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Tetrodotossina: il potente veleno neurotossico presente nel pesce palla e i suoi effetti sull’uomo
Editoriali

Tetrodotossina: il potente veleno neurotossico presente nel pesce palla e i suoi effetti sull’uomo

Disponibile in formato audio

La tetrodotossina blocca i canali del sodio e non ha antidoto. Nel 2025 il pesce palla argenteo ha raggiunto l'Alto Adriatico: cosa sapere.

Un esemplare di pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus) è stato catturato nell'ottobre 2024 nella baia di Medulin, nel sud dell'Istria: è il ritrovamento più settentrionale mai registrato in tutto il Mediterraneo. La notizia è diventata pubblica nel marzo 2025, quando uno studio dell'Università di Pola ne ha confermato l'identificazione sulla rivista Acta Ichthyologica et Piscatoria. La specie porta con sé la tetrodotossina, una neurotossina senza antidoto che può essere fatale entro poche ore dall'ingestione.

Indice: In breve | Cos'è la tetrodotossina e dove si trova in natura | Come agisce il veleno sul sistema nervoso | I sintomi dell'avvelenamento da TTX: la progressione temporale | Il pesce palla argenteo nell'Adriatico nel 2025 | La TTX nei molluschi bivalvi italiani | La normativa italiana ed europea | La ricerca medica: la TTX nella terapia del dolore | Errori comuni | Domande frequenti

In breve

  • La tetrodotossina (TTX) è prodotta da batteri simbionti presenti in pesci palla, polpi, stelle marine e altri organismi marini.
  • Non esiste antidoto: l'unico trattamento è la lavanda gastrica immediata con carbone attivo.
  • La TTX è termostabile: la cottura non elimina la tossicità.
  • Nel 2025 il pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus) ha raggiunto l'Alto Adriatico per la prima volta nella storia del Mediterraneo.
  • In Italia è vietato importare e consumare pesce palla dal 1992.

Cos'è la tetrodotossina e dove si trova in natura

La tetrodotossina è una potente neurotossina di origine batterica. A produrla non sono i pesci stessi, ma i batteri simbionti che vivono nei loro tessuti, appartenenti principalmente alle famiglie Vibrionacee e Pseudomonas spp. Gli animali ospiti si sono evoluti sviluppando un'immunità selettiva alla tossina, che li protegge dai predatori e garantisce la convivenza con le specie batteriche.

Il pesce palla (famiglia Tetraodontidae) è l'organismo più noto portatore di TTX, ma non il solo. La tossina è presente anche nei polpi dal morso blu (Hapalochlaena spp.), nelle stelle marine, nei granchi, nelle seppie e in alcune specie di tritoni. All'interno del pesce palla, la concentrazione è massima negli organi interni come fegato, ovaie e intestino; nella carne è quasi assente, il che spiega perché il fugu giapponese possa essere consumato se preparato da cuochi con licenza specifica.

Come agisce il veleno sul sistema nervoso

La tetrodotossina agisce bloccando i canali del sodio presenti sulle membrane delle cellule nervose. Questi canali sono indispensabili per generare il potenziale d'azione, il segnale elettrico che permette la comunicazione tra neuroni e tra nervi e muscoli. Il legame tra TTX e il sito del canale è molto stabile: dura fino a 10 secondi, contro il nanosecondo in cui il sodio rimane normalmente legato. Il risultato è la paralisi progressiva dei muscoli, inclusi quelli respiratori. La coscienza rimane intatta: il paziente percepisce quanto sta accadendo senza poter reagire.

I sintomi dell'avvelenamento da TTX: la progressione temporale

  1. Intorpidimento di lingua e labbra: compare entro 20-30 minuti dall'ingestione ed è il primo segnale di allerta.
  1. Parestesie di viso ed estremità, nausea, vomito e cefalea: si instaurano nelle ore successive con progressiva perdita della coordinazione motoria.
  1. Difficoltà respiratoria e tinniti: la respirazione diventa faticosa mentre la coscienza rimane intatta.
  1. Paralisi totale e insufficienza cardiorespiratoria: si manifesta in genere entro 4-6 ore dall'ingestione e, in assenza di trattamento, può essere fatale.

