Il nuovo Bonus mamme 2026 sale a 60€ mensili, per un massimo di 720€ annui. Le domande all'INPS sono aperte dal 20 ottobre, con scadenza il 31 dicembre. I dati della prima edizione raccontano però una storia che il solo importo non spiega: delle 829.267 lavoratrici che nel 2025 hanno ricevuto un sostegno, soltanto 179.169 hanno ottenuto l'esonero contributivo pieno, concentrato nelle regioni del Nord.
Cosa cambia davvero nel 2026
Con la circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026 l'Istituto ha definito regole e importi del nuovo contributo. L'assegno sale da 40 a 60€ mensili per ogni mese di attività lavorativa svolta nel 2026, fino a dodici mensilità complessive. Il pagamento arriverà in un'unica soluzione a dicembre, nello stesso cedolino che include le altre erogazioni INPS di fine anno.
La platea è ampia: dipendenti del pubblico e del privato e autonome iscritte alle gestioni obbligatorie, incluse Casse professionali e Gestione Separata. Il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000€, calcolato sul reddito individuale della madre e non sull'ISEE del nucleo familiare. I requisiti sui figli restano stringenti: due figli con il più piccolo sotto i 10 anni, oppure tre o più figli con il minore sotto i 18.
Il divario territoriale emerso nel 2025
Il bilancio della prima edizione mostra quanto la misura rifletta le disuguaglianze strutturali del lavoro femminile. Nel 2025 l'esonero contributivo totale, riservato alle madri con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato, ha raggiunto 179.169 lavoratrici: appena il 21,6% delle 829.267 beneficiarie complessive.
Il peso dello sgravio cambia molto per territorio. In Lombardia 40.060 madri su 151.221 hanno ottenuto l'esonero (26,5%); in Veneto la quota è del 25,3%, in Emilia-Romagna del 23,6%, con picchi del 32,1% a Bolzano e del 29,7% a Trento. Al Sud il quadro si capovolge: in Campania l'esonero copre il 15,3% delle beneficiarie (9.637 su 63.044), in Puglia il 14,8%, in Sicilia il 14,8%, in Calabria appena il 12,8%.
Dietro i numeri c'è la geografia del contratto stabile femminile. Dove le madri di tre figli lavorano più spesso a tempo indeterminato, lo sgravio si attiva automaticamente in busta paga per l'intero anno. Dove invece prevalgono contratti precari, part-time involontario o lavoro irregolare, il sostegno si riduce al nuovo contributo da 60€, erogato una volta sola. La forbice si legge anche fra le due Province autonome: a Bolzano un terzo delle beneficiarie ha ottenuto l'esonero, in Molise meno di una su cinque.
Il raddoppio dell'importo nel 2026 attenuerà il divario in valore assoluto, portando l'assegno massimo da 480 a 720€, ma non interviene sulla frattura di fondo: chi ha accesso allo sgravio contributivo pieno vede alleggerita la busta paga per dodici mesi, mentre chi riceve il bonus incassa un trasferimento una tantum a dicembre.
Come fare domanda e chi resta fuori
Per la domanda serve accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cercare la scheda 'Nuovo Bonus mamme 2026' nella sezione dedicata ai genitori; in alternativa è possibile passare dal Contact Center multicanale o dai patronati. Chi perfeziona i requisiti nel mese di dicembre ha tempo fino al 31 gennaio 2027 per presentare la richiesta.
Il bonus non concorre al reddito imponibile e non rileva ai fini ISEE, un dettaglio che allarga la convenienza anche per chi riceve altre prestazioni INPS legate alla famiglia. Attenzione però al coordinamento con l'esonero contributivo: le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato non percepiscono i 60€ nei mesi in cui lo sgravio è attivo, perché le due misure non si cumulano.
Restano completamente escluse le lavoratrici del settore domestico, circa 804.000 persone secondo i dati INPS 2025. La Corte costituzionale si è vista rimettere la questione sull'esclusione e la decisione è attesa, mentre nel cedolino di ottobre le lavoratrici domestiche non trovano alcuna traccia del contributo.
L'accredito di dicembre è l'unica finestra utile per il 2026: senza domanda in tempo, il bonus non arriva.
Domande frequenti
Chi può beneficiare del Bonus mamme 2026 e quali sono i requisiti principali?
Possono beneficiare del Bonus mamme 2026 le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, le autonome iscritte alle gestioni obbligatorie e le professioniste con Casse o Gestione Separata, con reddito individuale annuo non superiore a 40.000€. È necessario avere almeno due figli (il minore sotto i 10 anni) o tre figli (il minore sotto i 18 anni).
Come e quando si può presentare domanda per il Bonus mamme 2026?
Le domande si presentano dal 20 ottobre al 31 dicembre 2026 tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Contact Center o patronati. Chi matura i requisiti a dicembre ha tempo fino al 31 gennaio 2027.
Come viene erogato il Bonus mamme 2026 e a quanto ammonta?
Il bonus ammonta a 60€ mensili per ogni mese di attività lavorativa svolta nel 2026, per un massimo di 720€ annui. L'erogazione avviene in un'unica soluzione nel cedolino di dicembre.
Quali sono le principali differenze territoriali nell'accesso alle misure di sostegno?
Nel 2025 l'esonero contributivo pieno è stato maggiormente ottenuto nelle regioni del Nord, dove sono più diffusi i contratti a tempo indeterminato, mentre al Sud la percentuale di beneficiarie dello sgravio è inferiore a causa della prevalenza di contratti precari o irregolari.
Le lavoratrici domestiche possono accedere al Bonus mamme 2026?
No, le lavoratrici del settore domestico sono escluse dal Bonus mamme 2026. Una decisione della Corte costituzionale sull'esclusione è però attesa.
Il Bonus mamme 2026 è cumulabile con altre misure di sostegno?
Il bonus non è cumulabile con l'esonero contributivo per le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato nei mesi in cui lo sgravio è attivo. Tuttavia, il bonus non concorre al reddito imponibile e non rileva ai fini ISEE, permettendo la compatibilità con altre prestazioni INPS.