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Decreto scuola approvato: previsto un massimo del 30% di studenti stranieri per classe. La soddisfazione della presidente Meloni
Scuola

Decreto scuola approvato: previsto un massimo del 30% di studenti stranieri per classe. La soddisfazione della presidente Meloni

Il CdM approva il decreto: limite del 30% agli alunni stranieri nelle classi prime, stop a burqa e niqab, multe fino a 1.000 euro anche ai genitori.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 24 settembre 2026 il decreto legge sulla scuola che introduce il tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi prime, il divieto di burqa e niqab negli istituti e sanzioni fino a 1.000 euro per genitori inadempienti. Il pacchetto arriva con un fondo da 17,5 milioni per le scuole che non riusciranno a rispettare il limite, altri 14 milioni per la digitalizzazione dei servizi amministrativi e 30 milioni per la nuova filiera tecnologico-professionale che ridenomina istituti tecnici e professionali in 'licei'. Il testo dà seguito alle anticipazioni della premier sulle classi-ghetto delle scorse settimane.

Il tetto del 30% e le classi coinvolte

Nel decreto scuola il tetto si applica in modo differenziato tra i cicli. Nella scuola primaria il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana nati all'estero o senza almeno due anni di scuola dell'infanzia in Italia. Nelle secondarie di primo e secondo grado si applica agli studenti stranieri privi di almeno tre anni scolastici completati con esito positivo nel sistema nazionale. Sono 34.000 le classi che oggi superano la soglia, ha spiegato il ministro Giuseppe Valditara dopo il Cdm, ricordando che i ragazzi di prima generazione hanno mediamente un anno in meno di preparazione sull'italiano e che la dispersione implicita si ferma al 5,7% per gli studenti italiani ma sale al 10% per gli stranieri. Gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane sono circa 850.000, concentrati per il 63% nelle regioni del Nord.

Sanzioni identiche per burqa e mancato italiano dei genitori

La bozza vieta di partecipare alle attività scolastiche 'con il volto coperto', salvo ragioni sanitarie o di sicurezza, con multa da 200 a 1.000 euro applicata ai genitori quando la violazione è commessa da un minore. La stessa forbice sanzionatoria colpisce chi non frequenta il percorso di apprendimento dell'italiano attivato dai servizi sociali, dopo la segnalazione della scuola per 'persistenti barriere linguistiche' del nucleo familiare. La prima versione del testo prevedeva anche il collocamento del minore fuori dalla famiglia in caso di inosservanza, richiamando l'articolo 1, comma 2, della legge 21/1991. Sul fronte finanziario il fondo linguistico da 17,5 milioni si articola in 3,4 milioni per il 2027 e 14,1 milioni a decorrere dal 2028, mentre gli istituti tecnici e professionali assumono le denominazioni di 'licei tecnologici' e 'licei professionali' con 20 milioni per il 2026 e 10 milioni per il 2027 destinati alla filiera.

Le opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento. La segretaria del Pd Elly Schlein definisce il decreto 'vergognoso' e una 'caccia alle streghe sulla pelle dei bambini', ricordando i 68 crolli scolastici dell'ultimo anno, gli 80mila infortuni segnalati e i costi dei libri di testo oltre i 500 euro per famiglia. Il testo passa ora al vaglio del Parlamento per la conversione in legge entro 60 giorni; gli emendamenti attesi in commissione riguarderanno soprattutto l'articolo sul collocamento del minore fuori dalla famiglia in caso di inadempienza dei genitori.

Domande frequenti

A quali classi si applica il limite del 30% di studenti stranieri per classe?

Il tetto del 30% si applica alle classi prime, ma con criteri diversi a seconda del ciclo scolastico. Nella primaria riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana nati all'estero o senza almeno due anni di scuola dell'infanzia in Italia; nelle secondarie si applica agli studenti stranieri senza almeno tre anni scolastici completati con esito positivo nel sistema nazionale.

Cosa prevede il decreto riguardo al burqa e niqab nelle scuole?

Il decreto vieta di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, come nel caso di burqa e niqab, salvo motivi sanitari o di sicurezza. In caso di violazione da parte di minori, la sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro è a carico dei genitori.

Quali sono le sanzioni per i genitori che non fanno apprendere l'italiano ai figli?

I genitori che non fanno frequentare ai figli il percorso di apprendimento dell'italiano, dopo la segnalazione della scuola per persistenti barriere linguistiche, possono essere multati da 200 a 1.000 euro. Inizialmente era previsto anche il collocamento del minore fuori dalla famiglia, ma questo punto sarà oggetto di emendamenti parlamentari.

Quali risorse economiche sono previste dal decreto per le scuole?

Il decreto stanzia 17,5 milioni di euro per le scuole che non riescono a rispettare il limite del 30%, 14 milioni per la digitalizzazione dei servizi amministrativi e 30 milioni per la nuova filiera tecnologico-professionale. Queste risorse sono suddivise su più anni per sostenere l'attuazione delle nuove misure.

Come cambiano le denominazioni degli istituti tecnici e professionali?

Il decreto prevede che gli istituti tecnici e professionali assumano le nuove denominazioni di 'licei tecnologici' e 'licei professionali'. Sono previsti 20 milioni di euro per il 2026 e 10 milioni per il 2027 destinati a questa trasformazione della filiera.

Pubblicato il: 24 settembre 2026 alle ore 17:20

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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