Il comitato 'Sì educazione affettiva nelle scuole' ha superato le 500mila firme in circa 35 giorni: dal 6 agosto al 10 settembre 2026 sono state raccolte le sottoscrizioni richieste dall'articolo 75 della Costituzione per chiedere l'abrogazione della legge 9 giugno 2026, n. 104 sul consenso informato in ambito scolastico. I promotori Fabrizio Marrazzo e Marina Zela hanno annunciato il traguardo il 10 settembre 2026, con il deposito alla Corte di Cassazione atteso entro il 30 settembre.
Cosa dice la legge 104/2026
Il provvedimento firmato dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è in vigore dal 7 luglio 2026. La norma vieta qualsiasi attività didattica o extracurricolare su sessualità e affettività nella scuola dell'infanzia e nella primaria, senza possibilità di deroga. Nelle secondarie di primo e secondo grado, invece, le iniziative extracurricolari o di ampliamento dell'offerta formativa sono ammesse solo previo consenso scritto dei genitori (o dello studente maggiorenne), da raccogliere almeno sette giorni prima. La scuola deve inviare in anticipo materiali, obiettivi, temi e nominativi degli esperti coinvolti; deve inoltre garantire attività alternative agli studenti che restano senza autorizzazione, per evitare che siano lasciati fuori dall'orario di lezione. Il quadro operativo della legge 104/2026 e il confronto con gli altri Paesi UE chiarisce nel dettaglio le nuove procedure introdotte dalla riforma.
Perché il voto arriverà solo nel 2027
Le 500mila firme del referendum educazione affettiva sbloccano l'iter procedurale, non il voto. Dopo il deposito in Cassazione, l'Ufficio centrale per il referendum verifica la regolarità delle sottoscrizioni entro il 31 ottobre. Poi la Corte Costituzionale ha tempo fino al 10 febbraio 2027 per pronunciarsi sull'ammissibilità del quesito, che chiede l'abrogazione integrale del testo approvato lo scorso giugno. Solo dopo il vaglio della Consulta il Presidente della Repubblica può indire la consultazione, che per legge si tiene in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. In pratica, se il percorso non incontra ostacoli, gli italiani voteranno nella primavera del 2027. E per cancellare la norma servirà il quorum del 50%+1 degli aventi diritto, soglia mai raggiunta in nessun referendum abrogativo dal 2011 a oggi. Il deposito in Cassazione e i prossimi passi dell'iter sono già stati annunciati dal comitato promotore per fine mese.
Il contesto europeo pesa sulla campagna. Secondo i dati Eurydice, in 20 dei 27 Stati membri dell'Unione l'educazione sessuale è obbligatoria a scuola: la Svezia la prevede dal 1955, la Germania dal 1968, la Francia dal 1998, l'Irlanda dal 2003. L'Italia condivide con Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Ungheria l'appartenenza al gruppo dei sette Paesi UE dove l'insegnamento resta facoltativo, disomogeneo e affidato all'autonomia dei singoli istituti scolastici.
Cosa cambia già nelle scuole
Nell'anno scolastico 2026/2027 la legge 104 è pienamente operativa: i PTOF devono già recepire il divieto per infanzia e primaria e la nuova procedura del consenso per le secondarie. L'articolo 3 del provvedimento introduce una clausola di invarianza finanziaria: le scuole applicano le nuove regole senza risorse aggiuntive né ore funzionali dedicate. L'onere organizzativo ricade quindi sulle segreterie, chiamate a gestire la raccolta dei consensi, la programmazione delle attività alternative per gli studenti esclusi e le comunicazioni preventive alle famiglie con almeno una settimana di anticipo per ciascun percorso.
Fino alla decisione della Consulta e alla data del voto, la legge 104/2026 resta l'unica cornice applicabile nelle aule. Chi si oppone punta a superare quota 500mila firme per aumentare il peso politico del quesito; chi la sostiene può contare sulla storica difficoltà di raggiungere il quorum come alleato involontario di un referendum che, comunque vada, non produrrà effetti prima della primavera 2027.
Domande frequenti
Quali sono le principali disposizioni della legge 104/2026 sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole?
La legge 104/2026 vieta qualsiasi attività didattica o extracurricolare su sessualità e affettività nella scuola dell'infanzia e primaria, senza eccezioni. Nelle scuole secondarie, tali attività sono consentite solo con consenso scritto dei genitori o dello studente maggiorenne, con obbligo per le scuole di fornire informazioni e proporre attività alternative agli studenti privi di autorizzazione.
Perché il referendum sull'educazione affettiva si terrà solo nel 2027?
Dopo la raccolta delle firme, l'iter prevede la verifica delle sottoscrizioni da parte della Cassazione e il giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale entro febbraio 2027. Solo dopo questi passaggi, il Presidente della Repubblica potrà fissare la data del voto, che si svolgerà tra aprile e giugno 2027.
Cosa succede nelle scuole nell'anno scolastico 2026/2027 in attesa del referendum?
Durante l'anno scolastico 2026/2027, la legge 104/2026 è pienamente applicata: le scuole devono adeguare i loro PTOF, gestire la raccolta dei consensi per le attività nelle secondarie e organizzare attività alternative per chi non partecipa. Non sono previste risorse aggiuntive, quindi l'onere organizzativo ricade sulle segreterie scolastiche.
Qual è la posizione dell'Italia rispetto agli altri Paesi UE sull'educazione sessuo-affettiva a scuola?
L'Italia fa parte dei sette Paesi UE dove l'educazione sessuale non è obbligatoria e resta affidata all'autonomia delle scuole, a differenza di venti Stati membri dove è prevista per legge. Questo aspetto pesa sul dibattito e sulla campagna referendaria.
Cosa accade se il referendum raggiunge il quorum e viene approvato?
Se il referendum raggiunge il quorum del 50%+1 degli aventi diritto e la maggioranza vota per l'abrogazione, la legge 104/2026 verrà cancellata. Tuttavia, fino all'esito del voto, la norma rimane in vigore nelle scuole italiane.