Dormire con il cane non riduce la durata né la qualità del sonno, e nel 45% delle coppie monitorate è il padrone a muoversi per primo durante la notte, non il cane. Lo mostra lo studio pubblicato il 7 ottobre 2026 su PLoS One da Ming Fei Li e colleghi dell'Università di Toronto, che per quattro settimane hanno registrato l'attività notturna di 25 persone e dei loro 38 cani con accelerometri allacciati al polso degli umani e al collare degli animali. Il titolo del paper è una domanda esplicita: chi disturba chi?
Chi disturba chi, i numeri della sincronizzazione notturna
La risposta arriva dall'analisi delle serie temporali con una finestra di cinque minuti. Il 61% delle coppie ha mostrato una correlazione significativa tra l'attività dell'umano e quella del cane durante la notte. Dentro quel 61%, il movimento del padrone precede quello del cane nel 45% dei casi, mentre il contrario accade solo nel 18%. Nel restante 36% le due attivazioni cadono nello stesso minuto, una sincronia pressoché istantanea. Studio PLoS One sulla sincronizzazione notturna uomo-cane I ricercatori ipotizzano che il legame co-evolutivo di oltre 15.000 anni abbia prodotto una vicinanza fisiologica che va oltre l'interazione diurna, perché chi si rigira, cambia posizione o si alza per andare in bagno finisce per attivare il cane più spesso di quanto non avvenga il contrario.
L'eccezione dei cani multipli, p=0,042 solo nel sonno percepito
Nessuna delle variabili testate (posizione del cane sul letto, peso dell'animale, età dell'umano) ha prodotto differenze statisticamente significative sulla durata o sull'efficienza del sonno misurate oggettivamente con gli accelerometri. L'unica eccezione è la convivenza con più cani, perché chi ne possiede due o più ha riferito un sonno peggiore con p=0,042, superando la soglia convenzionale di significatività. Il dato interessante è che la differenza compare solo nel sonno auto-riferito tramite questionario, non nei parametri strumentali. In altre parole il cervello percepisce un disturbo che l'orologio biologico non registra. Gli autori lo collegano a ricerche precedenti su una discrepanza nota tra misure soggettive e oggettive del riposo: chi si sente disturbato dal cane può in realtà dormire bene quanto chi dorme da solo. Il risultato invita a leggere con cautela le sensazioni soggettive al risveglio, soprattutto quando entrano in gioco più animali che condividono la stanza.
In Italia il 22,1% delle famiglie convive con un cane
I dati ISTAT sugli animali domestici in Italia nel 2024 del comunicato di dicembre 2025 inquadrano il contesto nazionale: il 22,1% delle famiglie italiane possiede almeno un cane, con una media di 1,3 cani per famiglia tra chi ne ha. La geografia pesa: nei piccoli comuni sotto i 2.000 abitanti la quota sale al 29,4%, mentre nelle grandi aree metropolitane scende al 15,1%. Rispetto al 2006 la quota di famiglie con cani è cresciuta di 1,4 punti percentuali, passando dal 20,7% al 22,1%. Significa che il risultato di Toronto riguarda poco più di un italiano su cinque che vive in casa con un cane, una minoranza consistente concentrata nei centri più piccoli, dove condividere il letto è una pratica comune.
Lo studio canadese dichiara i propri limiti: campione piccolo, nessun gruppo di controllo di persone senza cani, varietà di età e razze ridotta. Gli autori chiedono ricerche più ampie. Il meccanismo biologico del sonno rimane complesso e multistrato, come mostrano le ricerche sul motore del sonno nel tronco encefalico e gli studi con elettroencefalogrammi portatili in alta quota, mentre la frontiera clinica della neurofisiologia avanza anche sul fronte delle interfacce neuromuscolari sviluppate a Pisa. Chi dorme male e vive con un cane può intanto provare a modificare le proprie abitudini serali, spegnendo lo schermo prima di coricarsi, riducendo la caffeina e mantenendo orari costanti, prima di spostare l'animale sul tappeto.
Domande frequenti
Dormire con il cane influisce sulla qualità o sulla durata del sonno?
Secondo lo studio, dormire con il cane non riduce né la durata né la qualità del sonno, come misurato oggettivamente dagli accelerometri.
Chi disturba il sonno dell'altro più spesso: il cane o il padrone?
Nel 45% dei casi monitorati, è il padrone a muoversi per primo durante la notte e a svegliare il cane, mentre il contrario accade solo nel 18% dei casi.
La presenza di più cani in casa influisce sul sonno del proprietario?
Chi vive con più cani riferisce una qualità del sonno percepita peggiore, ma gli strumenti oggettivi non rilevano differenze significative nella durata o nell'efficienza del sonno.
Quali fattori non hanno influenzato significativamente il sonno secondo lo studio?
La posizione del cane sul letto, il peso dell'animale e l'età dell'umano non hanno prodotto differenze statisticamente significative sulla durata o qualità del sonno.
Quanto è diffusa la convivenza con cani in Italia?
Nel 2024, il 22,1% delle famiglie italiane possiede almeno un cane, una quota che sale nei piccoli comuni e che è aumentata rispetto al 2006.
Cosa suggeriscono gli autori per chi si sente disturbato dal cane durante il sonno?
Gli autori consigliano di modificare prima le abitudini serali, come spegnere gli schermi e ridurre la caffeina, prima di decidere di separarsi dal cane durante la notte.