Il pesce palla argenteo nell'Adriatico nel 2025

La cattura del Lagocephalus sceleratus a Medulin è il quarto avvistamento ufficiale di questa specie nell'intero bacino adriatico, ma il primo nell'Alto Adriatico e il più settentrionale mai registrato in tutto il Mediterraneo. L'identificazione è stata confermata nel marzo 2025 dallo studio dell'Università di Pola condotto con l'Istituto oceanografico di Spalato, pubblicato sulla rivista Acta Ichthyologica et Piscatoria.

Il Lagocephalus sceleratus è originario dell'Oceano Indiano e del Pacifico. Ha guance argentate, un corpo tozzo e un becco robusto simile a quello di un pappagallo, capace di rompere reti da pesca e causare ferite alle dita di chi lo maneggia. La specie è entrata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez e si sta espandendo verso nord con il progressivo riscaldamento dei mari. Casi mortali da ingestione accidentale sono stati documentati in Egitto. Il comunicato dell'IZS sul pesce palla argenteo in Adriatico indica che in caso di cattura accidentale il pesce non va toccato e va segnalato alle autorità competenti.

La TTX nei molluschi bivalvi italiani

La tetrodotossina non riguarda solo i pesci palla. Nel maggio 2017 e nel maggio 2018, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha rilevato concentrazioni di TTX in campioni di cozze (Mytilus galloprovincialis) prelevati dalla laguna di Marano, in Friuli Venezia Giulia. Si tratta del primo rilevamento di tetrodotossine in molluschi bivalvi dell'area settentrionale dell'Adriatico.

Dal 2018 l'area è stata interdetta alla raccolta e destinata a uso sperimentale. I valori registrati erano comunque inferiori alle soglie che, secondo l'EFSA, possono determinare sintomi nell'uomo. Ad oggi non è stato segnalato nel mondo alcun caso di avvelenamento conseguente al consumo di bivalvi contaminati da TTX. Il primo rilevamento di tetrodotossine in molluschi bivalvi dell'Adriatico settentrionale - IZSVe descrive le modalità del campionamento e le misure adottate.

La normativa italiana ed europea

L'Italia è stato uno dei primi paesi europei a vietare l'importazione e il consumo di pesce palla, con un decreto ministeriale del 1992. Il divieto è poi stato esteso all'intera Unione Europea con la normativa comunitaria sull'igiene dei prodotti ittici. Il fugu può essere preparato e consumato legalmente solo in Giappone, dove i cuochi devono ottenere una licenza specifica al termine di un percorso formativo triennale. La preparazione irregolare è responsabile della maggior parte delle morti da TTX registrate in Giappone ogni anno.

La ricerca medica: la TTX nella terapia del dolore

La proprietà della tetrodotossina di bloccare selettivamente i canali del sodio è oggetto di ricerca per il trattamento del dolore oncologico grave. Nei pazienti con cancro in fase avanzata, il dolore colpisce tra il 75% e il 90% dei casi e spesso non risponde in modo soddisfacente alle terapie convenzionali. Studi clinici hanno testato somministrazioni sottocutanee di 30 μg di TTX due volte al giorno per 4 giorni, con risultati promettenti sul controllo del dolore. La ricerca è ancora nelle fasi preliminari: nessun farmaco a base di TTX è al momento approvato per uso clinico.

Errori comuni

Credere che la cottura neutralizzi la tossina: la tetrodotossina è termostabile. Non si degrada con il calore, nemmeno a temperature elevate. Un pesce palla cucinato male è pericoloso quanto uno crudo.

Pensare che solo il pesce palla sia velenoso: la TTX è presente in polpi dal morso blu, stelle marine, granchi e tritoni. Secondo le rilevazioni dell'IZSVe, è stata trovata anche nelle cozze della laguna di Marano: non è una tossina esclusiva di una singola specie.

Scambiare il pesce palla argenteo per una specie innocua: il Lagocephalus sceleratus ha un aspetto caratteristico, con guance argentate e becco duro, ma non tutti i pescatori lo riconoscono. Maneggiarlo senza protezione espone al rischio di ferite da morso.

Domande frequenti

È legale mangiare il fugu in Italia?

