Il cedolino di pensione di ottobre 2026, con valuta 1° ottobre, contiene due nuove voci fiscali che l'INPS ha attivato con il Messaggio INPS 2829 del 14 settembre 2026. Leggere «pensioni più ricche per tutti» è però un equivoco: la misura riguarda una platea molto ristretta e ha una scadenza operativa fissata al 10 ottobre.
Le due nuove voci nel cedolino di ottobre
Sul rateo di ottobre compaiono per la prima volta le voci «Somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo) - L. 207/2024» e «Ulteriore detrazione - L. 207/2024». Si tratta dell'estensione ai redditi sostitutivi del lavoro dipendente delle due misure già in vigore da gennaio per i lavoratori attivi, previste dall'articolo 1, commi da 4 a 9, della legge di Bilancio 2025.
L'INPS applica i benefici in automatico, senza bisogno di domanda, e paga in unica soluzione gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026 per chi ha diritto al bonus aggiuntivo. Per l'ulteriore detrazione, invece, il calcolo definitivo slitta al conguaglio fiscale di fine anno. Sul cedolino restano attivi anche i conguagli del modello 730/2026, con rimborsi a credito o trattenute a debito per chi ha indicato l'INPS come sostituto d'imposta.
Chi riceve davvero il bonus (e chi resta fuori)
Il punto che i titoli generici non chiariscono è la platea. La circolare 4/E del 16 maggio 2025 dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che le due agevolazioni spettano ai percettori di redditi di lavoro dipendente ai sensi dell'articolo 49 del TUIR, con esclusione espressa dei redditi di pensione indicati alla lettera a) del comma 2. Le pensioni di vecchiaia, anticipate e di reversibilità non rientrano quindi nella misura.
Sul cedolino di ottobre 2026 il bonus arriva a chi percepisce le prestazioni sostitutive del reddito da lavoro dipendente, elencate dall'INPS in quattro categorie:
- APE Sociale (anticipo pensionistico a carico dello Stato)
- Isopensione (esodo incentivato ex articolo 4 legge Fornero)
- Assegni straordinari dei fondi di solidarietà bancario e assicurativo
- Indennità previste dai contratti di espansione, se soggette a tassazione ordinaria
Per dare un ordine di grandezza: l'APE Sociale, dal 2017 al 2023, ha accolto circa 113.800 domande in sette anni, con una media di poco superiore alle 16.000 approvazioni l'anno. Isopensione ed esodi bancari coprono numeri anche più piccoli. La misura interessa quindi qualche decina di migliaia di persone in accompagnamento alla pensione, non i 16 milioni di pensionati veri e propri.
Quanto vale in tasca il bonus aggiuntivo
L'importo del bonus aggiuntivo si calcola in percentuale sul reddito di accompagnamento e cresce al diminuire dello stesso, secondo tre fasce definite dal comma 4 della legge 207/2024:
- 7,1% se il reddito annuo non supera 8.500 euro (fino a circa 604 euro annui)
- 5,3% tra 8.500 e 15.000 euro (fino a circa 795 euro annui)
- 4,8% oltre 15.000 euro e fino a 20.000 euro (fino a circa 960 euro annui)
Chi ha un reddito complessivo tra 20.001 e 40.000 euro accede invece all'ulteriore detrazione: 1.000 euro fissi fino a 32.000 euro, poi importo che decresce linearmente fino ad azzerarsi sulla soglia dei 40.000 euro. Sopra quella soglia, e per le pensioni ordinarie, nel cedolino di ottobre 2026 non cambia nulla dal punto di vista fiscale.
La scadenza del 10 ottobre da non perdere
C'è una data operativa che riguarda una platea molto più ampia. I contribuenti che hanno indicato l'INPS come sostituto d'imposta nel 730/2026 possono chiedere, entro il 10 ottobre 2026, la riduzione o l'annullamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF o della cedolare secca. La richiesta si trasmette in via telematica dal portale INPS con SPID di livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS. Chi si dimentica di attivarla si vede trattenuta l'intera rata sul cedolino di novembre, con recupero possibile solo con la dichiarazione dell'anno successivo. Nel dibattito parallelo sulle pensioni di vecchiaia si continua invece a discutere di aumento pensioni e adeguamento alla speranza di vita, che non c'entra con questa mensilità.
Domande frequenti
Chi ha diritto al bonus INPS sul cedolino di ottobre 2026?
Il bonus INPS di ottobre 2026 spetta esclusivamente a chi percepisce prestazioni sostitutive del reddito da lavoro dipendente, come APE Sociale, Isopensione, assegni straordinari dei fondi di solidarietà bancario e assicurativo, e indennità dei contratti di espansione soggette a tassazione ordinaria. Le pensioni ordinarie di vecchiaia, anticipate e di reversibilità sono escluse dalla misura.
Quali sono le nuove voci che appaiono sul cedolino di ottobre 2026?
Sul cedolino di ottobre 2026 compaiono per la prima volta «Somma non imponibile (c.d. bonus aggiuntivo) - L. 207/2024» e «Ulteriore detrazione - L. 207/2024». Queste voci rappresentano agevolazioni fiscali estese ai percettori di redditi sostitutivi del lavoro dipendente.
Come viene calcolato l'importo del bonus aggiuntivo?
L'importo si calcola in percentuale sul reddito di accompagnamento e varia in base a tre fasce: 7,1% per redditi fino a 8.500 euro, 5,3% tra 8.500 e 15.000 euro, e 4,8% oltre 15.000 e fino a 20.000 euro. Chi ha redditi tra 20.001 e 40.000 euro riceve invece un'ulteriore detrazione, che va da 1.000 euro fissi fino a una soglia decrescente.
Serve presentare domanda per ottenere il bonus sul cedolino di ottobre?
No, i benefici vengono applicati in automatico dall'INPS senza necessità di presentare domanda. Gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026 vengono pagati in un'unica soluzione a chi ne ha diritto.
Cosa bisogna fare entro il 10 ottobre 2026 per la rata di acconto IRPEF?
Entro il 10 ottobre 2026, i contribuenti che hanno indicato l'INPS come sostituto d'imposta nel 730/2026 possono chiedere la riduzione o l'annullamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF o cedolare secca. La richiesta va trasmessa online tramite il portale INPS con SPID, CIE, CNS o eIDAS.