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L'80% delle patologie professionali dei docenti è psichiatrica
Scuola

L'80% delle patologie professionali dei docenti è psichiatrica

L'80% delle malattie professionali dei docenti è psichiatrica ma il burnout non è riconosciuto. Fondo psicologico da 18,5 milioni solo dal 2026.

Otto malattie professionali su dieci fra i docenti italiani hanno una diagnosi psichiatrica, ma il burnout resta escluso dall'elenco delle patologie tabellate riconosciute da INAIL.

Il perimetro reale del disagio

Il dato è quello reso pubblico dal medico Vittorio Lodolo D'Oria, tra i massimi esperti di patologie professionali della categoria, dopo anni di analisi dei collegi medici di verifica: l'80% delle diagnosi che portano all'inidoneità del docente è di natura psichiatrica, contro il 20% delle diagnosi somatiche. Non è più un problema di anzianità di servizio: secondo i sondaggi di categoria, il 68% degli insegnanti con meno di 14 anni di servizio dichiara di aver sperimentato sintomi di esaurimento professionale, e circa 7 su 10 riferiscono livelli di stress pari o superiori a 7 su 10.

I fattori di rischio più ricorrenti nella letteratura scientifica coincidono con quelli descritti dalla stampa di settore: classi numerose, capacità attentive degli studenti in calo, carichi burocratici crescenti, pressione dei genitori. A questi si somma un elemento demografico: l'età media dei docenti italiani è di 54 anni, la più alta OCSE. Per le donne, che rappresentano la maggioranza del corpo insegnante, questa fascia coincide con il picco di rischio depressivo legato alla menopausa.

Il buco normativo: perché il burnout non è riconosciuto

Nonostante l'Organizzazione mondiale della sanità abbia inserito il burnout nella classificazione ICD-11 come "fenomeno occupazionale" dal 2019, l'ordinamento italiano non lo riconosce come malattia professionale tabellata. Il docente che si ammala per stress cronico da lavoro deve ricorrere alla malattia ordinaria, con effetti concreti su trattamento economico e diritti alla ricollocazione.

Nell'ottobre 2025 INAIL ha pubblicato un factsheet dell'Istituto sul burnout come fenomeno occupazionale rivolto alle figure della prevenzione. È uno strumento di indirizzo, non introduce un'assicurazione dedicata. Le denunce per disturbi psichici e comportamentali restano una nicchia: la relazione annuale INAIL 2024 ne conta meno di 500 a fronte di oltre 88mila denunce complessive di malattie professionali, salite del 21,8% rispetto al 2023.

Nel primo trimestre 2024 le denunce riferite a disturbi psichici e comportamentali erano cresciute del 17,9% sullo stesso periodo dell'anno precedente. Il divario tra il volume dei sintomi rilevati nei sondaggi e il numero di casi che entrano nel sistema di tutela racconta una cosa sola: la sotto-denuncia. Senza una tabella specifica, la maggior parte dei docenti in difficoltà finisce nel canale della malattia comune, che non prevede indennizzi per l'usura professionale né un percorso strutturato di ricollocazione.

Cosa arriva davvero: 10 milioni nel 2025, 18,5 dal 2026

La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha istituito ai commi 345 e seguenti un fondo nazionale per il supporto psicologico nelle scuole. La dote è di 10 milioni per il 2025 e sale a 18,5 milioni annui dal 2026. Il servizio è pensato per gli studenti ma la platea include anche personale docente e ATA. Divisi per gli 8.098 istituti autonomi censiti dal MIM, i 18,5 milioni valgono in media circa 2.300 euro per scuola: sufficienti per uno sportello a ore, non per un presidio stabile.

Il fronte contrattuale offre margini altrettanto stretti: gli aumenti in busta paga per docenti e ATA da luglio 2026 confermano il peso limitato del riconoscimento economico della categoria. E la conflittualità dentro le scuole non risparmia neppure i colleghi: emblematica la sentenza d'appello sulla rissa fra docenti a Trento, che ha confermato due anni di carcere per due insegnanti.

Il decreto attuativo del fondo psicologico va emanato dal MIM di concerto con MEF e Ministero della Salute, sentito il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi. Senza quel passaggio, i 18,5 milioni restano una posta di bilancio e la sotto-notifica del disagio dei docenti non cambia.

Domande frequenti

Quali sono le principali cause delle patologie psichiatriche tra i docenti italiani?

Le principali cause sono classi numerose, calo della capacità attentiva degli studenti, carichi burocratici crescenti, pressione dei genitori e l'età media elevata del corpo docente, con un particolare rischio per le donne in menopausa.

Perché il burnout non è riconosciuto come malattia professionale dall'INAIL?

Nonostante il burnout sia stato inserito dall'OMS nella classificazione ICD-11 come fenomeno occupazionale, l'ordinamento italiano non lo riconosce come malattia professionale tabellata. Di conseguenza, i docenti che ne soffrono devono ricorrere alla malattia ordinaria, senza tutela specifica.

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2025 per il supporto psicologico nelle scuole?

La Legge di Bilancio 2025 ha istituito un fondo nazionale per il supporto psicologico nelle scuole con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2025 e 18,5 milioni annui dal 2026. Il servizio è destinato sia agli studenti sia al personale docente e ATA.

Qual è il problema della sotto-denuncia delle patologie psichiatriche tra i docenti?

Nonostante i sintomi siano molto diffusi, solo una piccola parte dei casi viene denunciata all'INAIL perché la maggior parte dei docenti rientra nel canale della malattia comune, che non prevede indennizzi né percorsi strutturati di ricollocazione.

A quanto ammontano mediamente i fondi per il supporto psicologico destinati a ciascuna scuola?

I 18,5 milioni di euro previsti dal 2026, suddivisi per 8.098 istituti autonomi, corrispondono a circa 2.300 euro per scuola, una cifra sufficiente per uno sportello a ore ma non per un presidio psicologico stabile.

Pubblicato il: 5 luglio 2026 alle ore 09:31

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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