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Famiglie italiane e scuola: cosa emerge dal rapporto CISF 2026
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Famiglie italiane e scuola: cosa emerge dal rapporto CISF 2026

CISF Family Report 2026: 68,8% famiglie per stop smartphone, 85% chiede educazione affettiva a scuola, 50,8% sceglierebbe la paritaria.

Il Centro Internazionale Studi Famiglia ha pubblicato il CISF Family Report 2026, indagine su un campione di 1.627 nuclei familiari realizzata con la società Eumetra e con il patrocinio della Fondazione Cariplo. Sul dossier scuola il dato più netto: il 68,8% degli intervistati approva il divieto ministeriale di smartphone nelle scuole di ogni ordine e grado, quota che sale al 70,1% fra le coppie con figli conviventi.

Il consenso sul digitale e le competenze richieste a scuola

L'accordo con il ministero sul divieto degli smartphone si accompagna a una richiesta esplicita di educazione digitale: per l'86,4% delle famiglie la scuola dovrebbe insegnare competenze digitali, compreso l'uso consapevole dell'intelligenza artificiale, strumento già utilizzato almeno una volta a settimana dal 26,5% dei figli. L'81,9% ritiene inoltre che il sistema scolastico debba preparare al mondo del lavoro. Il 31,5% dei genitori indica proprio la gestione delle tecnologie come il fattore che rende più difficile il ruolo educativo in famiglia, davanti alle relazioni conflittuali con i figli (28,4%) e alla gestione del denaro (25,4%). La spesa scolastica non è marginale: il 44,3% delle famiglie ha acquistato strumenti didattici o digitali, il 37,1% ha pagato attività di potenziamento come lingue, coding o musica, il 32,1% ha investito in ripetizioni. Il 44,8% del campione dichiara una spesa annua compresa fra 500 e 1.500 euro, mentre il 45,5% racconta una vulnerabilità economica ricorrente per arrivare a fine mese.

Educazione affettiva e paritaria: le distanze dal governo

Sull'educazione affettiva e sessuale a scuola le famiglie prendono le distanze dalla linea del ministero: l'85% del campione ritiene che la scuola debba includerla esplicitamente. Nel dettaglio, il 71,6% chiede che si insegni il rispetto, il 53,9% la prevenzione degli abusi, il 52,5% l'educazione a emozioni e sentimenti. Il 78,8% aggiunge che la scuola deve riconoscere la famiglia come primo soggetto educativo, senza sostituirsi né svalutarne le scelte. Un ulteriore dato riguarda la scuola paritaria: il 50,8% degli intervistati iscriverebbe il proprio figlio in una paritaria se i costi fossero equiparati a quelli della statale. Il 14,4% delle famiglie con figli a scuola segnala inoltre almeno un figlio con una condizione certificata di disagio o disabilità, il 30,6% osserva ragazzi sotto pressione per voti e risultati e il 27,8% denuncia stress o ansia legati alla scuola.

Il direttore CISF Francesco Belletti sintetizza il quadro: l'educazione delle nuove generazioni è una responsabilità condivisa fra famiglia e società, non una delega in bianco né una trincea di conflitto. I numeri tracciano il perimetro di lavoro per il ministero, chiamato a colmare la distanza fra la disciplina del cellulare, dove il consenso è già maturo, e i temi dell'educazione affettiva e del riconoscimento del ruolo genitoriale, dove le famiglie chiedono un passo che il governo non ha ancora compiuto.

Domande frequenti

Qual è la posizione delle famiglie italiane riguardo al divieto di smartphone nelle scuole?

Il 68,8% delle famiglie intervistate approva il divieto ministeriale di smartphone nelle scuole di ogni ordine e grado, percentuale che sale al 70,1% tra le coppie con figli conviventi.

Cosa chiedono le famiglie italiane in merito all'educazione digitale a scuola?

L'86,4% delle famiglie ritiene che la scuola debba insegnare competenze digitali, incluso l'uso consapevole dell'intelligenza artificiale, per preparare i giovani sia alla vita sia al mondo del lavoro.

Quali sono le principali difficoltà educative segnalate dai genitori?

Il 31,5% dei genitori indica la gestione delle tecnologie come principale difficoltà educativa, seguita dalle relazioni conflittuali con i figli (28,4%) e dalla gestione del denaro (25,4%).

Come si orientano le famiglie italiane rispetto all'educazione affettiva e sessuale a scuola?

L'85% delle famiglie pensa che la scuola debba includere esplicitamente l'educazione affettiva e sessuale, chiedendo in particolare insegnamenti su rispetto, prevenzione degli abusi ed educazione a emozioni e sentimenti.

Qual è il peso della spesa scolastica per le famiglie italiane?

Il 44,8% delle famiglie sostiene una spesa annua tra i 500 e i 1.500 euro per la scuola, e il 45,5% dichiara una vulnerabilità economica ricorrente nel riuscire ad arrivare a fine mese.

Qual è l'atteggiamento delle famiglie verso la scuola paritaria rispetto a quella statale?

Il 50,8% delle famiglie iscriverebbe i propri figli in una scuola paritaria se i costi fossero equiparati a quelli della scuola statale.

Pubblicato il: 24 settembre 2026 alle ore 11:00

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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