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Nel Quantum Grand Challenge europeo la sola italiana è uno spin-off di Pisa
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Nel Quantum Grand Challenge europeo la sola italiana è uno spin-off di Pisa

L'EuroHPC ha selezionato 13 startup tra 27 candidate. L'unica italiana è Planckian, spin-off congiunto di Università di Pisa e SNS.

L'EuroHPC ha scelto 13 startup europee per la prima fase del suo Quantum Grand Challenge, il programma comunitario che punta a portare i processori quantistici dalla ricerca di frontiera all'industria. Una sola è italiana: Planckian, lo spin-off congiunto dell'Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore, nato nel 2023 per rendere scalabili le architetture di controllo dei qubit superconduttivi.

Come funziona il bando europeo

Il bando dell'EuroHPC ha valutato 27 proposte eleggibili e ne ha selezionate 13. Ogni beneficiaria riceve 300.000 euro di Coordination and Support Action per quattro mesi, il tempo per costruire una roadmap tecnica e finanziaria e mostrare un prototipo o una prova di principio. Chi supera la valutazione accede alla Fase 2: potrà presentare alla Banca Europea per gli Investimenti una richiesta di venture debt fino a 30 milioni di euro per azienda, un ordine di grandezza cento volte superiore al ticket iniziale.

Nel gruppo dei tredici selezionati ci sono i nomi già consolidati del settore: la finlandese IQM sui superconduttori, la francese Quandela sui processori fotonici, la tedesca eleQtron sugli ioni intrappolati, la spagnola Qilimanjaro, i Paesi Bassi con QuiX Quantum e NVISION Imaging, poi Alice & Bob, QUDORA, QUOBLY, Equal 1, Groove Quantum e Sparrow Quantum. L'obiettivo dichiarato è integrare i processori quantistici direttamente nei supercomputer HPC europei entro la fine del decennio.

Perché l'Italia entra in Europa solo con uno spin-off universitario

La distribuzione geografica dei 13 racconta un pattern: Francia con Quandela e Alice & Bob, Germania con eleQtron e QUDORA, Paesi Bassi con QuiX Quantum e NVISION Imaging. L'Italia si ferma a una casella, e quella casella non arriva da una big-tech industriale o da un fondo di venture capital: arriva dall'accademia. Planckian è il primo spin-off congiunto di Università di Pisa e Scuola Normale, e la sua rete si estende già al QTLab dell'Università di Napoli Federico II, dove è operativo il computer quantistico superconduttivo da 25 qubit più potente del Paese.

Sul lato pubblico, l'Italia investe oltre 319 milioni di euro del PNRR nel Centro Nazionale ICSC per HPC, Big Data e Quantum Computing, una cifra mille volte più grande del singolo ticket europeo di Fase 1 ma spalmata su una missione molto più ampia: supercalcolo, big data, algoritmi e formazione. Il quantum, dentro ICSC, è una delle tante linee. Il risultato è che sul processore hardware, il pezzo di filiera che l'EuroHPC ha scelto di finanziare direttamente, la sponda italiana è tutta in mano a due atenei toscani e a un dipartimento di Napoli.

Cosa cambia per atenei, dottorandi e trasferimento tecnologico

Il progetto Planckian si chiama SQALE e nei quattro mesi di Fase 1 svilupperà la roadmap per un'architettura di controllo a cablaggio costante: uno degli ostacoli più discussi nel design dei processori superconduttivi, perché ogni nuovo qubit oggi richiede nuove linee fisiche di controllo, con costi e complessità crescenti. Se SQALE passa il vaglio, la Fase 2 sblocca fino a 30 milioni di euro di venture debt BEI per l'azienda pisana: un salto di scala che riporta contratti di ricerca, borse di dottorato e commesse di prototipazione dentro i due atenei di origine.

Il rovescio della medaglia è che il finanziamento europeo delle tecnologie di frontiera resta selettivo: 13 progetti su 27 nel quantum, poche unità in fotonica, cifre analoghe nelle metasuperfici. Chi non entra in queste short-list resta fuori anche dal capitale privato, che segue i segnali BEI. Un trend analogo si osserva nelle scienze della vita, dove il deep tech accademico sta riscrivendo il perimetro della ricerca applicata.

Il primo termine chiave è fine gennaio 2027, quando l'EuroHPC deciderà quali delle 13 startup accedono alla venture debt della BEI. Il posto italiano al tavolo del quantum europeo si gioca in quei quattro mesi, e a difenderlo sarà un ateneo pubblico.

Domande frequenti

Cos'è il Quantum Grand Challenge europeo e qual è il suo obiettivo?

Il Quantum Grand Challenge europeo è un programma dell'EuroHPC che mira a portare i processori quantistici dalla ricerca di frontiera all'industria, integrandoli nei supercomputer HPC europei entro la fine del decennio.

Quali sono le fasi e i finanziamenti previsti dal bando EuroHPC?

Il bando prevede una prima fase di quattro mesi, in cui ogni startup selezionata riceve 300.000 euro per sviluppare una roadmap tecnica e un prototipo. Superata questa fase, si può accedere a una seconda fase con la possibilità di richiedere fino a 30 milioni di euro di venture debt dalla BEI.

Perché l'Italia è rappresentata da una sola startup nel Quantum Grand Challenge?

L'Italia è rappresentata solo da Planckian, uno spin-off universitario, perché gran parte degli investimenti italiani sul quantum computing sono destinati a programmi più ampi e non focalizzati esclusivamente sull'hardware dei processori quantistici, settore in cui il bando EuroHPC ha scelto di investire.

Cosa comporta per università e dottorandi la partecipazione di Planckian al programma?

La partecipazione di Planckian può portare nuovi contratti di ricerca, borse di dottorato e attività di prototipazione nelle università coinvolte, favorendo il trasferimento tecnologico e la crescita dell'ecosistema accademico nazionale nel settore quantistico.

Qual è il progetto specifico di Planckian selezionato dal bando e che innovazione propone?

Il progetto di Planckian si chiama SQALE e mira a sviluppare un'architettura di controllo a cablaggio costante per processori quantistici superconduttivi, risolvendo uno dei principali ostacoli tecnici legati alla crescita dei qubit.

Quando verrà deciso quali startup accederanno alla seconda fase di finanziamento e cosa succede a chi non viene selezionato?

La selezione per la seconda fase avverrà entro fine gennaio 2027. Le startup non selezionate rischiano di restare escluse sia dai finanziamenti europei sia dal capitale privato, che tende a seguire le scelte della BEI.

Pubblicato il: 21 settembre 2026 alle ore 13:23

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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