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Tajani: 250 universitari e 25 diplomatici palestinesi continueranno a formarsi in Italia
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Tajani: 250 universitari e 25 diplomatici palestinesi continueranno a formarsi in Italia

Tajani in Senato: 250 studenti universitari e 25 diplomatici palestinesi in formazione in Italia per il futuro Stato di Palestina.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato in Aula al Senato, il 30 luglio, che l'Italia sta formando la classe dirigente del futuro Stato palestinese attraverso programmi rivolti a giovani studenti universitari e diplomatici. Il vicepresidente del Consiglio è intervenuto rispondendo a un'interrogazione a risposta immediata della senatrice Alessandra Maiorino, del Movimento 5 Stelle, che ha chiesto conto delle iniziative del governo contro l'annessione della Cisgiordania e sulle evacuazioni dalla Striscia di Gaza. La replica ha spostato il punto dalla questione del riconoscimento politico immediato di uno Stato palestinese ai programmi già attivi sul terreno della formazione.

I numeri dei programmi di formazione

Il ministro ha ricordato che nella scorsa settimana l'Italia ha ospitato 25 diplomatici palestinesi presso il Centro internazionale di formazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro di Torino, sede che le Nazioni Unite hanno stabilito nel capoluogo piemontese dagli anni Sessanta. Il programma, articolato tra Torino e Roma, è stato dedicato al rafforzamento delle competenze in diplomazia economica, negoziazione, mediazione, comunicazione e cooperazione internazionale, aree considerate strategiche per la futura amministrazione palestinese.

Sul versante universitario, la Farnesina insieme al ministero dell'Università e della Ricerca ha accolto circa 250 giovani studenti palestinesi nell'ambito dei corridoi universitari, il canale con cui gli atenei italiani offrono percorsi accademici a chi proviene da aree di crisi. A questi si aggiungono oltre 200 bambini palestinesi bisognosi di cure, giunti in Italia con le loro famiglie.

L'insieme delle iniziative rappresenta l'ossatura della risposta italiana alla crisi tra Gaza e Cisgiordania: formazione tecnica per i futuri quadri diplomatici, integrazione accademica per gli studenti, assistenza sanitaria per i minori. Tre linee di intervento distinte ma raccordate dal ministero degli Esteri, che le ha presentate come alternativa a un riconoscimento immediato dello Stato di Palestina.

Le parole di Tajani sul futuro Stato palestinese

«Siamo impegnati a ricostruire il tessuto sociale di Gaza, formando nel nostro Paese e nelle nostre università la classe dirigente del futuro Stato di Palestina», ha dichiarato Tajani, definendo la scelta «un impegno concreto e operativo che intendiamo proseguire». Le stesse aree tematiche affrontate dai diplomatici a Torino, ha spiegato il ministro, indicano il tipo di competenze che serviranno alla nuova amministrazione una volta che le condizioni politiche permetteranno di dare vita a istituzioni palestinesi funzionanti.

L'obiettivo del governo, ha precisato il titolare della Farnesina, non è arrivare a «un riconoscimento demagogico e fittizio», ma contribuire alla nascita di «uno Stato palestinese che viva in pace con Israele, ne riconosca il diritto a esistere e sia a sua volta riconosciuto da Israele». Una posizione che il ministro ha collegato a una linea di politica estera che ha definito «paziente e concreta», in risposta implicita alle richieste di chi in Parlamento chiede all'esecutivo di procedere con un riconoscimento formale immediato.

L'Italia, ha concluso il vicepresidente del Consiglio, «continuerà a fare la propria parte, non con iniziative di facciata». I programmi di formazione con l'Organizzazione internazionale del lavoro e con gli atenei italiani proseguiranno nei prossimi mesi, insieme all'accoglienza dei bambini palestinesi che necessitano di cure sanitarie in Italia.

Domande frequenti

Quali sono i principali programmi di formazione rivolti ai palestinesi attivati dall'Italia?

L'Italia ha avviato programmi di formazione per 25 diplomatici palestinesi e circa 250 studenti universitari, oltre ad accogliere oltre 200 bambini palestinesi bisognosi di cure sanitarie.

In quali ambiti vengono formati i diplomatici palestinesi in Italia?

I diplomatici palestinesi vengono formati in diplomazia economica, negoziazione, mediazione, comunicazione e cooperazione internazionale, competenze ritenute strategiche per la futura amministrazione palestinese.

Cosa sono i corridoi universitari e quale ruolo hanno per gli studenti palestinesi?

I corridoi universitari sono canali attraverso cui le università italiane offrono percorsi accademici a studenti provenienti da aree di crisi, come la Palestina, favorendo l'integrazione accademica e la formazione di una nuova classe dirigente.

Qual è la posizione del governo italiano riguardo al riconoscimento dello Stato di Palestina?

Il governo italiano preferisce sostenere la formazione e la ricostruzione sociale piuttosto che procedere a un riconoscimento politico immediato, puntando a uno Stato palestinese che viva in pace e sia riconosciuto da Israele.

Che tipo di assistenza viene offerta ai minori palestinesi in Italia?

L'Italia accoglie oltre 200 bambini palestinesi che necessitano di cure sanitarie, offrendo loro e alle loro famiglie assistenza medica e supporto durante il soggiorno nel paese.

Pubblicato il: 30 luglio 2026 alle ore 20:01

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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