Un gruppo del CEINGE Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore e del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università Federico II di Napoli ha pubblicato su Molecular Therapy una mappa degli organi che guidano la risposta immunitaria ai vaccini mRNA: muscolo e milza. Il lavoro, firmato in ultima posizione da Nicola Zambrano ed Emanuele Sasso, è uscito il 7 ottobre 2026 ed è in open access.
Che cosa hanno fatto a Napoli
Il titolo del paper è «Tissue-specific silencing of synthetic mRNAs by de-targeting elements maps vaccination-competent tissues and allows Cas9 de-immunization». Il gruppo napoletano ha disegnato mRNA sintetici inserendo nella sequenza elementi responsivi a microRNA espressi solo in certi tessuti: quando il costrutto arriva, per esempio, al fegato, i microRNA epatici lo spengono; dove quei microRNA non ci sono, l'mRNA viene tradotto normalmente.
Spegnendo l'espressione un organo alla volta, i ricercatori hanno potuto misurare quali tessuti contano davvero per attivare le difese. La risposta: muscolo scheletrico e milza. Fegato e altri distretti contribuiscono poco. In modelli preclinici il meccanismo ha retto anche con un antigene SARS-CoV-2 veicolato dalle stesse nanoparticelle lipidiche usate dai vaccini Covid, confermando che la geografia dell'immunità da mRNA è più stretta di quanto si pensasse.
Perché conta per l'editing genetico
Il passaggio tecnico più nuovo è la de-immunizzazione di Cas9. L'enzima batterico usato da CRISPR per tagliare il DNA è, dal punto di vista dell'organismo umano, un invasore: dopo una somministrazione il sistema immunitario produce anticorpi e cellule T specifiche. Da quel momento le terapie di editing non si possono ripetere, perché la seconda dose viene neutralizzata prima di funzionare. È uno degli ostacoli pratici al passaggio di CRISPR dalla ricerca alla clinica di massa.
Applicando il de-targeting nei tessuti immunocompetenti identificati, lo studio mostra che si può ridurre la produzione di anticorpi contro Cas9 senza perdere l'effetto terapeutico nell'organo bersaglio. La stessa logica serve a chi usa l'mRNA per far produrre al corpo una proteina mancante: nelle malattie genetiche rare e metaboliche il paziente deve ricevere la terapia a vita, e una risposta immunitaria contro la proteina sostitutiva ne azzererebbe l'efficacia. È il fronte citato da Zambrano quando parla di «terapie di mantenimento».
Siamo nel preclinico: tra la pubblicazione su Molecular Therapy e un paziente trattato passeranno almeno gli studi di fase 1 e 2. La rilevanza, però, è nel manuale di istruzioni: chi progetta un mRNA terapeutico ora sa su quali tessuti deve e non deve farlo esprimere, e ha uno strumento per disegnarlo di conseguenza. Il filone s'incrocia con una partita geopolitica più ampia, raccontata in imprese cinesi sotto sanzione USA sempre più vicine alla ricerca pubblica: chi controlla la filiera dell'RNA terapeutico controllerà una fetta del farmaco del prossimo decennio.
Un consorzio pubblico nato per il Mezzogiorno
Il CEINGE è una s.c.a.r.l. consortile a capitale interamente pubblico, fondata nel 1983 dal professor Francesco Salvatore. È nata con le leggi dell'Intervento Straordinario per il Mezzogiorno e dal 2004 occupa un edificio di oltre 8.500 metri quadri a Napoli, con 16 laboratori da circa 90 metri quadri l'uno. I soci oggi sono l'Università Federico II e l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II: la scheda istituzionale del CEINGE Biotecnologie Avanzate è la fonte di riferimento su struttura e mandato.
Nicola Zambrano è professore ordinario di Biologia Molecolare al Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche della Federico II. Emanuele Sasso è ricercatore nello stesso dipartimento. La rivista che ha accettato il lavoro, Molecular Therapy di Cell Press, nel ranking Scimago 2025 ha un SJR di 3,814 e si colloca in Q1 nella categoria Molecular Medicine, con h-index 233. Non è, insomma, una pubblicazione di contorno: è il luogo dove si pubblicano i lavori che fanno scuola nel settore della terapia genica e cellulare.
Il prossimo passo del gruppo napoletano sarà portare lo stesso schema su patologie specifiche: metaboliche rare per le proteine sostitutive, ischemie cardiache per gli effetti transitori di supporto, editing in vivo per i casi oggi fermi al primo tentativo. Sul fronte della ricerca italiana che misura e pubblica, il filone è nutrito: valgano per confronto il contributo del nostro Paese a MeerKAT e la misura del campo magnetico di Beta Pictoris b e lo studio sugli elettroni caldi mille volte più lenti con firma italiana a Groningen. Fino alla prova clinica, la ricetta sui vaccini mRNA resta sulla carta. Da adesso, però, è una ricetta scritta a Napoli.
Domande frequenti
Qual è la principale scoperta dello studio condotto dal gruppo napoletano sui vaccini mRNA?
Lo studio ha identificato muscolo scheletrico e milza come gli organi chiave nella risposta immunitaria ai vaccini mRNA, mentre fegato e altri tessuti contribuiscono poco.
In che modo la ricerca facilita l'editing genetico ripetibile?
Applicando il de-targeting nei tessuti immunocompetenti, si può ridurre la risposta immunitaria contro l'enzima Cas9, permettendo la possibilità di somministrazioni ripetute senza perdere l'efficacia terapeutica.
Quali sono le implicazioni per le terapie a base di mRNA nelle malattie genetiche rare?
La tecnologia consente di progettare mRNA terapeutici che evitano una risposta immunitaria indesiderata, rendendo più efficaci e durature le terapie sostitutive necessarie a vita per i pazienti con queste patologie.
Quali sono i prossimi passi previsti dalla ricerca del gruppo napoletano?
Il gruppo intende applicare lo schema su patologie specifiche, come malattie metaboliche rare, ischemie cardiache ed editing in vivo, proseguendo con studi preclinici prima di arrivare alle fasi cliniche.
Che cos'è il CEINGE e quale ruolo ha avuto in questa ricerca?
Il CEINGE è un consorzio pubblico di biotecnologie avanzate fondato a Napoli, che ha ospitato e supportato la ricerca insieme al Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università Federico II.
Quanto è rilevante la pubblicazione su Molecular Therapy per la comunità scientifica?
La rivista Molecular Therapy è una delle principali nel settore della terapia genica e cellulare, classificata in Q1 e con un alto impatto scientifico, conferendo grande valore e visibilità allo studio.