Loading...
A Milano il congresso Fisv, ma 42 milioni di ERC vanno all'estero
Ricerca

A Milano il congresso Fisv, ma 42 milioni di ERC vanno all'estero

Il congresso Fisv riunisce 10.000 ricercatori a Milano fino al 23 settembre. Ma solo 22 dei 50 ERC vinti da italiani nel 2026 restano in Italia.

Diciannove società scientifiche, oltre 10.000 ricercatori e tre giorni di lavori all'Università Statale di Milano fino al 23 settembre. Il XVIII Congresso della Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv) porta in vetrina la ricerca italiana su Rna, intelligenza artificiale in medicina di precisione, microbioma e gemelli digitali del cervello.

Ad aprire i lavori sono la senatrice a vita Elena Cattaneo con una lecture sulla malattia di Huntington e Franco Locatelli sulla terapia CAR-T. Fra i temi caldi c'è l'Rna: Fabiana Quaglia, docente di Tecnologie farmaceutiche alla Federico II di Napoli, spiega che il salto di qualità si giocherà sui sistemi di delivery, cioè sulle tecnologie per portare l'Rna nelle cellule bersaglio, con l'obiettivo di somministrare questi farmaci un giorno per via inalatoria o orale invece che per iniezione.

Cosa si discute a Milano fino al 23 settembre

Il programma tocca tre fronti concreti. Le terapie a Rna vengono studiate sia per la protezione delle piante in agricoltura sia per nuove cure sull'uomo. Sull'intelligenza artificiale si parla di algoritmi capaci di seguire nel tempo l'evoluzione dei tumori del sangue e di modelli multimodali che incrociano storia clinica, esami e Dna del paziente per prevedere l'efficacia di una cura. Ampio spazio anche ai Brain Digital Twins e neuroscienze dello sviluppo emotivo, i gemelli digitali del cervello: modelli computazionali personalizzati che offrono informazioni dettagliate su struttura e funzione cerebrale del singolo individuo.

Il paradosso: 50 vincitori ERC italiani, solo 22 grant restano in Italia

La platea da 10.000 ricercatori raccontata dal congresso convive con un dato che il congresso stesso non affronta. Nei nuovi ERC Starting Grants 2026 gli italiani sono 50, seconda comunità nazionale dopo gli 84 tedeschi. Ma i grant ospitati da istituzioni italiane sono solo 22: gli altri 28 vincitori porteranno il progetto in atenei o centri all'estero. Tradotto in soldi, sono 42 milioni di euro di finanziamenti europei che non atterrano in Italia, considerando la dotazione fino a 1,5 milioni per progetto su cinque anni.

Il quadro macro spiega perché la fuga non si ferma. Secondo i dati Istat sulla ricerca e sviluppo 2023, l'Italia investe in R&S il 1,37% del PIL (29,4 miliardi di euro), praticamente fermo rispetto al 2022. La media dell'Unione europea nel 2024 è al 2,24%, quasi il doppio, e l'obiettivo del 3% resta un miraggio. In numeri assoluti l'Italia conta circa 170.000 ricercatori equivalenti a tempo pieno: molti, ma con un sistema di finanziamenti che spesso li spinge fuori proprio quando arrivano ai bandi più competitivi.

Cosa cambia per chi fa ricerca oggi in Italia

Il divario non è solo di risorse, ma di infrastruttura amministrativa. I ricercatori che portano fuori i grant ERC citano tempi di rinnovo del permesso di soggiorno superiori ai sette mesi, impossibilità di viaggiare in area Schengen durante l'attesa, procedure non uniformi tra uffici. Per un giovane vincitore che deve avviare un laboratorio in cinque anni, un semestre di stallo burocratico pesa quanto un taglio di budget.

Sul fronte scientifico la produzione italiana resta prolifica e talvolta creativa nei titoli, come mostra il caso dei 3.000 paper che citano canzoni dei Beatles: la quantità c'è, e le università pubbliche crescono in spesa R&S del 9,9% nel 2023 secondo l'Istat. Il problema è la traduzione in traiettorie stabili di carriera: senza reti di finanziamento comparabili a quelle tedesche o francesi, il congresso Fisv rischia di essere una vetrina di eccellenze che poi lavorano altrove.

Tre giorni di lavori a Milano possono aiutare a mettere in rete i laboratori italiani su Rna, IA medica e neuroscienze computazionali. La partita vera si gioca però sui prossimi bandi PNRR per la ricerca biomedica e sul nodo mai risolto della portabilità dei grant europei: senza interventi su queste due leve, i 42 milioni persi con gli ERC 2026 rischiano di ripetersi anche l'anno prossimo.

Domande frequenti

Quali sono i temi principali discussi al congresso Fisv di Milano?

Il congresso Fisv di Milano affronta temi come le terapie a Rna, l'intelligenza artificiale applicata alla medicina di precisione, il microbioma e i gemelli digitali del cervello, con particolare attenzione alle innovazioni e alle applicazioni sia in ambito umano che agricolo.

Perché molti ricercatori italiani vincitori di grant ERC scelgono di trasferirsi all'estero?

Molti ricercatori italiani portano i loro grant ERC all'estero a causa di finanziamenti insufficienti, infrastrutture amministrative carenti e lungaggini burocratiche che rendono difficile avviare nuovi progetti di ricerca in Italia.

Qual è l'impatto economico della fuga di grant ERC dall'Italia?

Nel 2026, 28 vincitori italiani porteranno i loro progetti e relativi finanziamenti, pari a circa 42 milioni di euro, all'estero invece che in Italia, privando il paese di risorse fondamentali per lo sviluppo della ricerca.

Come si posiziona l'Italia rispetto alla media europea negli investimenti in ricerca e sviluppo?

L'Italia investe in ricerca e sviluppo l'1,37% del PIL, ben al di sotto della media UE del 2,24% e lontana dall'obiettivo del 3%, una situazione che limita la competitività e la crescita della ricerca nazionale.

Quali sono le principali criticità affrontate dai ricercatori italiani nel sistema attuale?

Oltre ai finanziamenti limitati, i ricercatori devono affrontare complessità burocratiche, tempi lunghi per il rinnovo dei permessi di soggiorno e procedure amministrative non uniformi, che rallentano l'avvio e lo sviluppo dei progetti.

Cosa potrebbe migliorare la situazione della ricerca biomedica in Italia secondo l'articolo?

La situazione potrebbe migliorare con una maggiore portabilità dei grant europei e sfruttando i prossimi bandi PNRR per la ricerca biomedica, oltre a interventi strutturali per rafforzare le reti di finanziamento e le infrastrutture amministrative.

Pubblicato il: 22 settembre 2026 alle ore 15:15

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

Articoli Correlati