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Comandi dei docenti e dirigenti 2026/27: scadenza e requisiti
Scuola

Comandi dei docenti e dirigenti 2026/27: scadenza e requisiti

Disponibile in formato audio

Circolare MIM n.126532 del 20/5/2026: 150 posti totali per comandi docenti e dirigenti. Scadenza 15 giugno ore 23.59, la domanda spetta all’ente.

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato il 20 maggio 2026 la circolare n. 126532 per i comandi di docenti e dirigenti scolastici nell’a.s. 2026/27. La scadenza per le domande è le ore 23.59 del 15 giugno 2026, circa tre settimane più tardi rispetto agli anni precedenti: 24 maggio nel 2024 e 25 maggio nel 2023. I posti disponibili a livello nazionale restano al massimo 150, un tetto operativo dal 2023/2024.

Come funziona la domanda

I comandi si dividono in due regimi distinti. Per la parte A (comandi connessi all’autonomia scolastica), i contingenti per il triennio 2025/2026-2027/2028 sono già stati definiti dalla nota prot. n. 71700 del 9 maggio 2025 e restano confermati. Le posizioni vacanti per rinunce o revoche vengono coperte tramite scorrimento delle graduatorie delle selezioni 2025; se esaurite, si apre una nuova procedura. Le contestazioni emerse nel concorso per dirigenti scolastici in Campania mostrano quanto sia rilevante la correttezza formale in questo tipo di selezioni.

Per la parte B (enti di contrasto alle dipendenze e associazioni professionali), la finestra si apre adesso e scade il 15 giugno 2026. La richiesta non la presenta il singolo docente o dirigente: sono gli enti e le associazioni a inviare l’istanza al MIM, allegando una scheda in formato Excel e la dichiarazione di assenso dell’interessato. I nominativi vengono indicati in ordine di priorità. Le richieste incomplete o inviate dai diretti interessati non vengono esaminate. Possono fare domanda:

  • Enti di contrasto alle dipendenze (DPR 309/1990): strutture che operano nella prevenzione, cura e reinserimento di tossicodipendenti. Il docente indicato deve aver frequentato i corsi previsti dall’art. 105, c. 5 del DPR 309/90.
  • Associazioni professionali e di ricerca didattica: associazioni del personale direttivo e docente, enti cooperativi e istituzioni attive nella formazione e ricerca educativa.

Fuori ruolo: effetti su carriera e sede

Il personale in comando è collocato in posizione di fuori ruolo. Il servizio prestato conta come servizio d’istituto per tutte le progressioni di carriera e le posizioni retributive. Per i dirigenti scolastici, soggetti al sistema di valutazione introdotto dal decreto Valditara, il periodo in fuori ruolo non interrompe il computo del servizio utile.

La durata del comando determina il destino della sede di titolarità: fino a 5 anni consecutivi si rientra nella sede originaria al termine dell’incarico; oltre i 5 anni continuativi si perde la titolarità, ma si conserva la priorità di reintegro secondo le modalità del CCNI mobilità. I periodi in posizione di comando si sommano se tra gli stessi non vi sia soluzione di continuità.

Il termine del 15 giugno ore 23.59 è tassativo: nessuna domanda arrivata dopo quella data viene presa in considerazione. Chi è interessato a un comando deve coordinarsi con gli enti o le associazioni di riferimento prima della scadenza, verificando i requisiti previsti dall’art. 26 della legge 448/1998 - testo vigente su Normattiva.

Domande frequenti

Qual è la scadenza per presentare domanda di comando per l’anno scolastico 2026/27?

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata alle ore 23.59 del 15 giugno 2026. Dopo questa data, nessuna domanda verrà presa in considerazione.

Quali sono i requisiti per poter essere comandati presso enti di contrasto alle dipendenze?

Il docente deve essere indicato da un ente riconosciuto e aver frequentato i corsi previsti dall’art. 105, comma 5 del DPR 309/90. Non è possibile presentare la domanda a titolo personale.

Chi può presentare la domanda di comando per la parte B (enti e associazioni)?

La domanda viene presentata dagli enti di contrasto alle dipendenze o dalle associazioni professionali e di ricerca didattica, non dai singoli docenti o dirigenti. Gli enti devono allegare una scheda Excel e la dichiarazione di assenso dell’interessato.

Cosa succede alla sede di titolarità dopo un periodo di comando?

Se il comando dura fino a 5 anni consecutivi, al termine si rientra nella sede originaria. Oltre i 5 anni continuativi si perde la titolarità, ma si conserva la priorità di reintegro secondo le regole del CCNI mobilità.

Il periodo in comando influisce sulla progressione di carriera e sulla retribuzione?

Sì, il servizio prestato in posizione di comando è considerato servizio d’istituto valido per tutte le progressioni di carriera e posizioni retributive. Per i dirigenti scolastici, non interrompe il computo del servizio utile secondo il sistema di valutazione vigente.

Pubblicato il: 20 maggio 2026 alle ore 13:48

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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