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Da Parma il caso che dimostra: 'W l'amore' funziona, ma l'Italia frena
Scuola

Da Parma il caso che dimostra: 'W l'amore' funziona, ma l'Italia frena

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A Parma 'W l'amore' ha dato a una tredicenne la forza di denunciare. L'Italia resta tra i 7 Paesi UE senza obbligo di educazione affettiva.

Una tredicenne ha scelto il tema dell'esame di terza media per rompere anni di silenzio: nelle righe della prova di italiano ha descritto le molestie subite a 10 anni dal cugino, un 38enne che ha poi patteggiato un anno per violenza sessuale. A darle gli strumenti per farlo è stato "W l'amore", un percorso di educazione affettiva svolto in classe. La vicenda, resa nota dall'ANSA il 19 maggio, solleva una domanda diretta: perché quel percorso non è garantito a tutti gli studenti italiani?

Il percorso che ha trasformato il silenzio in denuncia

"W l'amore" è un programma sviluppato dal modello olandese "Long Live Love", attivo in Emilia-Romagna dal 2013. Si articola in sette lezioni dedicate alle classi terze della scuola secondaria di primo grado: corpo, confini fisici ed emotivi, consenso, relazioni affettive. In cinque anni scolastici ha coinvolto circa 15.000 studenti, 500 tra insegnanti ed educatori formati, 1.000 genitori e una quarantina di scuole della regione.

Il progetto è coordinato dalle aziende sanitarie locali e prevede la formazione preventiva degli insegnanti prima dell'avvio in classe. I dati mostrano un alto gradimento: l'88% delle ragazze e il 92% dei ragazzi dichiara di sentirsi a proprio agio affrontando questi temi. La studentessa ha spiegato: "Durante le lezioni ho capito che dovevo trovare il coraggio di parlare, che è giusto non tenersi tutto dentro. A scuola mi sono sempre sentita ascoltata". Prima ha scritto la sua storia nel tema, poi l'ha raccontata davanti alla commissione esaminatrice: da quel momento, la scuola ha trasformato un segreto in una denuncia formale.

L'Italia tra i 7 Paesi UE senza obbligo

Almeno venti Paesi europei hanno reso obbligatoria l'educazione sessuale e affettiva: la Svezia dal 1955, la Germania dal 1968, la Francia dal 1998. L'Italia è rimasta tra i sette che ancora non ce l'hanno, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Ungheria. Senza un obbligo nazionale, l'accesso a programmi come "W l'amore" dipende dalla regione, dalla scuola e dalla dirigenza: un'ineguaglianza geografica senza equivalenti nella maggior parte dell'Europa occidentale.

Solo 10 Paesi europei hanno sviluppato percorsi completi che includono emozioni, rispetto del corpo e consenso - non limitati alla sola anatomia riproduttiva - secondo le stime UNESCO. La mancanza di un piano nazionale mette l'educazione affettiva tra le sfide strutturali della scuola italiana, in ritardo rispetto alla gran parte dei partner europei.

Il 3 dicembre 2025 la Camera ha approvato il ddl Valditara con 151 voti favorevoli e 113 contrari: il testo introduce il consenso scritto dei genitori per qualsiasi attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie e superiori. Le scuole dovranno fornire i materiali in anticipo e, in assenza di autorizzazione familiare, garantire attività formative alternative agli studenti esclusi. Il testo è ora all'esame del Senato. Sul tema si moltiplicano le proteste: a Gallarate un attivista si è incatenato per l'educazione sessuale a scuola.

Quando il consenso dei genitori diventa un ostacolo

Per molti bambini che subiscono abusi in famiglia, la scuola è l'unico spazio in cui trovare un adulto di fiducia. Il caso di Parma lo mostra: l'abuso è avvenuto a 10 anni, la rivelazione è arrivata tre anni dopo, quando un programma di educazione affettiva aveva dato alla ragazza le parole per riconoscerlo e un contesto protetto per dirlo. Il dibattito su sessualità e scuola coinvolge anche altri fronti: la maestra sospesa dopo la segnalazione su OnlyFans è tornata in cattedra solo dopo mesi di lotta legale.

Subordinare l'accesso a questi percorsi al consenso familiare scritto significa ridurre esattamente quella finestra: nelle famiglie dove avvengono gli abusi, i genitori possono essere parte del problema, non la soluzione. Il Senato deve ancora votare il ddl. La storia di questa studentessa offre già una risposta: "W l'amore" non ha sostituito la famiglia, ha colmato il vuoto che quella famiglia non era in grado di riempire.

Domande frequenti

Che cos'è il programma 'W l'amore' e come funziona?

'W l'amore' è un percorso di educazione affettiva ispirato al modello olandese 'Long Live Love', attivo in Emilia-Romagna dal 2013. Si compone di sette lezioni rivolte alle classi terze della scuola secondaria di primo grado, trattando temi come corpo, confini, consenso e relazioni affettive.

Quali risultati ha ottenuto 'W l'amore' nelle scuole italiane?

Il programma ha coinvolto circa 15.000 studenti, 500 insegnanti ed educatori e 1.000 genitori in circa quaranta scuole. I dati mostrano un alto gradimento: l’88% delle ragazze e il 92% dei ragazzi si sentono a proprio agio affrontando questi temi.

Perché in Italia l'educazione affettiva non è obbligatoria come in altri Paesi europei?

L'Italia è uno dei sette Paesi UE che non hanno introdotto l'obbligo nazionale per l'educazione sessuale e affettiva. L'accesso a questi programmi dipende dalla regione e dalla singola scuola, creando forti disuguaglianze geografiche rispetto alla maggior parte dell’Europa occidentale.

Cosa prevede il ddl Valditara sull'educazione sessuale e affettiva?

Il ddl Valditara introduce l'obbligo del consenso scritto dei genitori per qualsiasi attività di educazione sessuale e affettiva nelle scuole medie e superiori. Le scuole dovranno fornire i materiali in anticipo e, in caso di mancata autorizzazione, garantire attività formative alternative.

Quali sono i rischi nel subordinare questi percorsi al consenso familiare?

Subordinare l'accesso ai programmi al consenso scritto dei genitori può escludere proprio quei minori che vivono in famiglie problematiche o dove avvengono abusi. In questi casi, la scuola può essere l'unico luogo sicuro in cui trovare sostegno e adulti di riferimento.

Come ha aiutato il programma 'W l’amore' la studentessa di Parma?

Il programma ha fornito alla ragazza gli strumenti per riconoscere e verbalizzare l'abuso subito, permettendole di trovare il coraggio di denunciare e trasformare il silenzio in una richiesta di aiuto. La scuola, in questo caso, ha colmato un vuoto lasciato dalla famiglia.

Pubblicato il: 20 maggio 2026 alle ore 08:30

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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