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L'11 settembre torna in classe: e i banchi sono di chi non c'era
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L'11 settembre torna in classe: e i banchi sono di chi non c'era

A 25 anni dagli attentati, le nuove Indicazioni per i licei portano la storia fino a oggi. Ma gli studenti del 2026 non erano ancora nati.

L'11 settembre 2001 compie venticinque anni proprio mentre entra ufficialmente nei programmi scolastici italiani. Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei, pubblicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito il 22 aprile 2026, estendono per la prima volta lo studio della storia fino ai giorni nostri. La platea che dovrà studiarlo è la prima cresciuta nel mondo cambiato dagli attentati senza averli vissuti: chi affronta la maturità 2026 aveva pochi mesi di vita quando le Torri crollarono.

Cosa successe quel giorno: i numeri di una ferita che resta

Quattro aerei di linea dirottati, quattro obiettivi. Le due Torri del World Trade Center di New York, il Pentagono in Virginia e un campo in Pennsylvania, dove il volo United 93 precipita dopo la reazione dei passeggeri. Il conteggio ufficiale delle vittime si ferma a 2.977 persone, senza contare i 19 dirottatori di al Qaeda. I feriti sono oltre seimila. Tra i morti si contano 10 cittadini italiani, mentre il progetto Non dimenticheremo, presentato a New York per l'anniversario, ha ricostruito i nomi di 411 vittime di origine italiana e italoamericana.

La rivendicazione formale di Osama bin Laden arriva solo nel 2004. Nel mezzo, gli Stati Uniti aprono la stagione della guerra al terrore: vent'anni di conflitto in Afghanistan, la guerra in Iraq dal 2003, la caccia al leader di al Qaeda che si chiude nel 2011 con il blitz di Abbottabad sotto la presidenza Obama. L'infrastruttura di controlli aeroportuali, sorveglianza digitale e cooperazione antiterrorismo nata in quegli anni è oggi la normalità dentro cui un diciottenne è cresciuto senza domandarsi da dove venga.

Il 2001 entra nel programma di storia (e non era ovvio)

Fino a oggi il capitolo era una zona grigia dei manuali di quinta superiore. Le vecchie Indicazioni Nazionali si spingevano al massimo fino agli anni Novanta, con la caduta del Muro e Tangentopoli, poi lasciavano tutto al buon senso del docente e alle ore residue di maggio. La nuova cornice ministeriale, ora in fase di consultazione anche con le Consulte studentesche, cita esplicitamente la svolta cinese e i nuovi equilibri geopolitici come tappe da trattare in classe. Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono la porta d'ingresso a quella cornice, non più un capitolo facoltativo.

Il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei chiede anche di distinguere tra fatti su cui esiste una storiografia consolidata e temi ancora aperti. Per gli attentati, i venticinque anni di distanza offrono un vantaggio didattico raro: la documentazione è disponibile, le commissioni d'inchiesta hanno chiuso i lavori, le fonti primarie sono consultabili.

Cosa serve davvero ai ragazzi nati dopo gli attentati

Chi oggi ha diciotto anni non ha visto le immagini in diretta, non ricorda dov'era in quel martedì mattina, non conosce il mondo aeroportuale precedente ai controlli di sicurezza attuali. Il rischio è che gli attentati diventino un file video staccato dalle loro conseguenze pratiche: la geopolitica del Medio Oriente, la politica migratoria dei paesi occidentali, l'infrastruttura di sorveglianza digitale che ha ridefinito la nozione di privacy, fino ai controlli in continua revisione sui visti studio, come nell'ultima stretta australiana che tocca da vicino chi progetta un percorso fuori dall'Italia.

Negli Stati Uniti il tema è deflagrato nelle ultime settimane attorno al programma Teaching Beyond September 11th, sviluppato dalla Graduate School of Education dell'Università della Pennsylvania e adottato in molte scuole americane: i critici gli contestano di descrivere i dirottatori senza l'aggettivo islamici e di spostare il baricentro sull'islamofobia. La riscrittura dei manuali che i conservatori lamentano oltreoceano non riguarda l'Italia, dove il problema è opposto: il capitolo mancava del tutto.

Il primo banco di prova è l'anno scolastico appena iniziato. Le nuove Indicazioni sono ancora aperte alla consultazione pubblica, ma il calendario del venticinquesimo anniversario chiede ai docenti di portare l'11 settembre in classe adesso, con le risorse esistenti e senza aspettare che la fase istituzionale si chiuda.

Domande frequenti

Perché l'11 settembre 2001 entra ora nei programmi scolastici italiani?

Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei, pubblicate nel 2026, estendono lo studio della storia fino ai giorni nostri, includendo per la prima volta l'11 settembre come evento cardine per comprendere i nuovi equilibri geopolitici.

Quali sono stati gli effetti degli attentati dell'11 settembre sulla società e sulla politica globale?

Gli attentati hanno dato inizio alla 'guerra al terrore', con vent'anni di conflitti in Afghanistan e Iraq, e hanno portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza e sorveglianza aeroportuale e digitale, influenzando anche la privacy e la politica migratoria.

Cosa distingue l'approccio italiano a quello americano nell'insegnamento dell'11 settembre?

In Italia il capitolo era finora assente nei programmi, mentre negli Stati Uniti si discute su come raccontare l'evento e le sue conseguenze, con dibattiti su possibili distorsioni o omissioni nei manuali scolastici.

Quali risorse hanno oggi a disposizione studenti e docenti per studiare l'11 settembre?

A venticinque anni dagli eventi, esiste una vasta documentazione, comprese fonti primarie e rapporti delle commissioni d'inchiesta, che rende possibile un approccio didattico fondato su testimonianze e dati consolidati.

Quali sfide incontrano i docenti nel proporre l'11 settembre agli studenti nati dopo gli attentati?

Gli studenti non hanno vissuto direttamente quegli eventi e rischiano di percepirli come distanti; è quindi fondamentale collegare l'11 settembre alle conseguenze pratiche e attuali, come la sicurezza, la geopolitica e la privacy.

Come viene attuata la consultazione pubblica sulle nuove Indicazioni Nazionali per la storia nei licei?

Le nuove Indicazioni sono in fase di consultazione anche con le Consulte studentesche, ma i docenti sono già invitati a trattare l'argomento in classe, in attesa della versione definitiva del programma.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 13:34

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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