Il 28 luglio 2026 la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone ha riunito nella sala Giugni del Ministero il Coordinamento delle Regioni e gli assessori al lavoro delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Sul tavolo, come riporta il comunicato ufficiale del Ministero del Lavoro, lo stato di avanzamento degli obiettivi PNRR sulle politiche attive del lavoro e l'apertura del confronto sulla programmazione europea 2028-2034, che dovrà consolidare il modello pubblico-privato costruito negli ultimi tre anni con le risorse del Piano.
Un modello pubblico-privato da consolidare
Il perimetro dell'incontro ha riguardato la sostenibilità del sistema delle politiche attive dopo la chiusura del PNRR e i risultati complessivi degli strumenti finanziati dal Piano: Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), Istituti Tecnologici Superiori (ITS) e Fondo Nuove Competenze. Il Ministero ha ricordato che l'infrastruttura digitale del SIISL, il Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa realizzato insieme alle Regioni, ha contribuito a un sistema più integrato e orientato all'occupabilità.
Sul fronte dei numeri, le performance occupazionali del Programma GOL, il piano nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, e dei percorsi IeFP confermano, secondo il tavolo, la necessità di garantire continuità finanziaria alle misure con i risultati più solidi. Il ricorso crescente al Fondo Nuove Competenze è indicato come segnale della propensione delle imprese alla formazione continua, in linea con la domanda espressa dal sistema produttivo.
Calderone: 'Percorsi centrati sulle competenze'
"Abbiamo preso atto di una efficace collaborazione tra il Ministero, le Regioni e tutti gli enti coinvolti", ha affermato la ministra Calderone al termine del confronto. "Ora progettiamo insieme come costruire percorsi efficaci di accompagnamento al lavoro, centrati sulle competenze e sulla formazione professionale legata alle nuove tecnologie e ai nuovi profili richiesti dalle imprese".
Nel confronto è stato citato anche il progetto EDO, Educazione Digitale per l'Occupazione, che con investimenti contenuti sta producendo evidenze sull'evoluzione della formazione professionale verso modelli più flessibili e accessibili. Le parole della ministra spostano il baricentro dal bilancio del PNRR alla nuova fase della programmazione europea, con l'obiettivo dichiarato di legare formazione e domanda delle imprese ai nuovi profili delle tecnologie digitali.
Il progetto EDO, insieme alla propensione crescente delle imprese verso il Fondo Nuove Competenze, viene letto dal tavolo come segnale che il ciclo aperto dal PNRR ha avviato un cambio di passo nella formazione professionale italiana, ora da consolidare con risorse strutturali nel prossimo settennio europeo.
Il tavolo ha condiviso la necessità di un'impostazione unitaria e di una governance coordinata tra Ministero e Regioni per la nuova programmazione 2028-2034, con l'obiettivo di definire un quadro stabile per formazione, politiche attive e innovazione dei servizi. La partita concreta si giocherà sulle risorse europee del prossimo ciclo e sulla capacità di trasformare gli strumenti PNRR in misure ordinarie.
Domande frequenti
Quali sono stati i principali temi affrontati dall'incontro tra la ministra Calderone e le Regioni?
L'incontro ha riguardato lo stato di avanzamento degli obiettivi PNRR sulle politiche attive del lavoro, la sostenibilità delle misure dopo la chiusura del Piano e l'apertura del confronto sulla programmazione europea 2028-2034.
Quali strumenti finanziati dal PNRR sono stati valutati positivamente durante il tavolo?
Sono stati evidenziati i risultati degli strumenti come l'Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS) e il Fondo Nuove Competenze.
Che ruolo ha avuto il Sistema Informativo SIISL nello sviluppo delle politiche attive per il lavoro?
Il SIISL ha contribuito a creare un sistema più integrato e orientato all'occupabilità, facilitando l'inclusione sociale e lavorativa in collaborazione con le Regioni.
Perché il Fondo Nuove Competenze è considerato un indicatore importante delle esigenze del sistema produttivo?
Il crescente utilizzo del Fondo Nuove Competenze segnala la propensione delle imprese a investire nella formazione continua, rispondendo così alle nuove richieste del mercato del lavoro.
In che modo il progetto EDO sta influenzando la formazione professionale in Italia?
Il progetto EDO sta favorendo l'evoluzione verso modelli formativi più flessibili e accessibili, puntando sull'educazione digitale e l'adattamento ai nuovi profili professionali richiesti dalle imprese.
Quali sono le prospettive per la governance delle politiche attive per il lavoro nella futura programmazione europea?
Il tavolo ha sottolineato la necessità di una governance unitaria e coordinata tra Ministero e Regioni, per consolidare i risultati ottenuti e trasformare le misure del PNRR in strumenti ordinari nel prossimo ciclo europeo.