Disegno di legge Petrenga-Bucalo: il servizio nelle scuole paritarie verso il riconoscimento nella carriera docente, ma senza copertura finanziaria
Indice
- Introduzione
- Il contesto normativo attuale
- La presentazione del disegno di legge Petrenga-Bucalo
- Le novità principali del DdL sulle scuole paritarie
- Le reazioni dei docenti e del mondo scolastico
- La posizione della Corte costituzionale e il nodo dell’articolo 485
- Il nodo cruciale della copertura finanziaria
- Criticità e possibili rischi applicativi
- Prospettive future per la carriera degli insegnanti delle paritarie
- Conclusioni
Introduzione
Il riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della carriera docente è da anni una delle questioni più discusse e sentite nel mondo dell’istruzione italiana. A febbraio 2026, una nuova proposta normativa fa sperare migliaia di insegnanti: il disegno di legge Petrenga-Bucalo mira a cambiare le regole in materia di riconoscimento dell’anzianità maturata nelle scuole non statali. Tale proposta, accolta con favore dai diretti interessati, nasce tuttavia già con una pesante criticità: l’assenza di copertura finanziaria.
Il contesto normativo attuale
La normativa oggi in vigore, in base al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, esclude esplicitamente il servizio svolto nelle scuole paritarie dal riconoscimento dell’anzianità nella carriera dei docenti della scuola pubblica. In particolare, l'articolo 485 del Decreto Legislativo 297/1994 stabilisce che ai fini giuridici ed economici sono riconosciuti solo i servizi svolti presso le scuole statali. Questa situazione genera da tempo un forte squilibrio, penalizzando gli insegnanti che hanno iniziato o svolto una parte significativa della loro carriera presso le scuole paritarie.
La questione ha alimentato numerose battaglie sindacali e ricorsi: i docenti delle scuole non statali rivendicano la pari dignità professionale e il valore del servizio svolto, spesso nelle medesime condizioni e con analoghi compiti. Nel corso degli anni, sono molti i tribunali che si sono trovati a dirimere controversie relative alla mancata valorizzazione dell’esperienza accumulata nelle scuole paritarie.
La presentazione del disegno di legge Petrenga-Bucalo
Il disegno di legge Petrenga-Bucalo, presentato a inizio febbraio al Senato, intende porre rimedio a questa situazione. Le senatrici Carmela Bucalo e Giovanna Petrenga hanno voluto introdurre una modifica strutturale, proponendo che il servizio prestato nelle scuole paritarie venga finalmente conteggiato ai fini dell’anzianità e della carriera nella scuola pubblica italiana. Questo intervento si inserisce anche nel solco della recente riforma dell’autonomia scolastica e del principio di sussidiarietà previsto dalla legge 62/2000, che riconosce lo status pubblico delle scuole paritarie.
Il provvedimento, intitolato “Disposizioni per il riconoscimento del servizio prestato dai docenti nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera”, ha suscitato da subito grande interesse tra gli insegnanti, in particolare tra quanti operano o hanno operato per anni fuori dal comparto statale.
Le novità principali del DdL sulle scuole paritarie
Tra le parole chiave centrali spiccano: servizio nelle scuole paritarie, riconoscimento carriera docente paritarie, anzianità servizio scuole paritarie, docenti scuole non statali. Il disegno di legge prevede che:
- Il servizio svolto nelle scuole paritarie venga equiparato, ai fini della carriera e dell’anzianità, a quello maturato nelle scuole statali.
- Tali periodi potranno essere conteggiati in sede di ricostruzione della carriera o nei concorsi pubblici ad accesso riservato.
- Si prevede una revisione della normativa di riconoscimento servizio insegnanti, andando a modificare l’attuale articolo 485 che esclude esplicitamente i servizi non statali.
L’aspetto più immediato riguarda il computo dell’anzianità: la valorizzazione dell’esperienza pregressa consentirebbe a molti docenti di accedere prima agli scatti stipendiali, alla mobilità e ai concorsi riservati, sanando una discriminazione che si protrae da anni.
Le reazioni dei docenti e del mondo scolastico
L’introduzione della proposta di legge ha riscosso ampio consenso tra i docenti delle scuole paritarie e non solo. I sindacati di categoria, le associazioni professionali e i gruppi di insegnanti hanno salutato con favore un provvedimento che, pur non ancora approvato e operativo, rappresenta una risposta concreta alle richieste di giustizia e pari dignità lavorativa.
Molte testimonianze di docenti raccolte in questi giorni evidenziano un senso di frustrazione e precarietà legato al fatto che l’esperienza accumulata nelle paritarie viene oggi ignorata o sottovalutata. Spesso si tratta di professionalità di alto profilo che scelgono di impegnarsi a favore degli studenti pur in condizioni contrattuali meno stabili e con minori tutele rispetto alla scuola statale.
Il riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie viene visto come un atto di equità e rispetto del principio di pari opportunità lavorativa, anche alla luce degli effetti che ciò avrebbe sulla valorizzazione delle carriere e sulle dinamiche di mobilità dei docenti.
La posizione della Corte costituzionale e il nodo dell’articolo 485
Il quadro giurisprudenziale si è recentemente arricchito della pronuncia della Corte costituzionale, che si è espressa sulla legittimità dell’articolo 485. In una sentenza dello scorso anno (2025), la Consulta ha dichiarato “non fondata la questione di legittimità costituzionale” sollevata in relazione alle norme che escludono il servizio nelle scuole paritarie dal computo dell’anzianità ai fini della carriera.
