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Fondo pensione e TFR a confronto: 5% medio decennale contro 2,5%
Lavoro

Fondo pensione e TFR a confronto: 5% medio decennale contro 2,5%

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COVIP: nel decennio le linee azionarie del fondo pensione rendono il doppio del TFR. Cosa cambia con il sistema dinamico dal 1 luglio 2026.

Il sistema dinamico per il TFR scatta il 1 luglio 2026: i lavoratori assunti dopo quella data che non scelgono entro 60 giorni vedranno la liquidazione confluire in un fondo pensione con linea di investimento legata all'età. Il confronto numerico con il TFR aziendale, sulla base dei dati COVIP di dicembre 2025, spiega perché il governo spinge sull'adesione automatica.

Cosa cambia dal 1 luglio 2026

La Legge di Bilancio 2026 ridisegna tre punti chiave della previdenza complementare. Per i neoassunti del settore privato, esclusi i domestici, il silenzio per 60 giorni dall'assunzione equivale al conferimento automatico del TFR a una forma collettiva; la scelta diventa irrevocabile e sostituisce il meccanismo del 2007, applicato in modo molto limitato.

Il tetto annuo di deducibilità fiscale dei contributi sale da 5.164,57 a 5.300 euro, primo aggiornamento dopo quasi vent'anni. Nel plafond rientrano i versamenti del lavoratore e quelli del datore di lavoro, mentre i conferimenti di TFR mantengono la disciplina fiscale autonoma. Alla rendita vitalizia si aggiungono tre forme di riscossione: rendita a durata definita, prelievi liberi, erogazione frazionata. Il portale del Ministero del Lavoro sulla previdenza complementare, online dal 20 maggio 2026, raccoglie simulatori e guide pratiche. Le proposte di revisione del ministro Giorgetti avevano anticipato la direzione del cambiamento.

Il gap di rendimento: 5% contro 2,5% medio decennale

I dati COVIP a dicembre 2025 quantificano la distanza fra forme complementari e TFR sul lungo periodo. Nel decennio 2015-2025 le linee a maggiore contenuto azionario, quelle che il life cycle assegna ai giovani, hanno reso fra il 4,8 e il 5,1% medio annuo netto. La rivalutazione cumulata del TFR si è fermata al 2,5%. Le linee bilanciate, su cui il sistema dinamico sposta i lavoratori più maturi, rendono fra l'1,9 e il 2,9%.

Sul solo 2025 i comparti azionari hanno chiuso al 7,7% nei fondi negoziali e al 9,6% nei fondi aperti; nelle linee bilanciate i risultati medi sono al 5,1% e al 5,5%. La rivalutazione netta del TFR per lo stesso anno è stata circa dell'1,9%, in base alla formula di legge che combina 1,5% fisso e 75% dell'inflazione ISTAT.

L'esposizione in titoli di capitale delle linee azionarie è del 60,2% nei fondi negoziali, sale al 78,7% nei fondi aperti e tocca il 93,1% nei PIP. I costi medi più contenuti restano quelli dei negoziali, che mostrano anche la minore dispersione fra singoli comparti. Su questi numeri si gioca il vantaggio del life cycle automatico: chi entra a 25 anni accumula equity nella fase con orizzonte lungo, poi il gestore riporta il portafoglio su linee obbligazionarie quando l'età si avvicina al pensionamento. La relazione statistica COVIP di dicembre 2025 documenta la convergenza dei rendimenti sul lungo periodo.

Chi resta fuori: il 38% della forza lavoro

A fine 2025 gli iscritti alle forme complementari sono 10,4 milioni, con 11,7 milioni di posizioni in essere e una crescita annua del 5%. Pari al 38,3% della forza lavoro: sei lavoratori su dieci restano fuori dalla previdenza integrativa. I contributi raccolti nell'anno toccano 17,4 miliardi (+10,1%), le risorse destinate alle prestazioni 261,2 miliardi.

La quota non iscritta riguarda soprattutto giovani con carriere discontinue, autonomi e dipendenti dei settori dove la contribuzione contrattuale è meno diffusa. Per questi profili la decisione pesa due volte: il regime contributivo puro calcola la pensione pubblica solo sui contributi effettivamente versati, e senza un secondo pilastro il rischio di un assegno sotto i 1.000 euro mensili è concreto. Sul fronte pubblico, le incertezze sul blocco dei requisiti per il 2025 non bastano a colmare il divario, e il confronto degli aumenti fra 2024 e 2025 mostra quanto siano contenuti gli scatti su pensioni medio-basse.

Chi viene assunto dopo il 1 luglio avrà sessanta giorni per scegliere. Sul TFR liquidato in azienda l'aliquota IRPEF marginale supera spesso il 35%; il capitale del fondo pensione è tassato fra il 9 e il 15% in base agli anni di adesione. Anche il netto finale dipende dalla decisione di quei due mesi.

Domande frequenti

Cosa cambia per il TFR a partire dal 1 luglio 2026?

Dal 1 luglio 2026, i lavoratori privati neoassunti che non scelgono entro 60 giorni vedranno il TFR conferito automaticamente a un fondo pensione collettivo, secondo una linea di investimento legata all'età. Questa scelta diventa irrevocabile e sostituisce il meccanismo del 2007.

Quali sono le differenze di rendimento tra fondo pensione e TFR aziendale?

Secondo i dati COVIP 2015-2025, i fondi pensione con linee azionarie hanno reso in media tra il 4,8% e il 5,1% annuo netto, mentre la rivalutazione del TFR aziendale si è fermata al 2,5%. Le linee bilanciate dei fondi hanno avuto rendimenti compresi tra l'1,9% e il 2,9%.

Come funziona la tassazione sul TFR e sui fondi pensione?

Il TFR liquidato in azienda è tassato con l'aliquota IRPEF marginale, spesso superiore al 35%. I capitali accumulati nei fondi pensione, invece, vengono tassati tra il 9% e il 15% in base agli anni di adesione, risultando generalmente più vantaggiosi dal punto di vista fiscale.

Chi resta escluso dalla previdenza complementare e quali sono i rischi?

A fine 2025, circa il 38% della forza lavoro non è iscritto alla previdenza integrativa, in particolare giovani con carriere discontinue, autonomi e lavoratori in settori con bassa contribuzione contrattuale. Questi gruppi rischiano pensioni pubbliche molto basse, spesso inferiori ai 1.000 euro mensili.

Quali novità ci sono per la deducibilità fiscale dei contributi ai fondi pensione?

Dal 2026 il tetto annuo di deducibilità fiscale per i contributi ai fondi pensione sale da 5.164,57 a 5.300 euro, includendo sia i versamenti del lavoratore che quelli del datore di lavoro. I conferimenti di TFR continuano a seguire una disciplina fiscale separata.

Quali sono le modalità di riscossione della pensione complementare?

Oltre alla rendita vitalizia, saranno disponibili anche la rendita a durata definita, i prelievi liberi e l'erogazione frazionata. Queste opzioni offrono maggiore flessibilità nella gestione delle somme accumulate nel fondo pensione.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 15:39

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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