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Italiani in terapia 2026: oltre un milione di persone in cura
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Italiani in terapia 2026: oltre un milione di persone in cura

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Da 850mila a 1 milione: dati 2024 del Ministero, divari regionali, accessi al pronto soccorso e la proposta SIP per l'equità nelle cure.

Indice: In breve | I numeri della pressione sui servizi | Geografia dei servizi oltre il divario Nord-Sud | Adolescenti e giovani adulti: l'area più fragile | Le tre aree di intervento proposte dalla SIP | Errori frequenti nella lettura dei dati | Domande frequenti

In breve

  • Nel 2024 i servizi pubblici di salute mentale hanno assistito 845.516 persone, 272.497 per la prima volta
  • In cinque anni la pressione sui servizi è raddoppiata: le stime SIP per il 2026 indicano circa un milione di utenti
  • Gli accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici sono stati 636.113 nel 2024, pari al 3,3% del totale
  • I divari maggiori non sono Nord-Sud ma fra aree metropolitane e periferiche, con differenze marcate nel personale
  • La Società Italiana di Psichiatria propone una conferenza permanente delle Regioni per monitorare servizi e bisogni

I numeri della pressione sui servizi

Gli italiani in terapia nel sistema pubblico di salute mentale sono saliti a 845.516 nel 2024, con 272.497 nuovi contatti, secondo il Rapporto Salute Mentale 2024 - Ministero della Salute. Le stime presentate alla conferenza nazionale delle Sezioni Regionali della Società Italiana di Psichiatria, svoltasi a Roma a giugno 2026, parlano di un volume vicino al milione di utenti. In cinque anni la pressione sui servizi è raddoppiata.

Le prestazioni erogate dai Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) nel 2024 sono state oltre dieci milioni, con una media di 13,6 prestazioni per utente. I dati confermano un fabbisogno crescente, soprattutto per ansia, depressione e comportamenti autolesivi.

Il pronto soccorso ha registrato 636.113 accessi per motivi psichiatrici, il 3,3% del totale. I trattamenti sanitari obbligatori sono stati 4.586, pari al 5,7% dei ricoveri in psichiatria, una quota in riduzione nel tempo. L'aumento della domanda incontra strutture sotto organico, soprattutto fuori dalle aree metropolitane.

Geografia dei servizi: oltre il divario Nord-Sud

Il Rapporto documenta differenze rilevanti tra le regioni. La media nazionale di presa in carico è di 171,9 utenti ogni 10.000 abitanti. L'Emilia-Romagna raggiunge 234,8 utenti ogni 10.000, la Provincia autonoma di Bolzano supera quota 327, mentre la Liguria registra il dato più alto con 447 utenti trattati ogni 10.000 abitanti.

Il Lazio mostra tassi di riammissione ospedaliera superiori al 20%. Marche, Abruzzo, Molise e Calabria scendono in alcuni casi a circa 40 operatori ogni 100.000 abitanti, contro una media nazionale di 66,2. In Puglia, invece, la rete territoriale e riabilitativa risulta solida.

Il quadro non disegna una linea Nord-Sud netta. Guido Di Sciascio, presidente SIP e direttore del DSM dell'ASL di Bari, attribuisce le disuguaglianze più all'organizzazione locale e agli investimenti pregressi che alla collocazione geografica. Le aree metropolitane concentrano competenze e strutture, mentre i contesti periferici faticano a garantire continuità di presa in carico. La proposta della SIP è una conferenza permanente delle Regioni per monitorare in modo sistematico servizi e bisogni e definire gli interventi immediati e quelli programmabili.

Adolescenti e giovani adulti: l'area più fragile

La fascia 18-30 anni rappresenta una delle aree critiche del sistema. Nei servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenziale e nei pronto soccorso gli accessi sono cresciuti tra il 30% e oltre il 50% nel periodo post-pandemico, con quadri legati ad ansia, depressione e autolesionismo.

Molti adolescenti e giovani adulti sfuggono alla presa in carico pubblica. Lo ha indicato Antonio Vita, presidente eletto SIP e direttore del DSM di Brescia presso gli Spedali Civili: i casi più gravi vengono intercettati, quelli più lievi spesso restano fuori dal radar dei servizi e finiscono nel privato, dove la psicoterapia ha costi rilevanti.

Il passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta è considerato dalla SIP il momento più delicato, perché coincide con la transizione tra servizi diversi: la neuropsichiatria infantile e il DSM degli adulti non sempre dialogano in modo strutturato. La scuola è indicata come spazio chiave per l'intercettazione precoce, sia con interventi di informazione sia con figure capaci di riconoscere segnali di disturbo prima che si trasformino in emergenza.

