- La nuova regola in vigore dal 1° aprile
- Cosa cambia in concreto per gli studenti
- Le domande pendenti saranno ritirate automaticamente
- Le reazioni del settore
- Il quadro più ampio dell'immigrazione studentesca in Canada
- Domande frequenti
La nuova regola in vigore dal 1° aprile
Per decine di migliaia di studenti internazionali iscritti nelle università canadesi, una delle incombenze burocratiche più temute è appena diventata un ricordo. Il governo canadese ha annunciato il 9 aprile 2026 la semplificazione delle regole relative ai permessi di lavoro co-op, eliminando l'obbligo di richiedere un visto di lavoro separato per chi svolge tirocini curriculari durante il proprio percorso di studi.
La misura, operativa dal 1° aprile 2026, rappresenta un cambio di passo significativo nelle politiche di immigrazione rivolte agli studenti. Fino a pochi giorni fa, chi arrivava in Canada con un permesso di studio e doveva completare un co-op placement, ovvero un tirocinio integrato nel curriculum accademico, era costretto a presentare una domanda aggiuntiva per ottenere un permesso di lavoro dedicato. Un doppio binario burocratico che allungava i tempi, aumentava i costi e generava incertezza.
Ora non più.
Cosa cambia in concreto per gli studenti
La portata della riforma è chiara: gli studenti internazionali che svolgono un tirocinio co-op come parte integrante del loro programma di studi potranno farlo sulla base del solo permesso di studio, senza dover avviare una procedura parallela presso le autorità dell'immigrazione.
In termini pratici, questo significa:
- Nessuna domanda aggiuntiva per il co-op work permit
- Riduzione dei costi legati a pratiche e consulenze legali
- Tempi certi per l'avvio del tirocinio, senza attese legate all'approvazione di un secondo permesso
- Minore esposizione al rischio di ritardi o dinieghi che potevano compromettere il completamento del percorso accademico
Per chi sta valutando l'opzione di studiare in Canada, la novità elimina uno degli ostacoli più frequentemente segnalati dagli studenti e dai consulenti per l'immigrazione. I programmi co-op, molto diffusi nei college e nelle università canadesi, prevedono periodi di lavoro retribuito presso aziende del settore e sono considerati un elemento distintivo della formazione superiore nel Paese.
Le domande pendenti saranno ritirate automaticamente
Un aspetto che merita attenzione riguarda le domande di permesso di lavoro co-op ancora in sospeso al momento dell'entrata in vigore della riforma. Stando a quanto emerge dall'annuncio governativo, queste pratiche saranno ritirate automaticamente, senza necessità di intervento da parte dei richiedenti.
Si tratta di un passaggio non banale. Chi aveva già presentato domanda e stava attendendo una risposta non dovrà fare nulla: il sistema provvederà alla chiusura delle pratiche. Resta da capire se eventuali tariffe già versate per le domande pendenti verranno rimborsate, un dettaglio su cui Ottawa non si è ancora espressa in modo definitivo.
Le reazioni del settore
Il cambiamento è stato accolto con favore dai principali portatori di interesse nel settore dell'istruzione internazionale canadese. Università, college, associazioni studentesche e agenzie di consulenza avevano da tempo segnalato l'inutile complessità del doppio permesso, soprattutto considerando che il tirocinio co-op è una componente obbligatoria del programma di studi e non un'attività lavorativa autonoma.
La riforma si inserisce in un contesto più ampio di revisione delle regole di immigrazione canadesi rivolte agli studenti, un tema che negli ultimi anni ha visto interventi anche sul fronte dell'Express Entry e delle sue categorie. Il Canada, che accoglie ogni anno centinaia di migliaia di studenti internazionali, sta cercando di bilanciare l'attrattività del proprio sistema formativo con una gestione più ordinata dei flussi migratori.
Il quadro più ampio dell'immigrazione studentesca in Canada
La semplificazione del permesso di lavoro co-op non nasce nel vuoto. Negli ultimi due anni il governo di Ottawa ha oscillato tra politiche restrittive, come il tetto alle ammissioni di studenti internazionali introdotto nel 2024, e interventi di snellimento burocratico pensati per mantenere la competitività del sistema.
Il Canada resta una delle mete più ambite per chi cerca un'esperienza di studio all'estero, anche grazie alla possibilità di lavorare durante e dopo gli studi. I programmi co-op, in particolare, offrono un vantaggio concreto: permettono di acquisire esperienza professionale nel mercato del lavoro canadese, un fattore che può pesare anche nelle successive richieste di residenza permanente.
Per gli studenti italiani e europei che guardano oltre Atlantico, la novità rende il percorso più lineare. Un permesso di studio, un programma accademico con tirocinio integrato, nessuna domanda aggiuntiva. Il segnale che arriva da Ottawa è chiaro: meno burocrazia, più concretezza. Resta da vedere se questa direzione verrà confermata anche su altri fronti del sistema migratorio canadese, dove le questioni aperte, dalla cittadinanza ai diritti dei lavoratori temporanei, continuano a alimentare un dibattito che coinvolge esperti e società civile.