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Report Istat sui giovani: la laurea azzera il gap di genere, ma non il divario Sud-Nord
Lavoro

Report Istat sui giovani: la laurea azzera il gap di genere, ma non il divario Sud-Nord

Disponibile in formato audio

ISTAT 2026: i dati 2024 mostrano che la laurea riduce il gap occupazionale di genere a 4,1 punti, ma i laureati del Sud restano al 70,7%.

Il 26 maggio 2026 l'ISTAT ha diffuso il report Giovani e mercato del lavoro (dati 2024), basato su un campione di 17.715 individui nella fascia 20-34 anni, su un totale di 9 milioni e 101 mila residenti in questa fascia d'età. Il dato più rilevante: tra i giovani con la sola licenza media il tasso di occupazione degli uomini supera quello delle donne di 34,1 punti percentuali; tra i laureati il divario scende a 4,1 punti. Sul fronte geografico, però, il titolo universitario non colma il ritardo del Mezzogiorno: i laureati del Sud occupati sono il 70,7% contro l'88,7% del Nord, un gap di 18 punti che la sola istruzione non è sufficiente a colmare.

La laurea come equalizzatore di genere

Tra i 20-34enni usciti dai percorsi formativi, il tasso di occupazione complessivo è al 70,2%. Le differenze per genere sono marcate ai livelli più bassi di istruzione: gli uomini con titolo secondario inferiore hanno un tasso di occupazione del 69,5%, le donne solo del 35,4%. Con il diploma il divario si riduce a 17,8 punti (78,8% uomini, 61,0% donne). Con la laurea quasi scompare: 84,7% uomini contro 80,6% donne, differenza di 4,1 punti. Anche la disoccupazione rispecchia lo stesso andamento: il gap tra i sessi parte da 7,2 punti per chi ha il titolo più basso e si assottiglia a soli 0,4 punti tra i laureati. Si tratta del segnale più concreto che l'istruzione terziaria incide sulle pari opportunità nel mercato del lavoro, in modo trasversale rispetto ai settori e alle classi di età considerate.

Il Mezzogiorno resta fuori dal mercato del lavoro giovanile

Nel Mezzogiorno è occupato il 54,0% dei giovani 20-34enni usciti dalla formazione, contro il 74,9% del Centro e l'81,4% del Nord; la disoccupazione giovanile al Sud tocca il 20,5%, più che tripla rispetto al 6,3% del Nord. La laurea riduce il divario senza eliminarlo: i laureati meridionali occupati sono il 70,7%, a fronte dell'88,7% nel Nord, con un tasso di disoccupazione ancora al 12,7% (4,7% nel Nord). A peggiorare il quadro strutturale, il 33,0% dei giovani diplomati in Italia si dichiara sovraistruito rispetto al lavoro svolto, dato superiore di 10,2 punti alla media UE27 del 22,8%. Il tema si intreccia con il dato che solo il 25,1% dei giovani italiani 20-34enni ha conseguito una laurea, contro una quota superiore di 11,3 punti rispetto alla media europea: pochi laureati, e con un inserimento più lento rispetto ai colleghi europei.

Il report completo è consultabile nel comunicato stampa ISTAT Giovani e mercato del lavoro 2024. I dati indicano che la laurea riduce il rischio di esclusione occupazionale e il divario di genere, ma le asimmetrie territoriali che caratterizzano il mercato del lavoro italiano restano un nodo irrisolto per i giovani residenti al Sud.

Domande frequenti

In che modo la laurea incide sul divario di genere nel tasso di occupazione giovanile?

La laurea riduce drasticamente il divario di genere nel tasso di occupazione: tra i laureati la differenza tra uomini e donne occupati scende a soli 4,1 punti percentuali rispetto ai 34,1 punti tra chi ha solo la licenza media.

Il titolo universitario è sufficiente a colmare il divario occupazionale tra Nord e Sud?

No, il titolo universitario riduce ma non elimina il gap territoriale: i laureati occupati sono il 70,7% al Sud contro l'88,7% al Nord, con una differenza di 18 punti percentuali.

Qual è la situazione della disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno rispetto al Nord?

La disoccupazione giovanile al Sud è significativamente più alta: il 20,5% contro il 6,3% del Nord. Anche tra i laureati, il tasso resta elevato al Sud (12,7%) rispetto al Nord (4,7%).

Cosa si intende per sovraistruzione tra i giovani italiani?

La sovraistruzione indica che il 33% dei giovani diplomati svolge un lavoro per cui sono richiesti titoli inferiori a quelli posseduti, un dato superiore di oltre 10 punti rispetto alla media UE27.

Qual è la percentuale di giovani italiani laureati rispetto alla media europea?

Solo il 25,1% dei giovani italiani tra 20 e 34 anni è laureato, una quota inferiore di 11,3 punti percentuali rispetto alla media europea.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 10:42

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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