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Nuovi bandi ricerca MUR: IA, giovani e internazionalizzazione sul tavolo
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Nuovi bandi ricerca MUR: IA, giovani e internazionalizzazione sul tavolo

Chiude il gruppo Bassetti sui bandi ricerca MUR. L'87% dei revisori PRIN è già estero. Ora la partita è su IA e ricercatori a inizio carriera.

La commissione guidata dal professor Matteo Bassetti ha chiuso i lavori sui bandi di ricerca MUR con sette proposte principali, dalla peer review internazionale alle regole sull'intelligenza artificiale, fino a nuovi strumenti per i ricercatori a inizio carriera. La ministra Anna Maria Bernini le ha presentate il 6 ottobre a Roma, insieme al Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 da 1,2 miliardi di euro.

Chi c'era e cosa è stato annunciato

Alla conferenza stampa erano presenti anche la senatrice a vita Elena Cattaneo, il presidente del Comitato nazionale per la valutazione della ricerca (CNVR) Marco Mancini, il presidente della Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca (COPER) Antonio Zoccoli e la presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) Laura Ramaciotti. La ministra Bernini ha ribadito il quadro economico della riforma.

I numeri: 1,2 miliardi sul triennio 2026-2028, almeno 150 milioni l'anno strutturali per i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) e 364 milioni per 239 progetti già selezionati nel 2026 attraverso i nuovi strumenti PRIN HYBRID e Sinergy Grant. Il MUR ha istituito anche una nuova Direzione generale per la valutazione e la sicurezza della ricerca che coordina il CNVR. Le proposte del gruppo Bassetti si innestano su questa cornice e indicano la rotta per i prossimi bandi.

Internazionalizzazione: sul PRIN siamo già all'87%

Il titolo della conferenza, 'programmazione e internazionalizzazione', suona ambizioso ma la fotografia dei bandi 2026 è già largamente internazionale. Le Linee Guida di valutazione del bando PRIN 2026 fissano all'87% la quota di revisori stranieri coinvolti nella peer review, individuati tramite banche dati nazionali e internazionali. Sul PRIN HYBRID, dove sono stati chiamati 180 revisori per 395 proposte, la quota di stranieri scende al 50%: è qui, e sui Sinergy Grant, che il margine di apertura resta più ampio.

Il paragone con l'ambiente europeo aiuta a leggere le cifre. Lo European Research Council ha assegnato nel 2026 705 milioni di euro a 421 Starting Grants, con un tasso di successo dell'8,8% e un valore medio per progetto di circa 1,67 milioni. I 364 milioni dei nuovi strumenti MUR producono 239 progetti con una taglia media di circa 1,52 milioni, molto vicina a quella ERC sul singolo progetto, molto più piccola come scala complessiva.

Il nodo, allora, non è aggiungere qualche revisore estero: è decidere quanti progetti il sistema italiano può finanziare ogni anno, con quale cadenza e con quale continuità. Il Piano Triennale fissa l'orizzonte, ma il grosso dei fondi arriva ancora in blocchi concentrati su pochi bandi, con finestre di partecipazione strette per i ricercatori.

IA nei bandi e giovani ricercatori, il vero banco di prova

Qui entrano in gioco le altre proposte del gruppo Bassetti. La prima riguarda l'intelligenza artificiale: regole chiare su come l'IA generativa può entrare nella scrittura delle domande e nella valutazione dei progetti, con la responsabilità dei contenuti sempre in capo al ricercatore. È un'area in cui l'Italia non ha ancora linee guida vincolanti sui bandi competitivi, mentre Horizon Europe le ha pubblicate da oltre un anno.

La seconda proposta riguarda chi fa ricerca nelle prime fasi di carriera, l'anello debole del sistema. Il gruppo chiede strumenti dedicati che favoriscano autonomia scientifica, mobilità e capacità di costruire percorsi indipendenti. L'Italia ha ottenuto 18 Starting Grant ERC nell'ultimo round, risultato di prestigio ma concentrato sui pochi che vincono la selezione europea: chi non ce la fa resta spesso in assegni a tempo determinato, senza una traiettoria stabile e con la tentazione crescente di guardare all'estero.

Le proposte del gruppo Bassetti passano ora al tavolo tecnico del MUR, che dovrà tradurle nei prossimi bandi del Piano Triennale 2026-2028. Il primo appuntamento per vederle applicate sarà il PRIN 2027.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità introdotte dai nuovi bandi di ricerca MUR?

Le novità includono una maggiore internazionalizzazione nella valutazione dei progetti, regole sull'uso dell'intelligenza artificiale, strumenti specifici per giovani ricercatori e una nuova Direzione generale per la valutazione e la sicurezza della ricerca.

Come viene garantita l'internazionalizzazione nei bandi PRIN 2026?

Le Linee Guida prevedono che l'87% dei revisori coinvolti nella peer review siano stranieri, selezionati tramite banche dati nazionali e internazionali, per favorire una valutazione imparziale e di livello internazionale.

Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale nei nuovi bandi di ricerca?

L'intelligenza artificiale potrà essere utilizzata nella scrittura delle domande e nella valutazione dei progetti, ma la responsabilità dei contenuti rimarrà sempre in capo ai ricercatori, in attesa di linee guida nazionali vincolanti.

Che strumenti sono previsti per sostenere i giovani ricercatori?

Sono proposte misure dedicate per promuovere l'autonomia scientifica, la mobilità e la costruzione di percorsi indipendenti, con l'obiettivo di offrire maggiore stabilità e opportunità a chi è nelle fasi iniziali della carriera.

Quando saranno applicate le proposte del gruppo Bassetti?

Le proposte ora passano al tavolo tecnico del MUR e il primo bando in cui dovrebbero essere applicate è il PRIN 2027, nell'ambito del Piano Triennale della Ricerca 2026-2028.

Come si posizionano i finanziamenti italiani rispetto a quelli europei?

I nuovi strumenti MUR finanziano 239 progetti per un totale di 364 milioni di euro, con una media per progetto simile a quella dell'ERC, ma la scala complessiva dei fondi resta più contenuta rispetto ai finanziamenti europei.

Pubblicato il: 7 ottobre 2026 alle ore 13:53

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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