Loading...
Il Vesuvio del 79 d.C. ricalibra la datazione argon-argon con Padova
Ricerca

Il Vesuvio del 79 d.C. ricalibra la datazione argon-argon con Padova

Studio Berkeley-Padova: con otto campioni del Vesuvio il metodo argon-argon raddoppia la precisione. Ricalibrati carbonio-14 e uranio-piombo.

Il Vesuvio che il 24 agosto del 79 d.C. seppellì Pompei ed Ercolano è diventato l'orologio di taratura per la storia geologica della Terra. Un team di Berkeley e dell'Università di Padova ha reso il metodo argon-argon due volte più preciso partendo da otto frammenti di sanidino raccolti dall'eruzione.

Lo studio e il risultato misurato

La ricerca è stata pubblicata il 25 settembre 2026 su Science Advances e porta la firma del Berkeley Geochronology Center e UC Berkeley insieme all'Università di Padova, con la guida di Paul Renne. La domanda di partenza è stringente: quanto è affidabile la datazione radiometrica quando il risultato va confrontato con una data storica certa?

Gli otto campioni di sanidino provengono dalle pomici espulse dal vulcano a Oplontis. Analizzati nel 2025 con tecniche aggiornate di spettrometria di massa e irradiazione a neutroni, hanno restituito un'età di 1.938 anni con un margine di 13. La data reale dei minerali, ricavata dagli scritti di Plinio il Giovane, è 1.946 anni. L'errore si ferma allo 0,4% in accuratezza e allo 0,7% in precisione.

La dottoranda Caroline Hasler ha ricostruito a parte le fonti antiche sull'eruzione: la data del 24 agosto 79 d.C. regge entro due mesi di incertezza, abbastanza per usare l'eruzione come riferimento sicuro. Un ancoraggio storico così pulito è raro quanto quello che l'archeologia offre a chi scava la grotta cinese di Bianfu per studiare i Denisoviani.

Perché l'argon-argon raddoppia la precisione

Il metodo si basa sul decadimento dell'isotopo potassio-40 in argon-40 all'interno delle rocce vulcaniche. L'argon non è presente prima dell'eruzione, quindi tutto quello che si misura dopo è l'orologio interno della pietra. Finora la mezza vita del potassio-40, cioè il tempo che serve perché metà degli atomi si trasformi, era stata misurata in reattore nucleare irradiando i campioni con neutroni.

Il valore nuovo, ottenuto confrontando la misura di laboratorio con la data certa dell'eruzione, è di 12,044 miliardi di anni con un'incertezza di 0,088 miliardi. La barra di errore vale circa la metà di quella del valore ricavato dalla fisica nucleare. Il salto conta perché nessun altro evento storico offre insieme tanta precisione cronologica e un campione minerale fresco da misurare: il Vesuvio li ha entrambi, la cronaca di Plinio il Giovane e la pomice di Oplontis.

Il margine ora si abbassa a decine di migliaia di anni per rocce di decine di milioni di anni, perché l'errore sulla costante di decadimento si propaga a tutte le datazioni fatte con la stessa tecnica. Lo stesso tipo di precisione che gli archeologi inseguono quando datano reperti antichi come le tracce di piante psicoattive sui denti di Sulawesi.

Cosa cambia per laboratori, didattica e vulcani attivi

L'orologio ricalibrato tocca anche gli altri due metodi di datazione più usati. Il carbonio-14, impiegato per legno e materiali organici fino a circa 50.000 anni fa, si confronta spesso con l'argon-argon per fissare l'inizio e la fine delle sue sequenze. L'uranio-piombo, applicato a rocce di miliardi di anni, dipende dalle stesse costanti di decadimento che oggi diventano più solide.

Nei corsi di scienze della Terra significa testi aggiornati sulla costante di decadimento del potassio-40 e sui margini di errore nei capitoli di geocronologia. Per i vulcanologi che studiano la storia eruttiva recente di coni ancora attivi vicino a grandi aree urbane (Napoli, Città del Messico, Yogyakarta) significa poter attribuire date più strette a episodi di cui restano tracce minerali ma non testimonianze scritte.

È una mappatura minuta del tempo che ricorda, in scala geologica, quella che già si fa in cielo per i 45mila oggetti tracciati in orbita attorno alla Terra: più punti noti con esattezza, meno zone d'ombra nella cronaca che leggiamo nei sedimenti e nelle colate.

Il prossimo passo del gruppo di Renne riguarda l'estensione del metodo ad altre eruzioni storiche documentate, per costruire una rete di punti di taratura e abbattere ancora l'incertezza sulle datazioni delle grandi estinzioni di massa, dinosauri inclusi.

Domande frequenti

In che modo l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha migliorato la datazione argon-argon?

L'eruzione del Vesuvio, grazie alla sua data storica certa, è stata utilizzata come riferimento per calibrare il metodo argon-argon, raddoppiandone la precisione. Questo ha permesso di ridurre il margine d'errore nella datazione delle rocce vulcaniche.

Qual è il nuovo valore della costante di decadimento del potassio-40 ottenuto dallo studio?

Il nuovo valore della costante di decadimento del potassio-40 è di 12,044 miliardi di anni, con un'incertezza di 0,088 miliardi. Questo valore presenta una barra di errore circa la metà rispetto a quella ottenuta precedentemente tramite la fisica nucleare.

Quali sono le implicazioni di questa ricalibrazione per altri metodi di datazione?

La ricalibrazione incide anche su altri metodi come il carbonio-14 e l'uranio-piombo, migliorando la solidità delle costanti di decadimento utilizzate. Questo permette di affinare ulteriormente le cronologie ricavate sia da materiali organici sia da rocce molto antiche.

Come cambierà la didattica delle scienze della Terra in seguito a questa scoperta?

I corsi di scienze della Terra dovranno aggiornare i testi relativi alla costante di decadimento del potassio-40 e ai margini di errore nelle datazioni geocronologiche. Gli studenti avranno a disposizione dati più precisi e attendibili per lo studio della storia geologica.

Che vantaggi offre la maggiore precisione per lo studio dei vulcani attivi?

La maggiore precisione permette ai vulcanologi di attribuire date più accurate agli eventi eruttivi, anche in assenza di testimonianze scritte. Questo è particolarmente utile per la ricostruzione della storia eruttiva di vulcani ancora attivi in aree densamente popolate.

Quali sono i prossimi obiettivi del gruppo di ricerca?

Il gruppo di ricerca intende estendere il metodo ad altre eruzioni storiche documentate per costruire una rete di punti di taratura. Questo consentirà di ridurre ulteriormente l'incertezza nelle datazioni di eventi geologici come le grandi estinzioni di massa.

Pubblicato il: 5 ottobre 2026 alle ore 16:28

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

Articoli Correlati