Tredici studenti morti nei primi sette mesi del 2026 secondo l'Inail, quasi il doppio dei sette registrati nello stesso periodo del 2025. Nello stesso arco le denunce di infortunio degli studenti salgono a 52.744, +5,6% sull'anno precedente. Su questo sfondo pesa l'appello di Daniele Marmigi, direttore tecnico di Safety Expo: la prevenzione deve entrare nel processo decisionale ordinario dell'impresa, non restare un adempimento a valle.
L'appello di Safety Expo: prevenzione dentro le decisioni delle PMI
Marmigi punta il dito sulle micro, piccole e medie imprese, dove le decisioni che incidono sulla sicurezza (l'acquisto di un'attrezzatura, il cambio di una lavorazione, l'ingresso di un nuovo fornitore, l'affidamento di un appalto) vengono prese in tempi rapidi e con processi poco formalizzati. Il rischio, spiega, è trasferire nelle PMI modelli pensati per organizzazioni molto più complesse e produrre solo burocrazia aggiuntiva. Una valutazione del rischio effettuata soltanto a posteriori si trasforma inevitabilmente in un adempimento formale.
Il direttore tecnico di Safety Expo chiede di superare la concezione documentale della sicurezza e di puntare sui segnali che precedono l'infortunio: gestione degli appalti, manutenzione, cambiamenti organizzativi, analisi dei near miss. Stessa logica sulla formazione: non basta attestare che un lavoratore abbia frequentato un corso, occorre verificare che sappia davvero riconoscere il pericolo nelle condizioni reali di lavoro.
Il paradosso Inail: denunce PCTO in calo del 50%, morti studenti quasi raddoppiati
I dati Inail al 31 luglio 2026 raccontano una tensione difficile da leggere in modo univoco. Sulle circa 53mila denunce di infortunio degli studenti, quelle riferite ai percorsi di formazione scuola-lavoro scendono a 597 casi, -50% sul 2025. Nello stesso periodo, però, i casi mortali fra gli studenti passano da 7 a 13: quasi il doppio, in una popolazione dove tre infortuni su quattro riguardano ragazzi sotto i 15 anni e il 97% degli eventi accade in occasione delle attività scolastiche. Il volume delle segnalazioni PCTO non basta a misurare la gravità: il calo delle denunce va letto insieme all'esito degli eventi più seri.
Il baricentro geografico resta al Nord: la Lombardia concentra il 24% delle denunce studenti (+9,3% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%, +13,3%), Veneto (12%, +2,8%) e Piemonte (10%, +3,9%). Le studentesse pesano per il 42% del totale, gli studenti per il 58%. Il 94% delle denunce arriva dalle scuole statali. Sull'altro estremo della vita professionale, il comunicato Inail segnala un aumento dei decessi tra i 60-64enni (da 56 a 63 casi), un dato che pesa anche per chi valuta strumenti come la quota 41 flessibile con il taglio del 10% sull'assegno.
Cosa cambia per scuole, imprese e famiglie
L'appello di Marmigi sposta il fuoco sui tutor aziendali e scolastici: lo studente in PCTO va considerato prima di tutto una persona in formazione, non un lavoratore in prova. Le attività affidate devono essere compatibili con l'esperienza già acquisita, i rischi presenti e una supervisione effettiva. Su questo terreno le operazioni di cronaca contro lo sfruttamento del lavoro nella Piana di Sibari raccontano quanto ancora il primo ingresso al lavoro possa essere fragile, soprattutto per chi ha meno strumenti per riconoscere il rischio.
Per le scuole il nodo pratico è verificare la qualità reale del percorso, non la conformità dei documenti: quali attività, con quali strumenti, sotto la responsabilità di chi. Per docenti e personale, i cui compensi e ruoli restano al centro del dibattito come mostra la lettura dei dati veri sulle retribuzioni nell'istruzione, il tema è formativo: preparare gli studenti a leggere il pericolo prima che l'infortunio arrivi. Le imprese che ospitano tirocinanti dovrebbero mappare near miss e appalti prima che diventino incidenti, non dopo.
L'obiettivo del prossimo aggiornamento Inail non è avere meno denunce, ma avere meno morti tra i tredici già contati nei primi sette mesi del 2026. Le scuole possono pretendere tutor capaci di sospendere l'esperienza quando la supervisione manca; le famiglie possono chiedere in anticipo mansioni, orari e valutazione dei rischi del percorso.
Domande frequenti
Perché sono aumentati i decessi degli studenti nel 2026 nonostante il calo delle denunce PCTO?
Nonostante il calo delle denunce relative ai percorsi scuola-lavoro, i decessi sono quasi raddoppiati perché la diminuzione delle segnalazioni PCTO da sola non riflette la gravità degli incidenti. La maggior parte degli infortuni riguarda attività scolastiche ordinarie e coinvolge studenti molto giovani.
Quali sono le principali criticità nella gestione della sicurezza nelle PMI secondo Safety Expo?
Safety Expo sottolinea che nelle PMI le decisioni sulla sicurezza vengono spesso prese rapidamente e senza processi formalizzati, rischiando di trasformare la valutazione del rischio in un mero adempimento burocratico. È necessario integrare la prevenzione nelle decisioni quotidiane piuttosto che limitarla a un controllo documentale successivo.
Come dovrebbero cambiare le scuole e le imprese per migliorare la sicurezza degli studenti?
Le scuole dovrebbero verificare la qualità effettiva dei percorsi formativi, privilegiando attività adeguate all'esperienza degli studenti e garantendo una supervisione reale. Le imprese dovrebbero anticipare la gestione dei rischi e dei near miss, anziché agire solo dopo un incidente.
Che ruolo hanno tutor scolastici e aziendali nella sicurezza degli studenti in PCTO?
I tutor dovrebbero considerare lo studente come persona in formazione e non solo come lavoratore in prova, affidando attività compatibili con le sue competenze e garantendo una supervisione adeguata. Hanno il compito di sospendere l'esperienza se vengono meno le condizioni di sicurezza.
Quali sono i dati geografici più rilevanti sugli infortuni degli studenti nel 2026?
Il Nord Italia concentra la maggior parte delle denunce, con la Lombardia al 24%, seguita da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Il 94% delle denunce proviene da scuole statali e il 58% degli studenti coinvolti sono maschi.