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Lettura in calo: solo il 51,7% dei maturandi italiani è adeguato
Scuola

Lettura in calo: solo il 51,7% dei maturandi italiani è adeguato

PISA 2025 colloca l'Italia sopra la media OCSE in lettura. Ma l'INVALSI dice che solo il 51,7% dei maturandi è adeguato in italiano.

L'8 settembre 2026 l'OCSE ha pubblicato i risultati PISA 2025 lettura e la fotografia dell'Italia sorprende: 474 punti, 13 sopra la media OCSE di 461. Ma sei mesi prima l'INVALSI aveva misurato gli stessi quindicenni, ormai diciannovenni, scoprendo che il 51,7% dei maturandi raggiunge un livello adeguato in italiano, in calo di 4,8 punti sul 2024.

Il voto OCSE: l'Italia tiene, ma arretra sulle eccellenze

Secondo la country note sull'Italia dell'OCSE, il 76% dei quindicenni raggiunge almeno il livello 2 in lettura, contro il 69% della media OCSE. È il risultato di un decennio di sostanziale stabilità: mentre la Finlandia perde 46 punti tra 2018 e 2025 e la media OCSE scivola di 28 punti dal 2012, l'Italia resta vicina alla sua traiettoria. Nel resto dell'area OCSE i lettori accurati e fluenti calano di sette punti, mentre la quota dei lettori frettolosi, che rispondono in fretta e sbagliando, quasi raddoppia dal 6,6% all'11,4%.

Il tetto, invece, si abbassa. Solo il 4% dei quindicenni italiani raggiunge il livello 5 o superiore in lettura, contro il 6% OCSE. Il divario sulle eccellenze è il dato nuovo: la scuola italiana protegge la base ma perde il vertice.

Il voto INVALSI: eccellenza al minimo storico

L'ultima rilevazione INVALSI al grado 13 racconta un'altra fascia d'età con un altro verdetto. Nel 2025, su 507.000 maturandi, solo il 51,7% raggiunge un risultato adeguato in italiano, 4,8 punti meno del 2024 e ancora lontano dai livelli pre-COVID. In matematica va peggio: 49,2%, era il 61% nel 2019.

La parte più ruvida riguarda proprio chi dovrebbe spingere il sistema. L'eccellenza accademica, cioè la quota di studenti che raggiunge i livelli più alti in tutte le prove, scende al 12,3%: è il dato più basso mai registrato. La dispersione scolastica implicita, chi arriva al diploma con competenze molto basse in ogni materia, sale all'8,7% e colpisce di più i ragazzi e chi parte svantaggiato.

Perché i due termometri non coincidono

PISA fotografa quindicenni di tre indirizzi diversi su una prova internazionale calibrata su competenze trasversali. L'INVALSI testa invece i maturandi al traguardo del percorso italiano, con riferimenti disciplinari più stretti. Due strumenti diversi in due momenti diversi del percorso, con un'unica direzione di marcia: la base regge, la profondità cala.

Il 47% dei quindicenni italiani usa chatbot di intelligenza artificiale almeno una volta a settimana per studiare, in linea con il 46% della media OCSE. Chi delega alla macchina le operazioni che costruiscono la comprensione, ripetere, sbagliare, correggersi, rielaborare, produce compiti migliori ma non diventa necessariamente uno studente più preparato. Lo conferma una prima sperimentazione INVALSI sull'uso dell'IA a scuola: il 44% dei ragazzi coinvolti non aveva le basi disciplinari per usarla con profitto.

Cosa cambia per chi insegna e per chi studia

La differenza tra il 76% italiano al livello di base e il 4% al vertice non è un tecnicismo da statistici. È il perimetro in cui si decide quanti ragazzi italiani potranno affrontare un testo complesso senza l'aiuto di un algoritmo, scrivere un'argomentazione autonoma, confrontare due fonti che si contraddicono. Le ore di lettura profonda non si sostituiscono con ore di competenze digitali o di nuove discipline: la recente redistribuzione delle ore di programmazione nel curricolo mostra quanto sia difficile aggiungere senza togliere.

Il recupero passa per un lavoro lento in classe: più testi integrali, meno pagine saltate o riassunte in due righe, più tempo passato a capire perché una frase funziona o non funziona. Possono essere un punto di partenza per i docenti dieci libri sull'educazione da leggere prima dell'inizio dell'anno nuovo. I prossimi dati INVALSI diranno se il 12,3% di eccellenze del 2025 è un fondo o solo un gradino intermedio.

Domande frequenti

Perché i risultati OCSE PISA e INVALSI sulla lettura degli studenti italiani sono diversi?

I risultati differiscono perché PISA valuta i quindicenni con prove su competenze trasversali, mentre INVALSI testa i maturandi alla fine del percorso scolastico italiano, con prove più disciplinari. Sono strumenti e momenti diversi, che offrono prospettive complementari sullo stato delle competenze.

Qual è la situazione degli studenti eccellenti in Italia secondo le ultime rilevazioni?

La quota di studenti eccellenti è in calo: solo il 4% dei quindicenni raggiunge il livello 5 o superiore in lettura (contro il 6% della media OCSE) e tra i maturandi l'eccellenza accademica è al minimo storico, con solo il 12,3% che ottiene i risultati migliori in tutte le prove.

Cosa si intende per 'dispersione scolastica implicita' secondo l'INVALSI?

La dispersione scolastica implicita indica la quota di studenti che arriva al diploma con competenze molto basse in ogni materia. Nel 2025 questa percentuale è salita all'8,7%, colpendo maggiormente ragazzi e studenti provenienti da contesti svantaggiati.

Qual è l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'apprendimento degli studenti italiani?

Il 47% dei quindicenni italiani usa chatbot di intelligenza artificiale almeno una volta a settimana per studiare, ma chi si affida troppo alla tecnologia rischia di non sviluppare competenze profonde. Una sperimentazione INVALSI ha mostrato che il 44% degli studenti non aveva le basi per usare efficacemente questi strumenti.

Cosa suggerisce l'articolo per migliorare le competenze di lettura degli studenti?

L'articolo sottolinea l'importanza di un lavoro lento e approfondito in classe, con più lettura di testi integrali e tempo dedicato alla comprensione e all'analisi del testo. Non basta aumentare le ore di competenze digitali: servono strategie didattiche mirate e un approccio più attento alla lettura profonda.

Pubblicato il: 2 ottobre 2026 alle ore 12:30

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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