Tetrodotossina: il potente veleno neurotossico presente nel pesce palla e i suoi effetti sull’uomo
Nel 2024 è stato catturato un esemplare di pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus) nella baia di Medulin, rappresentando la più settentrionale presenza mai registrata nel Mediterraneo. Questa specie, originaria dell'Oceano Indiano e del Pacifico, si è diffusa nel mare Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, probabilmente facilitata dall'innalzamento delle temperature marine. Il pesce palla argenteo è noto per contenere tetrodotossina (TTX), una neurotossina prodotta da batteri simbionti, che si accumula principalmente negli organi interni, provocando paralisi muscolare progressiva e potenzialmente morte se ingerita. La sua presenza nell'Alto Adriatico rappresenta un rischio sanitario per pescatori e consumatori, motivo per cui è vietata in Italia e nell'Unione Europea dal 1992 l'importazione e il consumo di pesce palla. La tetrodotossina agisce bloccando i canali del sodio nelle cellule nervose, interrompendo la trasmissione degli impulsi nervosi. I sintomi di avvelenamento, che iniziano con intorpidimento e possono culminare in paralisi respiratoria, si sviluppano in poche ore dall'ingestione, senza esistenza di antidoto specifico. L'unico trattamento disponibile è la lavanda gastrica immediata seguita da supporto ventilatorio in caso di insufficienza respiratoria. A complicare la situazione, la TTX è termostabile e non viene neutralizzata dalla cottura, aumentando il rischio associato anche a consumi accidentali. Oltre al pesce palla, la tetrodotossina è stata rilevata in alcune specie marine come polpi, stelle marine e molluschi bivalvi, ad esempio cozze contaminate nella laguna di Marano. Attualmente non sono stati segnalati casi di avvelenamento da questi organismi nel Mediterraneo, ma l'attenzione rimane alta. Parallelamente, la ricerca medica sta esplorando l'uso terapeutico della TTX nel trattamento del dolore oncologico grave, considerando la sua capacità di bloccare selettivamente i canali del sodio. Nel complesso, la comparsa del Lagocephalus sceleratus in Adriatico evidenzia l’importanza di monitorare le specie marine tossiche e educare pescatori e cittadini a riconoscerle per prevenire rischi sanitari.