Emma Bonino è morta l'11 settembre 2026 a Roma, a 78 anni. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha reagito nel giro di poche ore con una nota che colpisce per la scelta delle parole, definendo la storica leader radicale 'destinata a restare in primo piano nella memoria della Repubblica' e riconoscendone la 'considerazione culturale' malgrado la distanza ideologica dal governo in carica.
La formulazione insolita del ministro
Nel comunicato pubblicato sul sito del MiC, Giuli descrive Bonino come politica 'schierata spesso su fronti ideologici nettamente avversi alla sensibilità del riformismo conservatore'. Il ministro rivendica però la sua 'considerazione culturale': una formula rara per una figura del fronte politico opposto al governo in carica, più esplicita di quanto sia consuetudine nei messaggi di cordoglio istituzionali, dove prevalgono formule di circostanza. La stessa espressione, 'memoria della Repubblica', Giuli l'aveva usata pochi mesi prima commentando le commemorazioni della strage di Bologna, quando aveva parlato di istituzioni al servizio della memoria e della verità: il registro è quello di un canone civile che il MiC dichiara di voler costruire anche oltre le appartenenze politiche, e che ora si estende a una figura storicamente distante dalla maggioranza di governo. La nota, diffusa a poche ore dall'annuncio della scomparsa avvenuta nella tarda mattinata a Roma, è arrivata prima di molte reazioni delle stesse forze di opposizione e ha fissato un tono che ha poi orientato la giornata di commenti istituzionali.
Cinquant'anni di battaglie civili
Bonino, nata a Bra il 9 marzo 1948, era stata eletta alla Camera per la prima volta nel 1976, a 28 anni, nelle liste del Partito Radicale. Nella stessa legislatura aveva guidato le campagne per la depenalizzazione dell'aborto, che portarono alla Legge 194 del 1978, e successivamente le battaglie contro il nucleare culminate nel referendum del 1987. Ha presieduto il Partito Radicale Transnazionale dal 1991 al 1993. Fu poi commissaria europea per gli aiuti umanitari, la pesca, la politica dei consumatori e la sicurezza alimentare tra il 1995 e il 1999, ministra del Commercio internazionale con il governo Prodi II (2006-2008) e ministra degli Affari esteri con il governo Letta (aprile 2013-febbraio 2014). Era stata tra i fondatori del partito +Europa. Le battaglie per i diritti civili e per la piena cittadinanza delle donne, che hanno attraversato tutta la sua militanza, oggi orientano anche iniziative del ministero della Cultura come i cortometraggi studenteschi contro la violenza sulle donne premiati alla Mostra del cinema di Venezia.
L'iscrizione formale nella 'memoria della Repubblica' evocata da Giuli sposta ora sul MiC la scelta pratica: quali forme concrete, archivi, mostre, riconoscimenti postumi, accompagneranno il ricordo istituzionale di Bonino nei prossimi mesi, e con quale continuità rispetto alle posizioni civili che il ministero ha già dichiarato di voler valorizzare. Sul portale ministeriale non è ancora annunciata alcuna iniziativa specifica: il messaggio di Giuli, per ora, resta un impegno di linguaggio.
Domande frequenti
Qual è stata la reazione del ministro Giuli alla scomparsa di Emma Bonino?
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso cordoglio con una nota in cui ha riconosciuto Bonino come una figura 'degna di rispetto', sottolineando la sua importanza nella memoria della Repubblica pur essendo su posizioni ideologiche opposte al governo in carica.
Perché la dichiarazione di Giuli è considerata insolita rispetto ad altri messaggi istituzionali?
La dichiarazione di Giuli si distingue per l'esplicita 'considerazione culturale' riconosciuta a una figura storicamente avversa al governo, andando oltre le usuali formule di circostanza e adottando un registro che promuove il valore civile oltre le appartenenze politiche.
Quali sono stati i principali risultati politici di Emma Bonino?
Emma Bonino è stata protagonista di cinquant'anni di battaglie civili, tra cui la depenalizzazione dell'aborto con la Legge 194, la lotta contro il nucleare, e ha ricoperto ruoli di rilievo come commissaria europea, ministra degli Affari esteri e fondatrice di +Europa.
In che modo il ministero della Cultura potrebbe ricordare Emma Bonino?
Il ministero della Cultura potrebbe valorizzare la memoria di Bonino attraverso iniziative come archivi, mostre e riconoscimenti postumi, anche se al momento non sono state annunciate iniziative specifiche sul portale ministeriale.
Qual è il significato dell'espressione 'memoria della Repubblica' utilizzata da Giuli?
L'espressione indica l'intenzione di inserire Emma Bonino tra le figure di rilievo della storia civile italiana, promuovendo un canone di memoria collettiva che travalica le divisioni politiche e riconosce il contributo di personalità di diversa appartenenza.
In che modo le battaglie di Bonino influenzano iniziative attuali del ministero della Cultura?
Le battaglie per i diritti civili e la cittadinanza delle donne di Bonino ispirano alcune iniziative del ministero, come i cortometraggi studenteschi contro la violenza sulle donne premiati alla Mostra del cinema di Venezia.