La Corte ha riconosciuto una differenza sostanziale tra scuola statale e scuola non statale, motivando che la normativa vigente è il prodotto di una scelta discrezionale del legislatore. Tuttavia, tale presa di posizione non ha spento il dibattito, tanto che la presentazione del DdL Petrenga-Bucalo rappresenta anche una risposta politica e legislativa ad una sentenza che ha lasciato insoddisfatte molte categorie di lavoratori.
Il tema dell’articolo 485 Corte costituzionale è oggi centrale nel dibattito sulla "legge su scuole paritarie 2026": si tratta, infatti, di capire se e come potranno essere superate quelle rigidità che per lungo tempo hanno cristallizzato il sistema di progressione di carriera dei docenti.
Il nodo cruciale della copertura finanziaria
Pur suscitando ampio interesse e consenso, il disegno di legge Petrenga-Bucalo sconta già in partenza un grave limite: la totale assenza di copertura finanziaria. La relazione tecnica allegata alla proposta sottolinea come l’eventuale riconoscimento del servizio svolto nelle paritarie avrebbe inevitabilmente un impatto economico rilevante. La valorizzazione dell’anzianità comporterebbe maggiori oneri per l’Erario, dovuti agli scatti stipendiali anticipati e alla ridefinizione delle graduatorie degli insegnanti.
Nella relazione illustrativa, le stesse senatrici proponenti hanno segnalato la necessità di reperire fondi adeguati, invitando Governo e Parlamento ad individuare voci di finanziamento concrete. Senza la copertura finanziaria, il provvedimento rischia di restare privo di efficacia reale, diventando una dichiarazione di principio più che una legge applicabile.
Criticità e possibili rischi applicativi
La legge servizi paritarie senza copertura finanziaria pone diversi problemi pratici. In assenza di risorse certe, il rischio è quello di alimentare false aspettative tra i docenti, specie tra chi attende da anni una riforma sostanziale della carriera. Inoltre, si aprirebbe un potenziale contenzioso giudiziario, perché la disparità di trattamento potrebbe restare tale se il riconoscimento resterà solo sulla carta.
Tra le criticità evidenziate dagli esperti e dalle sigle sindacali emergono:
- L’impossibilità di applicare subito la norma senza appositi stanziamenti in legge di bilancio;
- La probabilità che il personale interessato presenti ulteriori ricorsi;
- La difficoltà di armonizzare la nuova legge con il quadro normativo vigente, soprattutto rispetto ai concorsi e agli ingressi nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento);
- Il rischio che le scuole paritarie possano essere utilizzate come “bacini di precariato” senza reali prospettive di stabilizzazione.
Alcuni analisti sottolineano inoltre come la mancanza di copertura possa incidere anche sul dimensionamento degli organici e sulla tenuta dei conti pubblici in una fase caratterizzata dalla necessità di rigore finanziario.
Prospettive future per la carriera degli insegnanti delle paritarie
Alla luce delle deliberazioni parlamentari attualmente in corso, il futuro della carriera insegnanti scuole paritarie è ancora incerto. Il segnale politico lanciato dal disegno di legge Petrenga-Bucalo è forte ma, come rilevano molti operatori, servirà una strategia condivisa per garantirne la reale applicabilità.
Le opzioni possibili comprendono:
- L’inserimento di specifiche coperture finanziarie nella Legge di Bilancio 2027;
- La definizione di un percorso graduale per il riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie, legato a tetti di spesa e a criteri oggettivi;
- L’istituzione di tavoli tecnici tra Governo, Ministero dell’Istruzione, sindacati e associazioni delle scuole paritarie per valutare costi, benefici e impatto sulla qualità dell’offerta formativa.
Questi passaggi sono determinanti per fare in modo che il riconoscimento carriera docente paritarie non resti un’illusione, ma possa tradursi in un diritto concreto, garantendo ai docenti delle paritarie dignità e prospettive di crescita.
Conclusioni
Il disegno di legge Petrenga-Bucalo rappresenta, senza dubbio, una svolta attesa da anni da parte dei docenti delle scuole paritarie. La proposta di riconoscere il servizio maturato nelle paritarie ai fini della carriera segna una possibile fine delle discriminazioni tra personale statale e non statale e rafforza il principio di sussidiarietà e pluralismo scolastico.
Tuttavia, l’assenza di copertura finanziaria rischia di vanificare le buone intenzioni del legislatore, rendendo il provvedimento inattuabile almeno nel breve periodo. Sarà quindi fondamentale che Governo e Parlamento individuino risorse ad hoc e costruiscano un confronto costruttivo con tutte le parti in causa. Solo così la legge su scuole paritarie 2026 potrà rappresentare una vera innovazione normativa e sociale, ponendo finalmente su un piano di equità il servizio svolto in tutte le scuole riconosciute dallo Stato.
In attesa di sviluppi parlamentari e di una concreta definizione degli aspetti finanziari, resta alta l’attenzione degli insegnanti e degli operatori scolastici. Il prossimo futuro potrebbe segnare una svolta storica nella valorizzazione della professionalità docente, nel segno dell’inclusione, della giustizia e del riconoscimento dei meriti maturati anche fuori dal sistema statale.