La bozza del nuovo contratto della scuola 2025/2027 riconosce per la prima volta un compenso specifico ai docenti accompagnatori nelle gite scolastiche. Il testo è arrivato sul tavolo Aran lunedì 28 settembre, ma il nodo delle risorse resta scoperto: i soldi dovranno uscire dal Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa già distribuito, e nessuna cifra nazionale è ancora scritta nel testo.
Cosa dice la bozza sulla parte normativa
L'articolato discusso all'Aran introduce una voce dedicata: chi accompagna gli studenti in viaggio d'istruzione o in visita didattica riceve un compenso forfettario, la cui entità è rinviata alla contrattazione integrativa di ogni singola scuola. Fino a oggi la voce 'gita' non esisteva nel contratto: l'attività ricadeva dentro le ore aggiuntive non di insegnamento, pagate 19,25 euro lordi l'ora dal fondo di istituto secondo la Tabella oraria del CCNL scuola 2019/2021 su Gazzetta Ufficiale. Nella pratica il conteggio orario quasi mai copriva le ore reali di sorveglianza in trasferta, spesso 24 su 24. La parte economica del rinnovo era già stata chiusa il 1° luglio scorso, con i primi 143 euro lordi in busta paga e gli arretrati nel cedolino di agosto. Ora la trattativa passa alla parte normativa, che comprende anche buoni pasto, tutela della salute, part-time e mobilità.
Il vero nodo: 559 milioni del Fis già ripartiti
Il punto che la Flc Cgil ha portato al tavolo è concreto: le risorse per il nuovo compenso, dice il sindacato, sono attualmente poste a carico del Fmof. Tradotto in numeri: il Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa 2025/2026 vale 847,36 milioni di euro lordi Stato, di cui 559,5 milioni destinati al Fis, il Fondo delle istituzioni scolastiche. È da lì che nascono i compensi accessori di ogni scuola: progetti Ptof, funzioni strumentali, ore eccedenti, corsi di recupero. Aggiungere una voce 'gita' senza nuove risorse significa spartire una torta già tagliata: quello che va agli accompagnatori esce dagli altri capitoli. La stessa Flc chiede al governo di trovare risorse aggiuntive fuori dal Fondo, per evitare l'effetto zero. Il precedente storico pesa: la vecchia indennità di missione, che riconosceva una diaria giornaliera ai docenti in trasferta, è stata cancellata prima dalla Finanziaria 2006 (Legge 266/2005) sul territorio nazionale e poi dal decreto di stabilizzazione finanziaria del 2010 (Legge 122/2010) sul sito della Ragioneria dello Stato per le missioni all'estero. Da quindici anni chi accompagna una classe a Berlino o a Parigi lo fa senza diaria.
Cosa cambia per i docenti accompagnatori
Sul piano pratico il testo attuale non fissa alcun importo: il compenso sarà forfettario e verrà definito nella contrattazione integrativa d'istituto, dove i soldi disponibili dipendono dalla quota di Fis assegnata alla singola scuola. Il Fondo di istituto va ripartito ogni anno tra progetti, incarichi, corsi di recupero e ore eccedenti: aggiungere una voce senza aumentare la dotazione significa scegliere cosa non finanziare più. Il testo attuale non fissa nemmeno un minimo garantito: se una scuola non ha margine sul Fis, la cifra riconosciuta all'accompagnatore può scendere a valori simbolici, con un divario forte tra istituti ricchi di risorse aggiuntive e scuole senza margini di manovra. La partita non riguarda solo i viaggi d'istruzione: sul tavolo restano anche la polizza sanitaria gratuita per 1,2 milioni tra docenti e Ata, la disciplina del part-time e la riparametrazione delle attività funzionali richiesta dai sindacati.
Il negoziato riprende con nuovi tavoli tecnici in ottobre. Senza uno stanziamento specifico fuori dal Fmof, il diritto al compenso resterà scritto sulla carta e i costi ricadranno sui bilanci di scuola, che dovranno scegliere cosa tagliare per pagare gli accompagnatori. Nel frattempo il ministero ha confermato le 37.430 immissioni in ruolo per il 2026/2027 annunciate a luglio, altro dossier che pesa sul contratto collettivo.
Domande frequenti
Cosa prevede la bozza del nuovo CCNL per i docenti che accompagnano le gite scolastiche?
La bozza introduce per la prima volta un compenso specifico per i docenti accompagnatori, che sarà forfettario e definito a livello di contrattazione integrativa di ogni singola scuola.
Come verrà finanziato il compenso per i docenti accompagnatori nelle gite?
Il compenso sarà pagato attraverso il Fondo delle istituzioni scolastiche (Fis), che è già utilizzato per finanziare altri progetti e incarichi scolastici, senza l'aggiunta di nuove risorse nazionali specifiche.
Esiste un importo minimo garantito per il compenso ai docenti accompagnatori?
No, la bozza attuale non fissa alcun importo minimo garantito; la cifra sarà determinata dalla disponibilità del Fis di ciascuna scuola e potrebbe variare anche a livelli simbolici.
Quali sono le preoccupazioni principali dei sindacati riguardo al nuovo compenso?
I sindacati temono che, senza risorse aggiuntive fuori dal Fondo, l'introduzione del compenso porterà a tagli su altri capitoli di spesa scolastica, riducendo i fondi disponibili per altri progetti e incarichi.
Cosa succede se una scuola non ha abbastanza fondi nel Fis per pagare i compensi delle gite?
Se il Fis non dispone di fondi sufficienti, il compenso per gli accompagnatori potrebbe essere molto basso o simbolico, e la scuola dovrà decidere quali altre attività o progetti ridurre o eliminare per far fronte ai pagamenti.
Quando riprenderanno le trattative sulla bozza del contratto?
Il negoziato riprenderà con nuovi tavoli tecnici nel mese di ottobre, dove si discuterà anche di altre questioni come la polizza sanitaria e la disciplina del part-time.