Al Comprensivo Orsa Maggiore del quartiere Torrino, a Roma, il 7 ottobre 2026 è stato presentato Behind Your Screen, un progetto didattico di educazione civica dedicato a disinformazione e cittadinanza digitale critica. Alla dirigente Ida Romano è toccato aprire la mattinata: il progetto, ha detto, è stato accolto dall'istituto con entusiasmo e il feedback dei ragazzi è stato il vero motore del percorso.
Chi porta Behind Your Screen nelle scuole
Il progetto è ideato dalla società di formazione Vik School, guidata da Pasquale Battaglia, e viaggia con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, rappresentata alla presentazione da Claudio Casini. I numeri comunicati dai promotori durante i tre lanci dell'agenzia Adnkronos oscillano fra le 15 scuole indicate da Casini e la ventina di istituti citata da Battaglia, da Piemonte a Sicilia, per oltre 3.500 studenti coinvolti. A Roma, oltre all'Orsa Maggiore, l'iniziativa è approdata in un secondo istituto. Nessun sito dedicato al progetto risulta attivo al momento della presentazione, e non sono stati diffusi dati di valutazione d'impatto, materiali didattici pubblici né budget.
Perché l'educazione digitale non è più rinviabile: i numeri
Il contesto in cui Behind Your Screen entra nelle classi è pesante. Secondo l'indagine Save the Children diffusa per il Safer Internet Day 2026, il 47,1% dei ragazzi fra 15 e 19 anni ha subito episodi di cyberbullismo: messaggi offensivi, minacce, esclusione da chat e gruppi. Nel 2020 la stessa quota era al 34,1%. In sei anni il fenomeno è cresciuto di tredici punti.
L'indagine Istat sui giovanissimi, basata su circa 100mila intervistati fra 11 e 19 anni, mostra che un terzo (34%) è vittima di vessazioni online e che il 7,8% le subisce con frequenza almeno mensile. Fra chi guarda al futuro con timore, la quota sale al 42,1% fra le ragazze contro il 23,1% dei ragazzi, un gap di genere che pesa anche sull'esposizione agli abusi digitali e che nei materiali di presentazione del progetto non viene esplicitato come asse di lavoro. Il tema, intanto, resta sul tavolo di molti istituti: a inizio ottobre, per esempio, il percorso di peer education Ti Rispetto contro il cyberbullismo ha raddoppiato il numero di studenti ambasciatori. I dati Istat su relazioni e comportamenti dei giovanissimi confermano che la rete amicale si costruisce ormai soprattutto online: il 48,7% degli 11-19enni comunica con gli amici più volte al giorno via chat.
Dove si incastra con le 33 ore obbligatorie di educazione civica
Dall'anno scolastico 2026/27 il nuovo curricolo del primo ciclo entra in vigore sulla scia del DM 221/2025 e tiene insieme tre nuclei: Costituzione, Sviluppo sostenibile e Cittadinanza digitale. Le linee guida ministeriali sull'insegnamento dell'educazione civica fissano 33 ore annuali per tutti gli ordini di scuola, con la cittadinanza digitale già inserita fra i traguardi di competenza. Un progetto esterno come Behind Your Screen può integrare il monte ore, non sostituirlo: le classi coinvolte riconoscono le attività dentro il voto di educazione civica, mentre quelle non coinvolte lavorano comunque con il docente coordinatore.
La questione, allora, è come innestarsi su strutture che molte scuole hanno già costruito da sole. L'esperienza del piano Agenda Sud e Nord nelle scuole italiane mostra che le reti fra istituti si attivano anche senza finanziamenti aggiuntivi quando c'è un coordinamento riconosciuto. Allo stesso modo, percorsi come le Romanae Disputationes 2027 sulla cittadinanza critica sono passati da 950 a 5.000 iscritti in quattro anni spingendo sul lavoro d'aula e sul confronto fra studenti, non su spot formativi.
Per i dirigenti scolastici il nodo è di merito: a parità di 33 ore, scegliere i progetti esterni che danno strumenti ripetibili dal docente dopo la fine del percorso e che rendicontano risultati, non solo partecipazione. Behind Your Screen ha dalla sua la copertura europea e un tema che le indagini confermano come urgente; manca ancora la parte verificabile, cioè materiali, metodologia e numeri di impatto pubblici. È lì che si gioca la differenza fra un progetto che resta e uno che passa.
Domande frequenti
Che cos'è il progetto Behind Your Screen?
Behind Your Screen è un progetto didattico di educazione civica dedicato a disinformazione e cittadinanza digitale critica, presentato il 7 ottobre 2026 presso l'Istituto Comprensivo Orsa Maggiore di Roma.
Chi organizza e sostiene il progetto Behind Your Screen?
Il progetto è ideato dalla società di formazione Vik School, guidata da Pasquale Battaglia, e gode del patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.
In quante scuole e con quanti studenti è stato attivato il progetto?
Secondo i promotori, il progetto ha coinvolto tra 15 e 20 istituti scolastici, da Piemonte a Sicilia, per un totale di oltre 3.500 studenti.
Come si integra Behind Your Screen con le 33 ore obbligatorie di educazione civica?
Behind Your Screen può integrare le 33 ore annuali di educazione civica previste dal curricolo scolastico, ma non le sostituisce; le attività svolte possono essere riconosciute all'interno della valutazione di educazione civica.
Sono disponibili materiali, dati di impatto o un sito ufficiale del progetto?
Al momento della presentazione non risultano attivi un sito ufficiale, materiali didattici pubblici né dati di valutazione d'impatto o informazioni sul budget del progetto.
Perché è importante un progetto sulla cittadinanza digitale come Behind Your Screen?
I dati recenti mostrano un aumento significativo di episodi di cyberbullismo tra i giovani, rendendo urgente l'educazione alla cittadinanza digitale critica e la prevenzione di abusi online.