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Staminali umane, la memoria epigenetica decide il destino della discendenza
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Staminali umane, la memoria epigenetica decide il destino della discendenza

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Pubblicato su PRX Life uno studio guidato da Sapienza misura come le staminali umane trasmettono il destino: ricadute per oncologia e rigenerazione.

Le cellule staminali umane custodiscono una memoria epigenetica che decide, nodo dopo nodo, quando i loro discendenti smetteranno di dividersi. È la conclusione dello studio italiano Studio Inheritance Entropy su PRX Life pubblicato sulla rivista PRX Life dell'American Physical Society, condotto su 32 colonie clonali umane da un team guidato dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con il CNR-Istituto Sistemi Complessi.

Lo studio: 32 colonie umane sotto la lente

Il lavoro firma 17 autori distribuiti tra Sapienza, CNR-ISC, Istituto Italiano di Tecnologia, INFN, Università Federico II di Napoli e CONICET argentina. Analizza l'albero genealogico di 32 colonie clonali di cellule staminali umane, ricostruite con tecniche di tracking cellulare a singola cellula. L'obiettivo: capire se l'uscita dal ciclo proliferativo, cioè il momento in cui una cellula smette di dividersi, sia un evento casuale o ereditato dalla cellula madre.

Nella maggioranza delle colonie analizzate la risposta è chiara: l'entropia ereditaria misurata è significativamente più bassa di quella attesa in un sistema senza ereditarietà, segno che le variazioni nella capacità proliferativa sono dettate da fattori epigenetici trasmessi lungo la linea cellulare. In termini concreti, alcuni rami dell'albero clonale continuano a proliferare per molte generazioni mentre altri si fermano dopo pochi cicli, e quel destino è scritto in un nodo specifico dell'albero, ereditato e poi espresso con un ritardo misurabile. Una logica simile a quella che alcune ricerche stanno indagando in altri sistemi biologici, dal sangue al sistema nervoso, dove anche le piastrine giocano un ruolo nella memoria cellulare.

L'angolo: una metrica nuova chiamata inheritance entropy

La vera novità non è soltanto biologica. Il gruppo introduce un parametro matematico, ribattezzato inheritance entropy (entropia ereditaria), che permette di quantificare il peso dell'ereditarietà in qualsiasi albero di lineage cellulare. È un metodo model-independent: non richiede di assumere a priori un meccanismo biologico specifico, basta confrontare la distribuzione delle cellule inattive nella discendenza reale con quella di un ensemble in cui l'ereditarietà è stata cancellata. Se l'entropia osservata è minore, la trasmissione esiste; se è uguale, il destino è frutto del caso.

Con questo strumento i ricercatori riescono anche a localizzare il nodo dell'albero in cui avviene la modifica epigenetica che porterà allo spegnimento proliferativo, e a stimare il lag, cioè la distanza in generazioni tra mutazione e sua espressione fenotipica. La portata del metodo va oltre questo studio: la stessa metrica può essere applicata a qualsiasi dataset di lineage tracking, dalle staminali del midollo osseo a quelle intestinali, senza riadattare il modello biologico sottostante. Il dato di 32 colonie analizzate resta tecnicamente piccolo per una conclusione definitiva, ma il framework è progettato per scalare e gli autori invitano altri laboratori a rilasciare i propri dati di tracking per consolidare l'evidenza.

Ricadute per oncologia e medicina rigenerativa

Se il destino di una cellula staminale è scritto nella sua storia familiare, la conseguenza pratica è doppia. In oncologia significa che la capacità di un tumore di rigenerarsi a partire da cellule staminali tumorali può dipendere da modifiche epigenetiche ereditate, non da singole mutazioni del DNA: gli approcci terapeutici dovranno colpire i meccanismi epigenetici, non solo quelli genetici, per evitare la ricomparsa delle colonie dormienti.

Nella medicina rigenerativa, dove l'obiettivo è ricostruire tessuti danneggiati partendo da staminali coltivate in laboratorio, conoscere il conto alla rovescia ereditato permetterebbe di selezionare i cloni con il maggior potenziale proliferativo prima del trapianto. Le applicazioni più immediate riguardano pelle, cornea e midollo, dove protocolli sperimentali sono già attivi: pensiamo agli innesti di staminali per riparare la cornea o alla conversione diretta di cellule della pelle in neuroni, dove la scelta del clone di partenza decide la riuscita del protocollo.

Anche lo studio dell'invecchiamento tissutale guadagna uno strumento di analisi: l'esaurimento del pool staminale che caratterizza i tessuti anziani può essere riletto come accumulo di nodi epigenetici ereditati, misurabili con la stessa memoria epigenetica quantificata dal team romano. Il prossimo passo sarà replicare il metodo su dataset di lineage più estesi e su tipologie cellulari diverse: il framework è open access e disponibile da subito per i laboratori che lavorano con dati single-cell.

Domande frequenti

Che cosa si intende per memoria epigenetica nelle cellule staminali umane?

La memoria epigenetica è un insieme di modifiche trasmissibili che regolano il comportamento delle cellule, determinando quando le cellule staminali e i loro discendenti smettono di dividersi. Questa memoria viene ereditata lungo la linea cellulare senza alterare la sequenza del DNA.

In cosa consiste la metrica 'inheritance entropy' introdotta nello studio?

L'inheritance entropy è un parametro matematico che quantifica il peso dell'ereditarietà nei processi cellulari, confrontando la distribuzione delle cellule inattive in discendenze reali e simulate. Permette di identificare se il destino cellulare dipende da fattori ereditari o è frutto del caso.

Quali sono le possibili applicazioni di questa scoperta in oncologia?

In oncologia, comprendere la memoria epigenetica aiuta a spiegare la capacità di rigenerazione dei tumori dalle cellule staminali tumorali. Intervenire sui meccanismi epigenetici, oltre che genetici, potrebbe migliorare le terapie contro la ricomparsa delle colonie tumorali dormienti.

Come può questa ricerca influenzare la medicina rigenerativa?

La conoscenza della memoria epigenetica consente di selezionare i cloni di cellule staminali con maggior potenziale proliferativo per la rigenerazione di tessuti, aumentando le probabilità di successo di innesti e trapianti. Applicazioni immediate riguardano soprattutto pelle, cornea e midollo osseo.

Lo strumento sviluppato è utilizzabile anche su altri tipi di cellule o dataset?

Sì, il framework dell'entropia ereditaria è model-independent e può essere applicato a qualsiasi dataset di lineage tracking, indipendentemente dal tipo cellulare. È pensato per essere scalabile e open access, accessibile a tutti i laboratori che lavorano con dati single-cell.

Quali sono i limiti dello studio e i prossimi passi previsti dai ricercatori?

Il principale limite è il numero relativamente piccolo di colonie analizzate (32), che richiede ulteriori conferme su campioni più ampi e diversi tipi cellulari. I ricercatori invitano altri laboratori a utilizzare il framework per consolidare i risultati e ampliare le applicazioni.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 13:32

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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