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GIORNALISTI: INCHIESTA FANPAGE SU DURIGON, 7 A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE
Editoriali

GIORNALISTI: INCHIESTA FANPAGE SU DURIGON, 7 A PROCESSO PER DIFFAMAZIONE

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La Procura di Roma ha rinviato a giudizio sette persone per l'inchiesta Fanpage 2021 su Durigon e Ugl: tra gli imputati giornalisti ed ex sindacalisti.

La Procura di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di sette persone per l'inchiesta giornalistica "Follow the money", diffusa da Fanpage.it a partire dall'aprile del 2021. Il procedimento riguarda una serie di video e articoli che avevano come figura centrale Claudio Durigon, all'epoca sottosegretario al Lavoro in quota Lega, e i suoi presunti rapporti con l'Ugl, confederazione sindacale in cui aveva in precedenza ricoperto incarichi di vertice. La citazione diretta a giudizio, firmata dalla sostituta procuratrice Caterina Sgrò, prevede per tutti e sette gli imputati l'accusa di diffamazione aggravata. Il rinvio chiude la fase delle indagini preliminari e fissa la prima udienza per il periodo successivo alla pausa estiva del 2026, a circa cinque anni dalla pubblicazione del reportage.

Chi sono i sette imputati

Tra i sette destinatari del provvedimento figurano l'ex direttore di Fanpage.it e due ex esponenti sindacali dell'Ugl. La presenza di questi ultimi tra gli imputati è un elemento specifico del caso: nel video originale avevano partecipato come fonti del reportage, e uno di loro aveva dichiarato davanti alle telecamere: "Sono stato espulso perché chiedevo dove finivano i soldi dei lavoratori... La cassa la gestiva lui, Durigon". Nel procedimento queste persone non compaiono come testimoni bensì come co-imputati: le dichiarazioni rilasciate fanno parte integrante del capo d'accusa, non come prove a carico di terzi ma come atti direttamente imputati ai dichiaranti stessi. Claudio Durigon è indicato come parte offesa nel procedimento.

Cosa contesta la Procura

Il capo d'imputazione descrive il video come contenente "fatti non rispondenti al vero". Gli inquirenti contestano che il reportage avesse sostenuto l'esistenza di un "rapporto non trasparente" tra la Lega e l'Ugl, avesse attribuito a Durigon il controllo degli iscritti sindacali (ritenuto gonfiato) e avesse descritto l'espulsione dei due sindacalisti come ritorsione per le domande sulle spese interne all'organizzazione. Il fascicolo comprende anche diversi articoli pubblicati da Fanpage, nei quali si attribuiva a Durigon la responsabilità dei dati gonfiati sugli iscritti e si ipotizzava che il suo ingresso in politica fosse stato sostenuto da soggetti coinvolti in indagini della Direzione Distrettuale Antimafia. Il filmato era denominato "Il caso Durigon: il primo episodio dell'inchiesta Follow the money", primo di una serie investigativa che la testata aveva avviato per indagare i presunti legami tra classe politica, finanze sindacali e meccanismi di cooptazione.

Il dibattimento che si aprirà dopo la pausa estiva del 2026 affronterà la questione giuridica centrale: se le affermazioni contenute nel video e negli articoli di Fanpage costituissero esercizio del diritto di cronaca basato su fonti identificate e dichiarazioni verificabili, oppure, come sostiene l'accusa, fatti non corrispondenti al vero che integrano il reato di diffamazione aggravata ai danni della parte offesa. La risposta del tribunale riguarderà anche la posizione degli ex sindacalisti, la cui partecipazione al reportage come fonti li ha resi co-imputati nel medesimo procedimento.

Domande frequenti

Qual è il motivo del rinvio a giudizio dei sette imputati nell'inchiesta Fanpage su Durigon?

I sette imputati sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di diffamazione aggravata a seguito della pubblicazione di video e articoli che avrebbero diffuso fatti considerati non veritieri sulla figura di Claudio Durigon e sui suoi rapporti con l'Ugl.

Chi sono i principali imputati nel procedimento e perché anche alcuni ex sindacalisti dell'Ugl sono coinvolti?

Tra gli imputati figurano l'ex direttore di Fanpage.it e due ex esponenti sindacali dell'Ugl. Questi ultimi sono coinvolti perché, pur essendo stati fonti nel reportage, le loro dichiarazioni sono parte integrante del capo d'accusa e sono quindi imputati insieme agli altri.

Cosa contesta la Procura di Roma al reportage 'Follow the money'?

La Procura contesta che il reportage abbia attribuito a Durigon il controllo gonfiato degli iscritti Ugl, abbia suggerito rapporti non trasparenti tra Lega e Ugl, e descritto l'espulsione di sindacalisti come ritorsione, ritenendo tali fatti non corrispondenti al vero.

Quando inizierà il processo e cosa dovrà stabilire il tribunale?

Il processo inizierà dopo la pausa estiva del 2026. Il tribunale dovrà stabilire se le affermazioni pubblicate da Fanpage costituiscano esercizio legittimo del diritto di cronaca o se, come sostiene l'accusa, integrino il reato di diffamazione aggravata.

Qual è il ruolo di Claudio Durigon nel procedimento?

Claudio Durigon è indicato come parte offesa nel procedimento, essendo al centro delle accuse rivolte nei contenuti oggetto di indagine.

Perché la partecipazione dei sindacalisti al reportage li ha resi imputati?

La loro partecipazione come fonti nel video ha fatto sì che le dichiarazioni da loro rilasciate siano considerate atti direttamente imputati, rendendoli co-imputati nel procedimento invece che semplici testimoni.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 16:37

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.