Le tre aree d'intervento proposte dalla SIP

  • Prevenzione nelle scuole: informazione agli studenti e formazione del personale docente per intercettare presto i disturbi, soprattutto nella fase di transizione verso l'età adulta.
  • Gestione delle emergenze e sicurezza degli operatori: protocolli condivisi per i pronto soccorso psichiatrici, formazione del personale e misure di tutela contro gli episodi di aggressione, sempre più frequenti.
  • Continuità terapeutica dopo le dimissioni: percorsi residenziali o ambulatoriali strutturati per chi ha superato la fase acuta ma continua ad avere bisogno di supporto.

Errori comuni nel leggere i dati

Confondere il numero di utenti con la diffusione del disturbo: gli 845.516 utenti del 2024 sono le persone che hanno avuto contatto con i servizi pubblici, non l'incidenza dei disturbi mentali in Italia, stimata dalla SIP fra il 15 e il 20% della popolazione nel corso della vita.

Leggere il calo dei TSO come riduzione dei bisogni: la flessione dei trattamenti sanitari obbligatori indica un'evoluzione nelle pratiche cliniche, non un calo della domanda. Gli utenti complessivi continuano ad aumentare.

Interpretare i divari come questione solo geografica: il dato regionale mostra punte alte sia al Nord, con Bolzano ed Emilia-Romagna, sia al Centro con la Liguria, e criticità che attraversano regioni di aree diverse. L'organizzazione locale dei servizi pesa più della latitudine.

Domande frequenti

Quanti italiani sono seguiti dai servizi pubblici di salute mentale?

Nel 2024 gli utenti assistiti dai servizi specialistici sono stati 845.516, di cui 272.497 nuovi contatti. Le stime SIP indicano per il 2026 un volume vicino al milione di persone.

Quante prestazioni eroga il sistema pubblico?

I Dipartimenti di Salute Mentale hanno erogato oltre 10 milioni di prestazioni nel 2024, con una media di 13,6 per utente. Gli interventi avvengono in larga parte nelle strutture, una quota minore al domicilio.

Quanto incidono i ricoveri obbligatori?

I trattamenti sanitari obbligatori sono stati 4.586 nel 2024, pari al 5,7% dei ricoveri psichiatrici. La quota si sta riducendo nel tempo.

Perché la fascia 18-30 è considerata la più critica?

Gli accessi in pronto soccorso e ai servizi di neuropsichiatria sono cresciuti tra il 30% e oltre il 50% nel periodo post-pandemico, soprattutto per ansia, depressione e autolesionismo, ma molti casi sfuggono alla presa in carico pubblica. La proposta della conferenza permanente delle Regioni resta sul tavolo: senza un sistema di monitoraggio capace di leggere i divari interni a ogni regione, le nuove risorse del Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030 rischiano di replicare le asimmetrie esistenti. Il dato sui giovani adulti, in particolare, indica che la prossima partita si gioca non solo sull'offerta dei servizi, ma sulla capacità di intercettare la domanda dove nasce, dentro e fuori dalle aule scolastiche.

Pubblicato il: 29 giugno 2026 alle ore 07:36

Matteo Cicarelli

Articolo creato da

Matteo Cicarelli

Giornalista Pubblicista Matteo Cicarelli è un giornalista laureato in Lettere Moderne e specializzato in Editoria e Scrittura. Durante il suo percorso accademico ha approfondito lo studio della linguistica, della letteratura e della comunicazione, sviluppando un forte interesse per il mondo del giornalismo. Infatti, ha dedicato le sue tesi a due ambiti distinti ma complementari: da un lato l’analisi della lingua e della cultura indoeuropea, dall’altro lo studio della narrazione giornalistica, con un particolare approfondimento sul giornalismo enogastronomico. Da sempre affascinato dal mondo della comunicazione e del racconto, nel corso della sua carriera ha lavorato anche come addetto stampa e ha collaborato con diverse testate online che si occupano di cultura, cronaca, società, sport ed enogastronomia. Su EduNews24.it scrive articoli e realizza contenuti video dedicati ai temi della scuola, della formazione, della cultura e dei cambiamenti sociali, cercando di mantenere uno stile chiaro, divulgativo, accessibile e attento alla veridicità. Tra le sue passioni ci sono lo sport, la cucina, la lettura e la stand up comedy: un interesse che lo porta anche a cimentarsi nella scrittura di testi comici.

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