Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha dichiarato finanziabili 199 progetti sui 4.279 presentati al bando PRIN 2026: un tasso di successo del 4,6%, uno dei più bassi mai registrati. La dotazione del bando ordinario è di 260 milioni di euro, contro i 741 milioni della precedente edizione. La Ministra Anna Maria Bernini rivendica il taglio dei tempi di valutazione, chiusi in quattro mesi contro i quindici del 2022.
I numeri dei primi tre bandi del piano triennale
I 364,6 milioni totali annunciati dal MUR coprono tre bandi distinti. Il PRIN 2026 ordinario pesa 260 milioni e seleziona 199 progetti su 4.279 proposte: 70 nelle Scienze della vita, 69 nelle Scienze fisiche e ingegneristiche, 60 nelle Scienze sociali e umanistiche. Il PRIN Hybrid, dedicato alla multidisciplinarità, mette sul piatto 56,6 milioni per 30 progetti su 395 proposte: 10 sull'intelligenza artificiale (17,7 milioni), 10 sulle tecnologie sanitarie (18 milioni), 4 sulle tecnologie quantistiche (7,6 milioni), 3 sulla cybersicurezza (6,8 milioni), 3 sull'High Performance Computing (6,5 milioni). Il Synergy Grant finanzia tutte e 10 le proposte presentate, con 48 milioni per progetti che coinvolgono 112 soggetti tra 38 imprese e 74 organismi di ricerca.
Dal 47% al 4,6%: cosa è cambiato rispetto al bando 2022
Il confronto con l'edizione precedente restituisce proporzioni molto diverse. Il bando PRIN 2022, chiuso nel luglio 2023 dal MUR aveva finanziato quasi 3.700 progetti su 7.809 proposte presentate, con un tasso di successo intorno al 47%. Nella tornata attuale ne passano 199 su 4.279, cioè uno ogni 21. La dotazione del bando ordinario è passata da 741 a 260 milioni di euro, con una contrazione del 65%. Va considerato che il PRIN 2022 era alimentato in larga parte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre la nuova edizione apre il piano triennale ordinario della ricerca senza risorse PNRR. Resta il salto nei tempi di valutazione (quattro mesi contro quindici) e l'apertura alla revisione internazionale, con l'87% di revisori stranieri per il PRIN e il 50% per il PRIN Hybrid: un modello che si avvicina a quello dei bandi del Consiglio europeo della ricerca che premia i giovani italiani.
Giovani ricercatori: la quota riservata passa dal 30% al 15%
La fetta del bando riservata ai Principal Investigator con meno di 40 anni scende dal 30% del 2022 al 15% del PRIN 2026. In valore assoluto si passa da circa 223 a 39 milioni di euro, un calo dell'82% che pesa sui ricercatori a inizio carriera. Nel 2022 i progetti con PI giovane presentati erano stati 1.708 su 7.809 totali, segno di una platea numericamente ampia che oggi si trova a competere su una fetta di risorse molto più stretta. Anche nel PRIN Hybrid la quota under 40 è fissata al 15%, pari a 8,5 milioni. Il MUR mantiene la possibilità, già introdotta nel 2022, di avere come coordinatori scientifici anche ricercatori con contratto a tempo determinato di tipo A e B, elemento che allarga formalmente l'accesso al bando. Il quadro della ricerca italiana resta però compresso rispetto ad altri paesi europei: nel frattempo emergono casi che toccano temi delicati come il rapporto fra ricerca pubblica italiana e imprese cinesi sotto sanzione USA, mentre i laboratori italiani continuano a produrre risultati di livello internazionale, come le firme batteriche identificate nei tumori su 1.364 pazienti.
I progetti dichiarati finanziabili saranno operativi dai primi mesi del 2027, con durata triennale e un massimale tipico in linea con le edizioni precedenti. Il secondo giro del piano triennale è atteso entro l'anno prossimo e dirà se il nuovo modello di programmazione saprà allargare la platea dei progetti finanziati o se la selettività stretta resterà la cifra della ricerca di base italiana nei prossimi anni.
Domande frequenti
Qual è il tasso di successo del bando PRIN 2026 rispetto all'edizione precedente?
Il tasso di successo del bando PRIN 2026 è del 4,6%, uno dei più bassi mai registrati, contro il 47% dell'edizione 2022.
Come sono stati ripartiti i fondi tra le diverse aree scientifiche nel PRIN 2026?
Nel PRIN 2026 ordinario, sono stati selezionati 70 progetti nelle Scienze della vita, 69 nelle Scienze fisiche e ingegneristiche, e 60 nelle Scienze sociali e umanistiche.
Quali novità sono state introdotte nei tempi di valutazione e nella composizione dei revisori?
I tempi di valutazione sono stati ridotti a quattro mesi rispetto ai quindici dell'edizione precedente; inoltre, l'87% dei revisori del PRIN sono stranieri, avvicinando il modello a quello del Consiglio europeo della ricerca.
Come è cambiata la quota di finanziamento riservata ai ricercatori under 40?
La quota riservata ai Principal Investigator under 40 è scesa dal 30% del 2022 al 15% nel PRIN 2026, passando da circa 223 a 39 milioni di euro, con un calo dell'82%.
Quando partiranno i progetti finanziati dal PRIN 2026 e qual è la loro durata?
I progetti dichiarati finanziabili saranno operativi dai primi mesi del 2027 e avranno una durata triennale, con massimali in linea con le edizioni precedenti.
Quali sono le caratteristiche principali del PRIN Hybrid e del Synergy Grant?
Il PRIN Hybrid finanzia 30 progetti multidisciplinari con 56,6 milioni di euro, mentre il Synergy Grant finanzia tutte le 10 proposte presentate, coinvolgendo 112 soggetti tra imprese e organismi di ricerca con un budget di 48 milioni.