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Coma etilico in gita, i prof non vengono pagati: cosa non funziona
Scuola

Coma etilico in gita, i prof non vengono pagati: cosa non funziona

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Una 15enne in coma etilico a Ostuni riaccende il dibattito. In 4 gite su 10 mancano accompagnatori. Zero compenso garantito, responsabilità penale h24.

Una studentessa di quindici anni portata al pronto soccorso in piena notte ad Ostuni, con i compagni chiusi in camera per paura delle punizioni e i professori svegliati alle 4. Il caso di coma etilico avvenuto durante una gita scolastica il 3-4 maggio ha fatto il giro dei media, ma c'è una domanda che resta sullo sfondo: quanti docenti accettano turni di sorveglianza h24 senza compenso dedicato, con responsabilità penale su ogni imprevisto?

La notte a Ostuni: i fatti

La studentessa, iscritta all'istituto Corridoni Campana di Osimo (Ancona), aveva nascosto vodka in una borraccia e bevuto insieme ad alcuni compagni durante la serata. Quando ha perso i sensi, i compagni hanno esitato ad allertare i professori per timore delle punizioni. Alla fine si sono decisi, i soccorsi sono stati tempestivi e la ragazza è stata trasportata in ospedale con sintomi da coma etilico. Dopo una notte in osservazione è stata dimessa; ora sta bene. La scuola ha emesso note disciplinari per gli studenti coinvolti.

La dirigente, svegliata dai docenti attorno alle 4 di notte, ha gestito l'emergenza a distanza. Rientrata la crisi, ha voluto spendere parole di apprezzamento per gli insegnanti accompagnatori.

Zero compenso dedicato, responsabilità penale h24

Allo stesso stipendio: è questa la frase che fotografa il problema strutturale. I docenti che accompagnano gli studenti in gita non hanno una voce contrattuale specifica. Le ore rientrano nelle "ore aggiuntive non d'insegnamento" del CCNL scuola, a 17,50 euro lordi l'ora (circa 12 euro netti). Ma quella tariffa si applica solo se il Fondo d'istituto lo prevede, previo accordo con la RSU. In molti casi non succede e le ore notturne di sorveglianza rimangono non retribuite.

A questo si aggiunge la responsabilità penale. Il docente accompagnatore risponde per culpa in vigilando 24 ore su 24, per tutta la durata del viaggio, incluse le notti in hotel. In caso di incidenti, le denunce possono arrivare dagli stessi genitori degli studenti. Un'indagine rivela perché i docenti rifiutano di fare da accompagnatori in gita: il rischio legale è la prima motivazione per il 48,8% degli intervistati. I rischi non vengono solo dagli studenti: un autista di bus scolastico trovato ubriaco dalla polizia ha mostrato quanto sia imprevedibile la catena di responsabilità durante le uscite didattiche.

Il risultato è che in quasi 4 gite su 10 saltano perché non si trovano docenti disponibili. E dal lato degli studenti, nel 2026 il 44% rinuncia al viaggio d'istruzione per ragioni economiche, secondo i dati del CNDDU (Coordinamento Nazionale Docenti Diritto all'Istruzione). Le gite scolastiche si contraggono da entrambi i lati: mancano gli accompagnatori e mancano le famiglie in grado di pagare.

La diaria promessa da Valditara

Al congresso CISL Scuola di Trieste, nel giugno 2025, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha dichiarato di voler "ripristinare la diaria per i viaggi di studio": un compenso giornaliero per i docenti accompagnatori, abolito in passato insieme ad altri istituti di welfare del comparto scuola. A quasi un anno dalla dichiarazione, non risultano fondi stanziati né un provvedimento normativo concreto.

Alcune dirigenti nel frattempo si muovono in autonomia per tutelare il benessere della comunità scolastica. È il caso di la preside che ha scelto di eliminare i compiti durante le vacanze di Pasqua: iniziative nate dal basso, in assenza di indirizzi nazionali chiari sui carichi di lavoro del personale scolastico.

La studentessa di Osimo è fuori pericolo e le note disciplinari sono state emesse. Ma chi va in gita con i ragazzi lo fa ancora senza compenso garantito, con responsabilità penale per 24 ore consecutive, e sapendo che un processo potrebbe aspettarlo al rientro. La prossima gita che salta per mancanza di accompagnatori non farà notizia.

Domande frequenti

Cosa è successo durante la gita scolastica a Ostuni?

Una studentessa di quindici anni ha avuto un coma etilico dopo aver bevuto vodka nascosta in una borraccia. È stata soccorsa tempestivamente dai docenti e portata in ospedale, dove si è ripresa dopo una notte in osservazione.

Quali sono i problemi principali per i docenti che accompagnano gli studenti in gita?

I docenti hanno una responsabilità penale continua durante la gita, ma spesso non ricevono alcun compenso aggiuntivo o solo una paga minima, se prevista dal Fondo d'istituto. Questo porta molti insegnanti a rifiutare di accompagnare le classi, causando spesso la cancellazione delle gite.

Cosa prevede attualmente il contratto per il pagamento dei docenti accompagnatori?

Le ore di accompagnamento sono considerate 'ore aggiuntive non d'insegnamento', retribuite solo se il Fondo d'istituto lo consente e previo accordo con la RSU, con una tariffa di circa 12 euro netti l'ora. In molti casi, però, le ore notturne non vengono retribuite.

Ci sono novità in arrivo per il compenso dei docenti durante le gite?

Il ministro Valditara ha dichiarato l’intenzione di ripristinare una diaria per i docenti accompagnatori, ma finora non sono stati stanziati fondi né emanati provvedimenti concreti. La situazione, quindi, rimane invariata.

Quali sono le conseguenze della mancanza di docenti accompagnatori sulle gite scolastiche?

Quasi 4 gite su 10 vengono annullate per mancanza di docenti disponibili, mentre dal lato degli studenti, una percentuale crescente rinuncia per motivi economici. Questo fenomeno contribuisce alla riduzione complessiva delle uscite didattiche.

Pubblicato il: 5 maggio 2026 alle ore 07:29

Redazione EduNews24

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