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Portuali, 10 morti e 2.479 infortuni in 4 anni: usuranti bloccato
Lavoro

Portuali, 10 morti e 2.479 infortuni in 4 anni: usuranti bloccato

Nei porti italiani 10 morti e 2.479 infortuni in 4 anni, mortalità più che doppia del settore trasporti. Dlgs 67/2011 esclude i portuali.

Dieci morti e 2.479 infortuni sul lavoro nei porti italiani tra il 2021 e il 2024, con un'incidenza di mortalità sugli infortuni dello 0,4%: oltre il doppio dello 0,18% calcolato sull'intero settore trasporti dall'INAIL. Lunedì scorso i portuali hanno scioperato per chiedere il riconoscimento del lavoro usurante, con un tavolo tecnico promesso dal ministero del Lavoro e mai aperto.

Lo sciopero Usb e la richiesta della Uil al Governo

Lo sciopero nazionale dei portuali, promosso dall'Unione sindacale di base, ha riportato in cima all'agenda la richiesta di convocare al ministero del Lavoro il tavolo tecnico sul riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini previdenziali. Un tavolo promesso lo scorso anno, dopo lo sciopero del 7 maggio, senza che siano seguiti atti concreti.

A ridosso della Legge di bilancio 2027 anche la Uil, con il segretario confederale Santo Biondo, chiede al Governo di aprire un confronto con le parti sociali sulla previdenza. L'obiettivo dichiarato è una flessibilità in uscita che tenga conto delle diverse professioni svolte e delle condizioni di salute, senza scaricare il costo sui trattamenti futuri. Pensioni e tempi di attesa Inps, l'approfondimento di EduNews24 mostra come anche uno slittamento di un mese nei pagamenti pesi su chi vive solo di pensione.

I numeri sulla sicurezza nei porti: mortalità oltre il doppio dei trasporti

Lo studio promosso dall'Ente Bilaterale Nazionale Porti, realizzato dalla Scuola Nazionale di Trasporti e Logistica con Gesta srl, fotografa quattro anni di scalo. Tra il 2021 e il 2024 nei porti italiani si sono contati 2.479 infortuni sul lavoro e 10 morti: un'incidenza di mortalità sugli infortuni dello 0,4%, oltre il doppio dello 0,18% calcolato sull'intero Settore H della classificazione INAIL, che raggruppa Trasporti e magazzinaggio.

Il dato acquista peso se incrociato con la fotografia complessiva del comparto: secondo il bollettino Inail su Trasporti e magazzinaggio, tra il 2020 e il 2024 l'Istituto ha ricevuto oltre 242mila denunce di infortunio nel settore, con 923 casi mortali e un aumento del 13,6% delle denunce totali rispetto al 2020.

Nei porti il quadro è aggravato dallo stress operativo. Gli addetti operativi sono in calo costante mentre le ore lavorate aumentano: in quarant'anni l'Italia ha perso un terzo dei lavoratori portuali nonostante il traffico merci sia cresciuto. L'indice di frequenza degli infortuni e quello di incidenza sui lavoratori sono entrambi in salita. Sul fronte della prevenzione, solo il 12% delle sedici Autorità di Sistema Portuale possiede la certificazione ISO 45001, pur considerandola criterio premiale nell'assegnazione delle concessioni. La fotografia Inail dei PCTO con 13 studenti morti nel 2026 racconta lo stesso scarto fra dati denunciati e rischio reale.

Cos'è il Dlgs 67/2011 e perché i portuali ne restano fuori

Il Decreto legislativo 21 aprile 2011 n. 67 sul portale Normattiva consente l'uscita anticipata dal lavoro a chi è impiegato in attività particolarmente faticose e pesanti: 61 anni e 7 mesi di età con almeno 35 anni di contributi, tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria. Rientrano nel beneficio i lavoratori notturni organizzati in turni, chi opera in galleria, cava o fronte di scavo, chi è addetto alle linee a catena e i conducenti di mezzi pubblici di trasporto con oltre nove posti.

I portuali, in quanto categoria, non figurano nell'elenco: possono accedere al beneficio solo se dimostrano di rientrare in uno dei filoni trasversali, in particolare il lavoro notturno con i requisiti stringenti del decreto. Il riconoscimento diretto delle operazioni portuali come usuranti richiederebbe una modifica normativa, ed è proprio su questo che i sindacati chiedono il tavolo tecnico.

Nel frattempo la Cgil di Catania, insieme alle associazioni di 'La via maestra', ha indetto per martedì 13 ottobre una manifestazione sul carovita e sulla difesa di salari e pensioni. Un fronte sindacale che si allarga a poche settimane dalla presentazione del disegno di legge di bilancio.

La convocazione del tavolo al ministero del Lavoro resta la richiesta concreta sul tavolo del Governo: senza un passaggio formale prima dell'approvazione della manovra, il dossier pensioni portuali rischia un altro anno di rinvio, con i numeri della sicurezza negli scali che restano fuori dal confronto politico. I 195 posti dei concorsi pubblici in settimana raccontano l'altro fronte occupazionale aperto in queste ore.

Domande frequenti

Qual è la situazione degli infortuni e della mortalità tra i lavoratori portuali italiani?

Tra il 2021 e il 2024 nei porti italiani si sono verificati 2.479 infortuni sul lavoro e 10 morti, con un tasso di mortalità dello 0,4%, oltre il doppio rispetto all'intero settore trasporti secondo i dati INAIL.

Perché i portuali chiedono il riconoscimento del lavoro usurante?

I portuali chiedono il riconoscimento del lavoro usurante per poter accedere a forme di pensionamento anticipato, dato l'alto livello di rischio e stress operativo a cui sono sottoposti, aggravato dalla diminuzione degli addetti e dall'aumento delle ore lavorate.

Cosa prevede il Dlgs 67/2011 e perché i portuali ne sono esclusi?

Il Dlgs 67/2011 consente l'uscita anticipata dal lavoro a chi svolge attività particolarmente faticose e pesanti, ma i portuali come categoria non sono inclusi e possono beneficiarne solo in casi specifici, come il lavoro notturno, secondo criteri molto restrittivi.

Quali sono le richieste principali dei sindacati al Governo in tema di lavoro portuale?

I sindacati chiedono l'apertura di un tavolo tecnico al Ministero del Lavoro per riconoscere il lavoro portuale come usurante ai fini previdenziali e ottenere maggiore flessibilità in uscita, senza gravare sui trattamenti futuri.

Qual è lo stato della prevenzione e sicurezza nei porti italiani?

Solo il 12% delle Autorità di Sistema Portuale possiede la certificazione ISO 45001 sulla sicurezza, mentre l'indice di frequenza degli infortuni e quello di incidenza sui lavoratori risultano in aumento.

Cosa rischia il dossier pensioni portuali senza una decisione politica imminente?

Senza una convocazione formale del tavolo tecnico prima dell'approvazione della manovra di bilancio, il riconoscimento previdenziale per i portuali rischia un ulteriore rinvio di almeno un anno.

Pubblicato il: 4 ottobre 2026 alle ore 10:11

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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