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Computer controllati dalla luce: la ricerca italiana che promette macchine 100 volte più veloci
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Computer controllati dalla luce: la ricerca italiana che promette macchine 100 volte più veloci

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Al Politecnico di Milano e al CNR sviluppata una tecnologia basata su impulsi laser ultrabrevi capace di controllare gli stati quantistici della materia. Una svolta che potrebbe ridefinire il futuro dell'informatica.

La svolta fotonica made in Italy

Non è fantascienza, ma il risultato concreto di anni di lavoro nei laboratori milanesi. Un gruppo di ricerca guidato dal fisico Giulio Cerullo ha sviluppato una tecnologia che consente di controllare un computer attraverso la luce, raggiungendo velocità operative oltre 100 volte superiori a quelle dei più avanzati dispositivi elettronici oggi in commercio. Il principio è tanto elegante quanto rivoluzionario: sostituire gli impulsi elettrici, che da decenni costituiscono il linguaggio fondamentale dei processori, con impulsi laser ultrabrevi.

La notizia, che arriva dal Politecnico di Milano e dall'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR, segna un passo avanti significativo nel campo della tecnologia fotonica e apre scenari fino a poco tempo fa confinati alla teoria.

Come funzionano i computer controllati dalla luce

Per comprendere la portata di questa ricerca occorre partire da un dato: i processori elettronici convenzionali funzionano grazie al movimento di elettroni attraverso circuiti di silicio. Questo meccanismo, perfezionato nel corso di mezzo secolo, sta tuttavia raggiungendo i propri limiti fisici. La miniaturizzazione dei transistor non può proseguire all'infinito, e il calore generato dalle operazioni rappresenta un collo di bottiglia sempre più stretto.

I computer fotonici proposti dal team di Cerullo aggirano il problema alla radice. Utilizzando impulsi laser della durata di pochi femtosecondi, una frazione di tempo quasi inconcepibile, è possibile manipolare direttamente gli stati quantistici della materia. In termini pratici, la luce diventa lo strumento con cui si scrivono e si leggono le informazioni, eliminando gran parte delle inefficienze legate al trasporto di carica elettrica.

Stando a quanto emerge dalla ricerca, questa tecnica non si limita ad accelerare i calcoli. Permette anche di operare in regimi energetici estremamente bassi, con ricadute potenziali enormi in termini di efficienza e sostenibilità. Un aspetto tutt'altro che secondario, in un'epoca in cui i data center consumano quantità crescenti di energia elettrica.

Va detto che la manipolazione della luce a fini computazionali non è un tema del tutto nuovo. Recentemente, ad esempio, una scoperta ha mostrato come sia possibile creare un blob di luce che combina proprietà liquide e solide, a dimostrazione di quanto la fotonica stia diventando un terreno fertile per innovazioni che sfidano le categorie tradizionali della fisica.

Il ruolo del Politecnico di Milano e del CNR

La ricerca porta la firma di un'eccellenza tutta italiana. Giulio Cerullo, professore ordinario al Politecnico di Milano e figura di riferimento internazionale nel campo dell'ottica ultraveloce, ha coordinato un team che opera a cavallo tra il Dipartimento di Fisica del Politecnico e l'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR, struttura che da anni rappresenta un punto di riferimento europeo per le nanotecnologie applicate.

Non è la prima volta che il Politecnico di Milano si distingue per contributi di frontiera nella ricerca fondamentale. L'ateneo milanese, che figura stabilmente tra le migliori università tecniche d'Europa, ha investito in modo sistematico nella fotonica e nelle scienze dei materiali, costruendo infrastrutture sperimentali di altissimo livello. Il fatto che questa svolta arrivi da un laboratorio italiano, e non da uno dei colossi della ricerca americana o asiatica, merita di essere sottolineato.

La collaborazione tra università e CNR, peraltro, rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra ricerca accademica e infrastrutture pubbliche, un aspetto su cui il sistema italiano non sempre riesce a esprimere il proprio potenziale.

Verso i computer del futuro

La strada che separa un esperimento di laboratorio da un prodotto commerciale è notoriamente lunga e accidentata. Nessuno, a partire dagli stessi ricercatori, ipotizza che i computer controllati dalla luce possano sostituire nel breve periodo i dispositivi elettronici tradizionali. Ma la direzione è tracciata.

Quello che il gruppo di Cerullo ha dimostrato è che esiste un meccanismo fisico praticabile per superare i limiti dell'elettronica convenzionale, e che questo meccanismo è già oggi in grado di operare a velocità straordinarie. I computer quantistici italiani, o più precisamente i dispositivi basati su controllo fotonico degli stati quantistici, potrebbero rappresentare la prossima frontiera non solo per il calcolo ad alte prestazioni, ma anche per le telecomunicazioni, la crittografia e la simulazione di sistemi complessi.

La sfida, adesso, è duplice: da un lato, proseguire la ricerca fondamentale per comprendere meglio i limiti e le potenzialità della tecnologia; dall'altro, attrarre investimenti e costruire un ecosistema industriale capace di tradurre queste scoperte in applicazioni reali. In un panorama globale in cui anche la ricerca sui materiali avanzati procede a ritmi serrati, la competizione è feroce.

Per il sistema della ricerca italiana, il risultato del Politecnico e del CNR è una conferma: quando le risorse ci sono e le competenze vengono messe in rete, l'Italia sa competere ai massimi livelli. La questione, come sempre, resta capire se il Paese saprà sostenere questa corsa nel tempo.

Pubblicato il: 30 marzo 2026 alle ore 10:33

Domande frequenti

Cosa sono i computer controllati dalla luce e in cosa differiscono da quelli tradizionali?

I computer controllati dalla luce utilizzano impulsi laser ultrabrevi al posto degli impulsi elettrici per eseguire calcoli. Questo permette di superare i limiti fisici dei processori elettronici tradizionali, offrendo velocità operative oltre 100 volte superiori e maggiore efficienza energetica.

Quali vantaggi offrono i computer fotonici in termini di efficienza ed energia?

I computer fotonici possono operare a regimi energetici estremamente bassi, riducendo notevolmente il consumo di energia rispetto ai computer convenzionali. Questo li rende particolarmente promettenti per applicazioni dove la sostenibilità è fondamentale, come i data center.

Qual è stato il ruolo del Politecnico di Milano e del CNR in questa ricerca?

Il Politecnico di Milano, insieme all'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR, ha guidato la ricerca grazie a un team coordinato dal fisico Giulio Cerullo. Questa collaborazione rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra università e infrastrutture pubbliche nel settore delle nanotecnologie e della fotonica.

Quando i computer controllati dalla luce saranno disponibili sul mercato?

Attualmente la tecnologia è ancora in fase di laboratorio e ci vorrà tempo prima che sia disponibile come prodotto commerciale. Gli stessi ricercatori sottolineano che questi computer non sostituiranno a breve termine i dispositivi elettronici tradizionali, ma la direzione è ormai tracciata.

Quali sono le potenziali applicazioni future dei computer fotonici italiani?

Oltre al calcolo ad alte prestazioni, i computer fotonici potrebbero rivoluzionare settori come le telecomunicazioni, la crittografia e la simulazione di sistemi complessi. Rappresentano una possibile nuova frontiera per numerose applicazioni avanzate.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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