candidato all'esame di Stato e ne sintetizza il profilo formativo. La modifica più rilevante: l'inserimento di una sezione specificamente dedicata alle prove Invalsi e alla certificazione delle abilità in lingua inglese.

Non si tratta di un semplice aggiornamento grafico. È un cambio di prospettiva che consolida il legame tra le rilevazioni standardizzate e il momento culminante del percorso di studi superiori.

Il decreto che cambia il Curriculum dello studente

Il Curriculum dello studente, introdotto ormai da alcuni anni nel sistema scolastico italiano, è un documento articolato in più sezioni: raccoglie le informazioni sul percorso di studi, le esperienze extrascolastiche, le competenze certificate e, ora, anche i livelli di apprendimento raggiunti nelle prove scritte Invalsi.

Stando a quanto emerge dal testo del decreto, il nuovo modello non si limita ad aggiungere una voce in più. Ridisegna l'architettura del documento per dare maggiore centralità ai dati sulle competenze effettivamente misurate. Chi ricorda le polemiche degli anni passati sull'utilità delle prove Invalsi, e sul loro rapporto con l'esame di maturità, troverà in questo provvedimento una risposta chiara da parte del legislatore: quelle rilevazioni contano, e ora lo dicono nero su bianco anche le carte che il candidato porta con sé davanti alla commissione.

Per chi volesse ricostruire il percorso delle trasformazioni recenti dell'esame di Stato, vale la pena rileggere quanto già emerso con la Maturità 2025: tutte le novità sugli esami, che aveva già segnato un punto di svolta sotto diversi profili.

Prove Invalsi nel Curriculum: cosa significa in concreto

La nuova sezione del Curriculum riporta i livelli di apprendimento conseguiti dallo studente nelle prove Invalsi sostenute nell'ultimo anno del ciclo superiore. In pratica, accanto al tradizionale percorso scolastico fatto di voti, crediti e attività formative, la commissione d'esame avrà a disposizione un quadro oggettivo, costruito su parametri nazionali, delle competenze in italiano, matematica e inglese.

È bene chiarire un punto: le prove Invalsi non concorrono al voto finale della maturità. Il loro ruolo resta quello di strumento conoscitivo. Ma la loro presenza nel Curriculum dello studente le rende parte integrante del profilo che viene presentato alla commissione esaminatrice, con tutto ciò che ne consegue in termini di trasparenza e leggibilità del percorso formativo.

Per gli studenti, questo significa che i risultati Invalsi non saranno più un dato archiviato e dimenticato. Li accompagneranno formalmente fino al diploma.

La certificazione delle competenze in lingua inglese

Un aspetto che merita attenzione particolare riguarda la certificazione delle abilità in lingua inglese. Il nuovo Curriculum recepisce i risultati della prova Invalsi di inglese, che misura le competenze di reading e listening secondo i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).

Si tratta di un'informazione tutt'altro che marginale, soprattutto per chi intende proseguire gli studi all'università o candidarsi per percorsi formativi e lavorativi all'estero. Avere nel proprio documento ufficiale una certificazione, per quanto derivante da una prova nazionale e non da un ente certificatore internazionale, aggiunge un elemento di concretezza al profilo del diplomato.

La scelta del Ministero va letta anche nel contesto europeo, dove la comparabilità delle competenze linguistiche tra i diversi sistemi scolastici è una priorità dichiarata da anni.

Gli obblighi informativi dei dirigenti scolastici

Il decreto non si rivolge solo agli studenti. Pone in capo ai dirigenti scolastici un preciso obbligo: fornire informazioni chiare e tempestive agli studenti e alle famiglie sul nuovo modello di Curriculum e sulle modalità di compilazione.

Non è un adempimento banale. La corretta compilazione del Curriculum richiede che le scuole:

  • verifichino l'inserimento dei dati relativi alle prove Invalsi;
  • si assicurino che le sezioni relative alle attività extrascolastiche e alle competenze certificate siano aggiornate;
  • comunichino alle famiglie le novità introdotte dal D.M. n. 2/2026 con sufficiente anticipo rispetto all'esame.

In un sistema scolastico dove la comunicazione tra istituti e famiglie resta spesso frammentaria, questo passaggio sarà decisivo per evitare che il nuovo Curriculum diventi l'ennesimo documento burocratico compilato in fretta e senza consapevolezza.

A questo proposito, anche i docenti coinvolti nelle commissioni d'esame dovranno familiarizzare con il nuovo formato. Per chi è interessato agli aspetti organizzativi legati alla composizione delle commissioni, può essere utile consultare le indicazioni sulla Scadenza per la Nomina a Commissari Esterni per i Docenti di Sostegno: Ecco Tutto Ciò Che Devi Sapere.

Un esame di Stato sempre più stratificato

La maturità 2026 si configura dunque come un esame sempre più ricco di informazioni sul candidato. Il Curriculum dello studente, nella sua versione aggiornata, diventa un vero e proprio dossier formativo che mette insieme percorso scolastico tradizionale, esperienze extracurricolari e, adesso, anche dati standardizzati sulle competenze.

La direzione è quella di un esame di Stato che non si esaurisce nelle prove scritte e nel colloquio orale, ma che offre alla commissione un quadro sempre più completo. Resta da capire quanto questo strumento verrà effettivamente valorizzato nella pratica, o se rischierà di restare un allegato che pochi consultano davvero.

Quel che è certo è che, anno dopo anno, l'esame di maturità continua a trasformarsi. Chi aveva seguito Le Previsioni per la Maturità 2025: D'Annunzio, Intelligenza Artificiale e Tematiche di Attualità sa bene quanto rapidamente cambino contenuti e cornici normative. La maturità 2026 aggiunge un altro tassello, e non sarà l'ultimo.

Pubblicato il: 18 aprile 2026 alle ore 09:42

Domande frequenti

Cosa cambia nel Curriculum dello studente con la Maturità 2026?

Il nuovo Curriculum dello studente, introdotto dal D.M. n. 2/2026, include una sezione dedicata ai risultati delle prove Invalsi e alla certificazione delle competenze in lingua inglese. Questo rende le rilevazioni nazionali parte integrante del profilo presentato alla commissione d'esame.

Le prove Invalsi influenzano il voto finale della maturità?

No, i risultati delle prove Invalsi non concorrono al voto finale della maturità. Servono come strumento conoscitivo e sono inseriti nel Curriculum per offrire un quadro oggettivo delle competenze dello studente.

In che modo viene certificata la competenza in lingua inglese nel nuovo Curriculum?

Il Curriculum riporta i risultati della prova Invalsi di inglese, che misura le abilità di reading e listening secondo i livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER). Questa certificazione, pur non essendo internazionale, rappresenta un elemento concreto nel profilo del diplomato.

Quali sono gli obblighi dei dirigenti scolastici riguardo al nuovo Curriculum?

I dirigenti scolastici devono informare tempestivamente studenti e famiglie sulle novità del Curriculum e sulle modalità di compilazione. Devono anche verificare l'inserimento corretto dei dati Invalsi e l'aggiornamento delle altre sezioni del documento.

Qual è l'obiettivo dell'aggiornamento del Curriculum dello studente?

L'obiettivo è fornire alla commissione d'esame un dossier formativo più completo, che includa sia il percorso scolastico tradizionale sia dati standardizzati sulle competenze. Questo mira a rendere l'esame di Stato più trasparente e rappresentativo delle reali capacità dello studente.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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