No. L'importazione e il consumo di pesce palla sono vietati in Italia dal 1992 e nell'intera Unione Europea in base alla normativa comunitaria sull'igiene dei prodotti ittici. Il fugu viene preparato legalmente solo in Giappone, dove esiste un sistema di licenze obbligatorie per i cuochi.

Come si riconosce il pesce palla argenteo?

Il Lagocephalus sceleratus ha guance argentate lucide, corpo tozzo e becco duro simile a quello di un pappagallo. Può raggiungere i 50 cm di lunghezza. Se catturato accidentalmente, non va toccato e va segnalato all'ISPRA tramite l'indirizzo [email protected].

Esiste un antidoto alla tetrodotossina?

No. Ad oggi non esiste nessun antidoto efficace. In caso di ingestione accidentale, l'unico trattamento disponibile è la lavanda gastrica immediata con somministrazione di carbone attivo, seguita da supporto ventilatorio se la paralisi respiratoria è già in corso. Il trattamento deve iniziare entro pochi minuti.

Le cozze italiane possono contenere tetrodotossina?

In linea di principio sì, come documentato dal rilevamento nella laguna di Marano nel 2017-2018. L'area interessata è però interdetta alla raccolta dal 2018, e i valori allora misurati erano inferiori alle soglie di rischio definite dall'EFSA. Ad oggi non esiste nessun caso mondiale di avvelenamento da bivalvi contaminati da TTX.

La comparsa del Lagocephalus sceleratus nell'Alto Adriatico nel 2024 è un segnale concreto di come il riscaldamento dei mari stia ridisegnando gli equilibri delle specie nel Mediterraneo. La tetrodotossina rimane una molecola che la scienza studia su fronti opposti: da un lato il rischio alimentare, dall'altro la possibilità di trasformarla in strumento terapeutico. Per i pescatori e i bagnanti dell'Adriatico, la precauzione più efficace rimane la stessa: imparare a riconoscere il pesce palla argenteo e segnalarlo alle autorità competenti.

Pubblicato il: 28 aprile 2026 alle ore 18:14

Domande frequenti

Perché il pesce palla si gonfia e come funziona questo meccanismo di difesa?

Il pesce palla si gonfia ingerendo rapidamente grandi quantità d'acqua, aumentando fino a sette volte le sue dimensioni. Questo comportamento serve a scoraggiare i predatori, rendendo difficile la sua ingestione e aumentando le possibilità di sopravvivenza.

Che cos'è la tetrodotossina e quanto è pericolosa per l'uomo?

La tetrodotossina è una potente neurotossina presente in vari organi del pesce palla, capace di bloccare la trasmissione degli impulsi nervosi e provocare paralisi muscolare. Anche piccole quantità possono essere letali per l'uomo, poiché non esiste un antidoto specifico e il decesso può avvenire rapidamente per asfissia.

Perché il pesce palla è considerato una prelibatezza in alcuni paesi e quali rischi comporta il consumo?

In Giappone, Cina e Corea il pesce palla, noto come fugu, è una pietanza di lusso preparata solo da chef altamente qualificati. Il rischio principale è la presenza di tetrodotossina: se le parti velenose non vengono rimosse correttamente, anche una minima contaminazione può risultare fatale.

Qual è la situazione attuale del pesce palla nel Mediterraneo e quali rischi comporta per l'Italia?

Negli ultimi anni il pesce palla maculato si sta diffondendo rapidamente nel Mediterraneo, in particolare lungo le coste del sud Italia. Il rischio principale è la sua commercializzazione accidentale e il pericolo per la salute pubblica, motivo per cui le autorità sanitarie hanno emesso allerte e raccomandano di non consumarlo mai.

Quali sono le principali caratteristiche fisiche del pesce palla?

Il pesce palla ha un corpo ovale, mascelle simili al becco di un pappagallo e quattro denti anteriori affilati. Può variare molto nelle dimensioni, ha pelle ruvida spesso ricoperta di aculei e una notevole capacità di cambiare colore in base all'ambiente.

Come avviene la riproduzione del pesce palla e dove vive normalmente?

La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai 5 anni, e il maschio si occupa della cura delle uova deposte in acque basse. Il pesce palla vive prevalentemente in aree costiere, su fondali sabbiosi ricchi di molluschi, e la sua presenza si sta espandendo dal suo habitat tropicale originario anche nel Mediterraneo.

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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