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Inno di Mameli insegnato nelle scuole italiane: la polemica di Vannacci e la replica della sottosegretaria al Mim Frassinetti
Editoriali

Inno di Mameli insegnato nelle scuole italiane: la polemica di Vannacci e la replica della sottosegretaria al Mim Frassinetti

Disponibile in formato audio

Frassinetti risponde a Vannacci e richiama la legge 222/2012: l'inno di Mameli si studia in tutte le scuole. Chi l'ha firmata, cosa dice davvero.

La sottosegretaria all'Istruzione e al Merito Paola Frassinetti è intervenuta il 22 giugno 2026 per ricordare che l'insegnamento dell'inno di Mameli nelle scuole italiane è disciplinato da una legge a sua firma, approvata nel novembre 2012. La replica arriva dopo le parole del generale Roberto Vannacci, che aveva detto pubblicamente che a sua figlia non era stato insegnato il Canto degli Italiani durante il percorso scolastico. Vannacci aveva pubblicato la propria osservazione riaprendo il dibattito sull'effettiva applicazione della norma.

Cosa stabilisce la legge 222 del 2012

Il riferimento normativo è la legge 23 novembre 2012, n. 222, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2012. Il testo prevede che, a partire dall'anno scolastico 2012/2013, nelle scuole di ogni ordine e grado siano organizzati percorsi educativi, iniziative e incontri celebrativi dedicati al significato del Risorgimento, alle vicende che hanno portato all'unità nazionale, alla scelta dell'inno di Mameli e della bandiera, oltre che all'approvazione della Costituzione.

La stessa legge istituisce il 17 marzo come Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, ricorrenza celebrata ogni anno negli istituti. La proposta fu firmata da Frassinetti, allora deputata, insieme alla deputata del Partito Democratico Maria Coscia, in un'iniziativa parlamentare bipartisan. Il provvedimento richiede che lo studio del testo dell'inno sia accompagnato dalla conoscenza del contesto storico e dei suoi fondamenti ideali; il testo integrale è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale, legge 222/2012.

Il caso Vannacci e la replica della sottosegretaria

L'intervento di Frassinetti nasce dopo le dichiarazioni di Vannacci, che aveva collegato la scarsa conoscenza dell'inno fra i più giovani a una presunta assenza di insegnamento nelle aule. La sottosegretaria ha sottolineato due elementi operativi: il Ministero dell'Istruzione e del Merito invia ogni anno una circolare alle scuole per ricordare l'obbligo previsto dalla legge, mentre le nuove Indicazioni nazionali aggiornate dal ministro Valditara rafforzano lo studio della storia del Risorgimento nei programmi. Frassinetti ha richiamato anche il valore identitario del Canto degli Italiani, scritto da Goffredo Mameli nel 1847 e adottato come inno provvisorio della Repubblica nel 1946.

Frassinetti ha rimarcato che spetta agli organi collegiali e ai singoli docenti applicare la norma. Il dibattito ricorrente sull'attuazione mostra che, pur essendo la legge in vigore da quattordici anni, la diffusione effettiva del Canto degli Italiani nelle classi non risulta uniforme su tutto il territorio nazionale, anche per la mancanza di un sistema di monitoraggio centrale sulle attività realizzate dai singoli istituti.

Per le scuole il riferimento operativo resta la legge 222/2012, che riguarda non solo il testo dell'inno ma anche la cornice civica che lo accompagna, dalla storia del Risorgimento alle celebrazioni del 17 marzo. La verifica concreta dell'insegnamento è in capo ai singoli istituti, che programmano percorsi e iniziative ogni anno scolastico sulla base delle indicazioni ministeriali e delle scelte autonome dei collegi docenti.

Domande frequenti

Cosa prevede la legge 222 del 2012 sull'insegnamento dell'Inno di Mameli nelle scuole?

La legge 222/2012 stabilisce che, dall'anno scolastico 2012/2013, tutte le scuole di ogni ordine e grado organizzino percorsi educativi e iniziative sul Risorgimento, l'Unità d'Italia, la Costituzione e l'Inno di Mameli, promuovendo la conoscenza del testo e del suo contesto storico.

Chi è responsabile dell'applicazione della legge sull'insegnamento dell'inno nelle scuole?

La responsabilità dell'attuazione spetta agli organi collegiali e ai docenti dei singoli istituti, che programmano ogni anno le attività secondo le indicazioni ministeriali e le proprie scelte autonome.

Come viene ricordato alle scuole l'obbligo di insegnare l'Inno di Mameli?

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito invia ogni anno una circolare alle scuole per ricordare l'obbligo previsto dalla legge 222/2012 e fornire indicazioni operative.

Perché esistono ancora polemiche sull'effettiva applicazione dell'insegnamento dell'inno?

Nonostante la legge sia in vigore da anni, la diffusione dell'insegnamento dell'Inno di Mameli non è uniforme in tutta Italia, anche a causa della mancanza di un sistema di monitoraggio centrale sulle attività svolte nelle singole scuole.

Cosa si celebra il 17 marzo nelle scuole secondo la legge 222/2012?

Il 17 marzo è istituito come Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, una ricorrenza celebrata ogni anno negli istituti scolastici con iniziative dedicate.

Pubblicato il: 22 giugno 2026 alle ore 16:21

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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