Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei, pubblicate dal Ministero il 22 aprile 2026 e ancora in fase di consultazione, spostano la Divina Commedia dal quinto anno al secondo biennio. Per docenti, dirigenti e studenti, la finestra per rispondere al questionario pubblico scade il 31 maggio: restano dieci giorni.
La riforma ridisegna l'intero programma di italiano nel triennio. La lettura diretta dei testi sostituisce l'approccio per correnti letterarie, e i classici vengono ridistribuiti tra gli anni. Le discussioni tra docenti si sono concentrate su due cambiamenti in particolare: i Promessi Sposi spostati al quarto anno e Dante che lascia il quinto. Controversie sulle nuove Indicazioni Nazionali: il dibattito nel mondo della scuola
Cosa prevede il testo su Dante e il secondo biennio
La bozza delle indicazioni nazionali ridistribuisce lo studio della Commedia tra il terzo e il quarto anno. Il testo ministeriale non elimina Dante: chiede che vengano letti brani significativi di tutte e tre le cantiche, con la guida dell'insegnante, ricostruendo il percorso narrativo dell'intera opera. Nel secondo biennio, gli studenti dovranno affrontare almeno sei libri integrali in due anni, tra cui i Promessi Sposi spostati dal secondo anno dove erano tradizionalmente collocati.
Il documento avverte contro le letture semplicistiche: le indicazioni considerano un errore didattico ridurre l'episodio di Paolo e Francesca (Canto V dell'Inferno) a un "documento di femminicidio". E' una delle "semplificazioni seducenti ma fuorvianti" che il testo ministeriale chiede ai docenti di evitare. Un avvertimento esplicito che segnala l'intenzione di non sacrificare la complessita' letteraria sull'altare della contemporaneizzazione forzata.
Il quarto anno impossibile: cinque secoli di letteratura in dodici mesi
Il problema pratico e' il quarto anno. Con le nuove indicazioni, un singolo anno scolastico dovrebbe coprire: i Promessi Sposi nella loro interezza, il Purgatorio e il Paradiso dantesco, e tutta la letteratura italiana dal Quattrocento al primo Ottocento. Cinque secoli di produzione letteraria compressi in dodici mesi, insieme ai due terzi della Commedia.
La tradizione scolastica italiana aveva trovato un equilibrio funzionale: una cantica per anno nell'ultimo triennio. L'Inferno in terza, il Purgatorio in quarta, il Paradiso in quinta. Il Paradiso - la cantica piu' densa sul piano teologico e filosofico - coincideva con il momento di maggiore maturita' degli studenti, a ridosso dell'esame di Stato. Uno schema che aveva anche una logica di complessita' crescente.
Lo schema era gia' stato messo in discussione negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, quando alcuni docenti avevano concentrato la Commedia nel biennio terzo-quarto anno. Ci ripensarono dopo che gli esami di Stato del 2005 e del 2007, con il ministro Fioroni, assegnarono testi del Paradiso nella tipologia A. Il Paradiso torno' di colpo centrale nella preparazione alla maturita', e con esso la lettura in quinta.
Con il nuovo schema, il quinto anno perde sia il Paradiso sia la copertura sistematica del Novecento. La domanda concreta che l'attuale bozza non risponde e': chi legge Montale, Svevo, Pirandello? Le nuove indicazioni nazionali non chiariscono esplicitamente dove collocare la letteratura del Novecento nel programma del triennio.
La consultazione aperta: scade il 31 maggio
Le indicazioni sono ancora provvisorie. Il Ministro Valditara ha dichiarato che le adottera' ufficialmente solo al termine del percorso di ascolto. La consultazione e' accessibile a tutte le scuole statali e paritarie attraverso un questionario di nove pagine, aperto dal 23 aprile al 31 maggio 2026. Per la prima volta, il Ministero ha inviato le indicazioni direttamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche. Sciopero della scuola: prove Invalsi e indicazioni nazionali sotto accusa
L'entrata in vigore e' prevista in forma sperimentale da settembre 2027. L'adozione completa e' attesa per il 2032. Le scuole che intendono rispondere prima della scadenza trovano il testo completo della bozza sul portale del Ministero dell'Istruzione - Indicazioni Nazionali per i Licei. La scuola italiana tra economia e formazione: le nuove sfide
Il primo anno di maturita' con il programma completamente rinnovato sara' il 2031-2032. Docenti e studenti hanno dieci giorni per rispondere al questionario e orientare le scelte finali del Ministero.
Domande frequenti
Cosa cambia per lo studio della Divina Commedia con le nuove Indicazioni Nazionali?
La Divina Commedia viene spostata dal quinto anno al secondo biennio, con la lettura di brani significativi di tutte e tre le cantiche nei terzo e quarto anno, sotto la guida dell'insegnante.
Quali sono le principali controversie sollevate dalla riforma?
Le discussioni si concentrano soprattutto sullo spostamento dei Promessi Sposi al quarto anno e l’anticipo dello studio di Dante, oltre alla difficoltà di coprire cinque secoli di letteratura in un solo anno scolastico.
Come viene trattato il tema delle semplificazioni didattiche secondo la bozza?
Le nuove indicazioni mettono in guardia contro le semplificazioni eccessive, chiedendo ai docenti di non ridurre episodi complessi, come quello di Paolo e Francesca, a letture fuorvianti o troppo attualizzate.
Quando scade la consultazione pubblica sulle nuove Indicazioni Nazionali?
La consultazione rimane aperta fino al 31 maggio 2026 e prevede la compilazione di un questionario online di nove pagine accessibile a tutte le scuole statali e paritarie.
Quando entreranno in vigore le nuove Indicazioni Nazionali e quando saranno adottate completamente?
L’entrata in vigore sperimentale è prevista da settembre 2027, mentre l’adozione completa avverrà a partire dall’anno scolastico 2031-2032.
Ci sono indicazioni chiare sulla collocazione della letteratura del Novecento nel nuovo programma?
La bozza non chiarisce esplicitamente dove sarà trattata la letteratura del Novecento, lasciando in sospeso la questione della lettura di autori come Montale, Svevo e Pirandello.